Come Affrontare il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS)

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

Può sembrare impossibile riuscire a gestire il disturbo post-traumatico da stress e mantenere una vita normale. Il DPTS può portarti a evitare le altre persone e ad isolarti da amici e familiari; potresti avere paura a recarti nei luoghi normali e manifestare anche degli attacchi d'ansia. Se soffri di DPTS, puoi mettere in atto delle iniziative per gestire i sintomi e in ultima analisi riuscire a vivere una vita sana e felice.

Parte 1 di 3:
Ottenere Aiuto Professionale

  1. 1
    Ottieni una diagnosi appropriata. La prima cosa da fare per combattere il DPTS è quella di verificare se effettivamente soffri di questa malattia mentale. Si tratta di un disturbo d'ansia e i sintomi possono spesso coincidere con quelli di altre patologie analoghe.
    • Rivolgiti a uno psicologo per ottenere una diagnosi differenziale accurata, in modo da trovare il giusto trattamento in base al disturbo di cui soffri. Per ricevere una diagnosi di disturbo post-traumatico da stress, devi aver subito un evento traumatico in passato che deve rispettare dei criteri ben specifici.
    • Per esempio, devi manifestare i sintomi di ciascuno dei seguenti quattro gruppi per un determinato periodo di tempo: 1) incubi di intrusioni, flashback e ricordi ricorrenti; 2) allontanare/evitare pensieri, persone, luoghi e cose che ti ricordano cosa è successo; 3) alterazioni negative della cognizione e umore/stato d'animo che ti fa sentire alienato, convinzioni e opinioni costantemente negative verso il mondo, incapacità di ricordare alcuni dettagli dell'evento, e così via; 4) alterazioni dell'eccitabilità e irritabilità-reattività, ipereccitazione, disturbi del sonno, eccetera.[1][2]
    • Chiunque abbia vissuto un evento traumatico può arrivare a soffrire di DPTS. I bambini che hanno subito un abuso, le persone che sono state aggredite sessualmente, i reduci dalle guerre e coloro che sono sopravvissuti a incidenti automobilistici o disastri naturali sono tutti a rischio di sviluppare tale disturbo.[3]
    • Il disturbo acuto da stress (DAS) è associato all'ansia e può spesso trasformarsi in disturbo post-traumatico da stress. Il DAS si manifesta entro un mese dal fatto traumatico e può durare da 3 giorni fino a 4 settimane. I sintomi che durano più di un mese indicano che la malattia si sta evolvendo in DPTS.[4]
  2. 2
    Parla con un terapeuta che ha già trattato casi di vittime di traumi. Anche rivolgerti ai genitori o ad amici intimi può sicuramente esserti di aiuto per elaborare le sensazioni dopo un evento traumatico, ma un terapeuta è stato istruito in maniera specifica per aiutare le persone come te. Rivolgiti al medico per qualunque cosa! Anche omettere i dettagli che ti sembrano insignificanti può in realtà rendere più difficile la risoluzione del problema. Se senti il bisogno di piangere, fallo.
    • Gli psicologi possono mettere in atto dei trattamenti cognitivi che si focalizzano sul tentativo di individuare e modificare pensieri e opinioni che riguardano il terribile evento. I sopravvissuti tendono spesso a colpevolizzarsi per quanto è accaduto; parlare del trauma con un professionista della salute mentale può invece aiutarti a capire quanto poco controllo avevi della situazione.[5]
    • Alcune procedure terapeutiche prevedono un'esposizione graduale o completa e improvvisa al luogo o alla situazione che ha provocato il trauma. Uno dei criteri diagnostici – la tendenza a evitare tutto ciò che è correlato al trauma – porta le persone ad astenersi dal parlare o pensare all'evento; tuttavia, elaborare quanto è successo e parlarne con un terapeuta può aiutarti a superarlo.[6]
    • Il medico dovrebbe essere aperto alla possibilità di cambiare il trattamento in base alle tue esigenze specifiche. Persone diverse guariscono in maniere differenti, è quindi importante scegliere le opzioni più adatte alla tua situazione.
  3. 3
    Rivolgiti a uno psichiatra per un trattamento farmacologico. Se alcuni sintomi del disturbo influiscono in maniera significativa sulle tue normali attività o funzioni quotidiane, per esempio non sei in grado di dormire o soffri di così tanta ansia da avere paura a recarti al lavoro o a scuola, il terapeuta potrà inviarti presso uno psichiatra per una cura con farmaci. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono i medicinali che vengono prescritti più spesso contro il DPTS, ma sono utili anche altri antidepressivi, gli stabilizzatori dell'umore e altre medicine. Tieni presente che ogni principio attivo prevede effetti collaterali propri, dovresti quindi esaminarli con il medico.[7]
    • La sertralina (Zoloft) è di aiuto in caso di carenza della serotonina nell'amigdala, stimolandone la produzione nel cervello.[8]
    • La paroxetina (Paxil) aumenta la quantità di serotonina disponibile nel cervello.[9]
    • Questi due farmaci sono i soli che a tutt'oggi sono stati approvati dalla FDA statunitense per il trattamento del DPTS.[10]
    • A volte, vengono anche usati la fluoxetina (Prozac) e la venlafaxina (Efexor).[11] La fluoxetina è un SSRI, mentre la venlafaxina è un inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), vale a dire che è in grado di aumentare entrambi gli ormoni.[12]
    • La mirtazapina è un farmaco in grado di influire sia sulla serotonina sia sulla noradrenalina e può essere utile per trattare il disturbo.[13]
    • La prazosina, che aiuta a ridurre gli incubi, viene a volte usata come trattamento "integrativo", viene cioè prescritta in combinazione ad altre terapie e farmaci come gli SSRI.[14]
    • I pazienti sottoposti alle terapie con SSRI e SNRI possono talvolta manifestare dei pensieri rivolti al suicidio come effetto collaterale del trattamento; rivolgiti al medico per conoscere questi rischi e sapere come affrontarli.
  4. 4
    Aderisci a un gruppo di sostegno.[15] Se hai difficoltà a combattere la paura e l'ansia che accompagnano il DPTS, potrebbe esserti di aiuto partecipare a un gruppo di supporto. Sebbene questo tipo di gruppo non si prefigga specificatamente di curare la malattia, può però aiutarti a gestire i sintomi facendoti sentire meno solo e offrendoti l'incoraggiamento da parte degli altri partecipanti che stanno affrontando le tue stesse difficoltà.
    • Ricevere la diagnosi di questa malattia può essere un duro colpo da "digerire". Prendendo parte a un gruppo di mutuo aiuto, puoi renderti conto che ci sono un'infinità di altre persone che stanno combattendo contro il tuo stesso problema e puoi recuperare i contatti con il mondo esterno.[16]
    • Se il tuo coniuge o una persona a te cara ha difficoltà ad accettare la tua diagnosi, potrebbe trovare consigli utili e un valido supporto partecipando a un gruppo di recupero per i partner o i familiari di un paziente affetto da DPTS.
    • Puoi fare una ricerca online per trovare un gruppo di sostegno nella tua zona oppure rivolgerti all'ASL di competenza.
    • Se sei un militare o un veterano, rivolgiti al distretto di competenza.
    Pubblicità

Parte 2 di 3:
Convivere con il DPTS

  1. 1
    Prenditi cura del corpo e della mente. Molte persone hanno riscontrato che svolgere un'adeguata attività fisica, seguire un'alimentazione sana e riposare in maniera appropriata può influire in maniera notevole sul disturbo. Inoltre, tutte queste strategie si sono dimostrate efficaci nel combattere sia lo stress sia l'ansia, che sono ovviamente molto intensi nei pazienti affetti da DPTS.[17]
    • Cambiando alcuni elementi nel tuo stile di vita, puoi ridurre i sintomi o gestirli meglio. Quando svolgi una regolare attività fisica e mangi cibi sani e nutrienti, puoi sentirti più forte per affrontare gli schemi mentali negativi o superare più velocemente un attacco d'ansia.[18]
    • Evita alcol e droghe. Trova dei metodi più sani per superare lo stress e le sensazioni negative; per esempio, fai una passeggiata all'aperto, leggi un racconto interessante o telefona a un amico per parlare un po'.
    • Riconosci che soffrire di DPTS non ti rende più debole. Sii consapevole del fatto che questo disturbo può colpire chiunque. In realtà, le persone forti possono essere proprio quelle che si trovano a vivere situazioni potenzialmente traumatiche, perché si sono impegnate per difendere i propri ideali, hanno cercato di aiutare gli altri o perché hanno superato ostacoli personali. Se soffri di DPTS dopo aver partecipato a qualche campagna militare, sei stato coraggioso per avervi partecipato e lo sei tutt'ora; il fatto di affrontare la malattia e cercare dei trattamenti è un atto di coraggio già di per sé.
  2. 2
    Tieni un diario personale.[19] Annota qualunque cosa che ti disturba durante il giorno, perché alcune situazioni o dettagli possono essere i fattori che provocano incubi o flashback. Scrivi anche come ti senti, se i sintomi sono particolarmente gravi o se la giornata è trascorsa bene.
    • Un diario aiuta a tenere traccia dei progressi, ma è importante anche per il terapeuta per capire come cambiano i sintomi con il passare dei giorni.
  3. 3
    Cerca il supporto dei familiari e amici. Evita di cadere nella trappola dell'evitamento. Anche se puoi pensare che stare lontano dagli altri possa farti sentire meglio, in realtà tende ad aggravare i sintomi. Il sostegno sociale può aiutarti ad alleviare sia l'ansia sia la depressione associate al disturbo post-traumatico da stress.[20]
    • Presta attenzione ai momenti in cui i sintomi sono particolarmente intensi e prepara un piano per trascorrere il tempo con le persone care che ti fanno sorridere e che ti mettono a tuo agio.
    • Puoi trovare supporto anche con un gruppo di sostegno di compagni/colleghi ed entrare in contatto con altre persone che soffrono o hanno sofferto di DPTS. Rivolgiti all'ASL di competenza o fai una ricerca in internet per trovare un gruppo di mutuo aiuto.
  4. 4
    Diventa un sostegno per gli altri. Quando impari a gestire un disturbo grave come il DPTS, aiutando altre persone che attraversano le tue stesse difficoltà puoi contribuire al recupero. Impegnandoti nelle politiche di salute mentale e per favorire l'accesso alle cure, puoi sentirti più forte nel tuo percorso di guarigione dalla malattia.[21]
    • Prendere consapevolezza della malattia mentale di cui sei affetto può aiutare te e gli altri nel processo. Prendere parte ai gruppi che lottano a favore dei pazienti di DPTS ti permette di trasformare un terribile incidente della tua vita in un messaggio positivo per i medici, i politici e coloro che soffrono di malattie mentali.
    Pubblicità

Parte 3 di 3:
Tenere sotto Controllo il Panico

  1. 1
    Riconosci i segni di un imminente attacco di panico. La paura persistente è un aspetto sottostante del disturbo. Uno stress eccessivo o la paura possono causare un attacco di panico e questo può verificarsi spesso in concomitanza con il DPTS.[22] La crisi di panico può durare da 5 minuti a un'ora o più; a volte, potresti sentirti terribilmente agitato senza manifestare segni evidenti.[23] Ogni volta che riesci a reagire in maniera positiva alle crisi di panico o d'ansia, ti stai impegnando per renderle sempre meno frequenti; la pratica rende più semplice gestire gli episodi futuri. I sintomi più comuni di un attacco di panico sono:[24]
    • Dolore al torace;
    • Difficoltà di respirazione o sensazione di fiato corto;
    • Sudorazione;
    • Sensazione di soffocamento;
    • Tremori o agitazione;
    • Nausea;
    • Vertigini, stordimento o svenimento;
    • Brividi o sensazione di estremo calore;
    • Intorpidimento o formicolio;
    • Derealizzazione (sensazione di non essere reale) o depersonalizzazione (sensazione di essere al di fuori di te stesso);
    • Paura di perdere il controllo o di "impazzire";
    • Paura di morire;
    • Senso generale di catastrofe imminente.[25]
  2. 2
    Pratica la respirazione profonda.[26] Puoi mettere in atto questo esercizio per ridurre l'ansia, la paura e anche i dolori o i malesseri fastidiosi. La mente, il corpo e il respiro sono tutti correlati tra loro; prenderti quindi alcuni minuti per impegnarti nella respirazione consapevole ti offre numerosi vantaggi, come ridurre la pressione sanguigna, rilassare i muscoli e aumentare i livelli di energia.[27]
    • Generalmente, la respirazione profonda consiste nell'inspirare contando per 5-8 secondi, trattenere brevemente il respiro e poi espirare contando sempre fino a 5-8. Questo aiuta a invertire la risposta istintiva "combatti o fuggi" del corpo e calmare lo stato d'animo.[28]
  3. 3
    Prova il rilassamento muscolare progressivo. Un'altra tecnica che si è rivelata utile per controllare l'ansia prevede la contrazione sistematica e graduale di tutti i gruppi muscolari, seguita dal rilassamento. Questo metodo riduce lo stress e aiuta a gestire i disturbi correlati all'ansia, quali l'insonnia e il dolore cronico. Il rilassamento muscolare progressivo migliora perfino i benefici della respirazione profonda.[29]
    • Inizia dalle punte dei piedi e passa lentamente alle altre parti del corpo. Mentre inspiri, conta fino a 5 o 10, contrai i muscoli dei piedi e mantieni la tensione. Mentre espiri, rilascia improvvisamente la contrazione, prestando attenzione alla sensazione che provi subito dopo.
  4. 4
    Medita. Questa tecnica di rilassamento non è facile da mettere in pratica, se ti trovi nel bel mezzo di una crisi di panico; tuttavia, può essere abbastanza utile per evitare prima di tutto che gli attacchi si manifestino.
    • Se sei un principiante, inizia con soli 5 minuti di meditazione al giorno e aumenta progressivamente la durata delle sedute. Scegli un posto tranquillo e confortevole con pochissime distrazioni; siediti a terra o su un cuscino con le gambe incrociate oppure usa una sedia e mantieni la schiena ben eretta. Chiudi gli occhi e inizia a inspirare lentamente e profondamente attraverso il naso, espirando dalla bocca. Concentrati solo sulla respirazione, riportandovi l'attenzione ogni volta che la mente si distrae. Continua questo esercizio per tutto il tempo che desideri.[30]
    • Uno studio, che ha coinvolto 16 partecipanti in un programma di riduzione dello stress attraverso la consapevolezza, prevedeva 27 minuti di meditazione ogni giorno. Al termine della ricerca, i risultati delle risonanze magnetiche condotte sui pazienti hanno dimostrato dei cambiamenti strutturali del cervello, rivelando un aumento della compassione, della consapevolezza di sé, dell'introspezione, oltre a una riduzione dell'ansia e dello stress.[31]
  5. 5
    Cerca di minimizzare le preoccupazioni. Temere costantemente che si possa manifestare un attacco di panico può in realtà innescare la crisi stessa. Tieniti occupato e distraiti, così non inizi ad accumulare involontariamente la tensione dovuta alla continua preoccupazione.
    • Sviluppa alcune strategie per instaurare un discorso interiore positivo ogni volta che ti accorgi che ti stai angosciando. Potresti valutare che va tutto bene, che non c'è nulla da temere e che si tratta di una fase passeggera. Ricorda a te stesso che li hai già affrontati ed essere sopravvissuto agli attacchi di panico li rende meno spaventosi; potrebbe perfino aiutarti a prevenirli.[32]
    • Quando ti accorgi che ti stai preoccupando del futuro, cerca di riportare l'attenzione sul presente. Annota alcune cose per cui sei grato oppure alcune caratteristiche positive di te stesso, ad esempio la tua forza. Così facendo, puoi avere il controllo sull'ansia e renderti conto che la vita non è tanto brutta come il panico ti fa credere.
    Pubblicità

Consigli

  • Se sei in terapia con uno psicologo, ma hai la sensazione che non ci siano miglioramenti, concediti un po' di tempo; alcuni trattamenti hanno bisogno di un certo periodo prima che i benefici siano visibili. Sii persistente.
  • Potresti sentirti a disagio parlando dell'esperienza traumatica con gli altri. Fai del tuo meglio per aprirti con qualcuno, ossia lo psicologo, perché in questa maniera puoi risolvere il senso di vergogna o di colpa correlato al disturbo.
Pubblicità

Avvertenze

  • Gli individui che soffrono di disturbo post-traumatico da stress potrebbero manifestare pensieri spaventosi, depressione, prendere in considerazione il suicidio o l'omicidio. Chiama un numero amico o il tuo psicologo, se stai valutando di porre fine alla tua vita o a quella di qualcun altro.
Pubblicità

Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
  1. http://www.ptsd.va.gov/professional/treatment/overview/clinicians-guide-to-medications-for-ptsd.asp
  2. http://www.dcoe.mil/PsychologicalHealth/PTSD_Treatment_Options.aspx
  3. https://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/meds/a694020.html
  4. http://www.dcoe.mil/PsychologicalHealth/PTSD_Treatment_Options.aspx
  5. http://www.dcoe.mil/PsychologicalHealth/PTSD_Treatment_Options.aspx
  6. http://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/stress-management/in-depth/support-groups/art-20044655
  7. http://www.ptsd.va.gov/public/treatment/cope/peer_support_groups.asp
  8. http://www.takingcharge.csh.umn.edu/manage-health-conditions/anxiety-depression/what-lifestyle-changes-are-recommended-anxiety-and-depre
  9. http://www.ptsd.va.gov/public/treatment/cope/coping-ptsd-lifestyle-changes.asp
  10. http://www.drkahoving.com/journaling-for-ptsd/
  11. http://www.ptsd.va.gov/professional/newsletters/research-quarterly/V16N2.pdf
  12. http://www.mind.org.uk/information-support/guides-to-support-and-services/advocacy/#.VdtDG7JViko
  13. http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0887618509002096
  14. http://www.ptsd.va.gov/public/treatment/cope/coping-traumatic-stress.asp
  15. http://www.adaa.org/understanding-anxiety/panic-disorder-agoraphobia/symptoms
  16. http://www.ptsd.va.gov/public/treatment/cope/coping-traumatic-stress.asp
  17. http://www.ptsd.va.gov/public/treatment/cope/coping-traumatic-stress.asp
  18. http://psychcentral.com/blog/archives/2013/07/22/reduce-your-anxiety-this-minute-3-different-types-of-deep-breathing/
  19. http://psychcentral.com/blog/archives/2013/07/22/reduce-your-anxiety-this-minute-3-different-types-of-deep-breathing/
  20. http://www.healtheducation.uci.edu/stress/muscle.aspx
  21. http://uhs.berkeley.edu/students/healthpromotion/pdf/Meditation%20Beginners%20Guide.pdf
  22. http://www.health.harvard.edu/blog/mindfulness-meditation-may-ease-anxiety-mental-stress-201401086967
  23. http://psychcentral.com/lib/how-to-halt-and-minimize-panic-attacks/

Hai trovato utile questo articolo?

No
Pubblicità