Come Aiutare una Persona Autolesionista

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

L'autolesionismo – definito anche auto-danno intenzionale – è un atto che implica il procurare in maniera conscia lesioni alla propria persona in modo da affrontare sentimenti intensi come tristezza, rabbia o frustrazione. Non indica solitamente il desiderio di suicidarsi, ma può essere un grido di aiuto.[1] La maniera migliore per offrire il tuo supporto a un soggetto autolesionista è comprendere la sua situazione e sostenerlo durante il suo percorso di guarigione.

Parte 1 di 4:
Riconoscere l'Autolesionismo

  1. 1
    Fidati del tuo istinto. Se cominci ad avere dei sospetti che qualcuno si stia lasciando andare a una condotta autolesionistica, non ignorarli. Basati sulle esperienze che avete condiviso e della tua capacità di leggere nell'animo della gente per determinare se c'è qualche problema di fondo. Cerca di capire se tale individuo sta cercando di:[2]
    • Gestire o ridurre una grave forma di ansia e angoscia e trovare un senso di sollievo immediato;
    • Distrarsi da emozioni dolorose sfruttando le sensazioni procurate dal dolore fisico;
    • Avere una sensazione di controllo sul suo corpo, sulla sua emotività o sulla sua vita, soprattutto se si tratta di un perfezionista;
    • Non provare più nulla. A volte, chi si abbandona a gesti autolesionistici si sente così vuoto e arido sul piano emotivo che la vista del proprio sangue lo aiuta a sentirsi vivo;[3]
    • Esternare col corpo sentimenti insopportabili in modo da comunicare la propria angoscia e sofferenza al mondo esterno;
    • Punirsi per gli errori che pensa di aver commesso;
    • Avere segni fisici e cicatrici sul corpo in modo da dimostrare che sta soffrendo.
  2. 2
    Fai attenzione ai segni lasciati dalle pratiche autolesionistiche. Di solito l'autolesionista si ferisce su braccia, gambe o torso, ovvero sulle zone più facili da coprire. Se presti attenzione, tuttavia, puoi trovare i segni senza troppe difficoltà. In ogni caso, cerca di essere rispettoso evitando di spiarlo nel tentativo di vedere le parti nascoste del corpo. Ti conviene essere diretto e chiedergli se si procura lesioni in modo volontario. Tra i segni che indicano che un amico o una persona cara si sta danneggiando fisicamente considera:
    • Ferite o cicatrici inspiegabili;
    • Il fatto di coprirsi sempre, anche quando le condizioni meteorologiche o le situazioni richiedono un altro tipo di abbigliamento;
    • Il fatto di dichiarare di essere soggetto a frequenti incidenti (per spiegare le ferite o le cicatrici);
    • La presenza di macchie di sangue su capi di abbigliamento, tessuti o altri posti;
    • Sbalzi di umore o cambiamenti nel comportamento, come isolarsi o sembrare irritabile o depresso;
    • Lunghi periodi di silenzio.
  3. 3
    Considera i diversi metodi che consentono di procurarsi lesioni. Sebbene possano variare, spesso i soggetti che si danneggiano fisicamente tendono a usare almeno uno dei seguenti metodi:[4]
    • Tagliarsi o graffiarsi sulla pelle;
    • Ustionarsi superficialmente (con fiammiferi, sigarette o oggetti caldi);
    • Incidere parole o simboli sulla pelle;
    • Perforare l'epidermide con oggetti appuntiti;
    • Rompere le ossa, colpirsi o prendersi a pugni, urtare la testa;
    • Mordersi;
    • Strapparsi i capelli (tricotillomania);
    • Togliere le croste o impedire la cicatrizzazione delle ferite;
    • Ingerire qualcosa di velenoso, come candeggina o detersivi.
  4. 4
    Cerca di comprendere l'autolesionismo. Imparando a conoscere questo problema, arriverai a capire il motivo per cui si verifica, riuscirai a relazionarti con i soggetti che si fanno deliberatamente male e potrai metterti nei loro panno per aiutarli a chiedere aiuto affinché interrompano il loro comportamento.[5] L'autolesionismo è legato al dolore e al disagio psicologico, alla difficoltà di esprimere le proprie emozioni e all'insorgere di sentimenti negativi verso se stessi, come il senso di colpa, il rifiuto, la tristezza, il disprezzo di sé, l'inutilità, la solitudine, il panico, la rabbia o il disorientamento sessuale.[6]
    • Non considerare l'autolesionismo come un tentativo di suicidio. Quasi nessuno tra i soggetti vuole veramente uccidersi.
    • Le pratiche autolesionistiche offrono alle persone che lo praticano una momentanea sensazione di pace e tranquillità e riducono la tensione.
    • L'immediata sensazione di sollievo è seguita solitamente da senso di colpa, vergogna ed emozioni molto dolorose. L'autolesionismo è una soluzione a breve termine che può generare problemi permanenti.
    • L'autolesionismo può essere legato a disturbi psicologici come la depressione, l'ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi del comportamento alimentare, il disturbo da stress post-traumatico e il disturbo borderline di personalità.[7]
    • Il più delle volte l'autolesionismo inizia negli anni dell'adolescenza, quando si è più instabili emotivamente, e può essere connesso ad altri problemi che attengono al controllo degli impulsi, come l'abuso di alcol o sostanze stupefacenti.
  5. 5
    Gestisci innanzitutto i tuoi sentimenti. Prima di provare a confrontarti con qualcuno che si procura lesioni fisiche, dovresti cercare di affrontare e cancellare ogni pregiudizio sul suo comportamento. Se non hai mai avuto esperienze personali in proposito, potresti restarne disgustato o sconvolto, ma cerca di non comunicare queste sensazioni al soggetto in questione.[8]
    Pubblicità

Parte 2 di 4:
Parlare di Autolesionismo

  1. 1
    Preparati a parlare con chi pratica l'autolesionismo. Dovresti scegliere un territorio neutrale, privo di distrazioni. Spegni tutti i dispositivi elettronici; imposta il telefono cellulare in modalità silenziosa o spegnilo del tutto; se hai figli, affidali a una babysitter e cerca di rendere l'ambiente più confortevole e accogliente possibile. Inoltre, è consigliabile avere a portata di mano dei fazzoletti se pensi che tu o il tuo amico possiate piangere durante la vostra conversazione.
  2. 2
    Di' all'altra persona che tieni a lei. Ricordale che non è sola e che starai al suo fianco per aiutarla e sostenerla.[9] Prenditi un po' di tempo per rivedere il rapporto che intercorre tra voi e dille quanto e perché ti preoccupi per lei. In questo modo le dimostrerai che l'amore ti spinge a parlarle.
    • Per esempio, potresti dire: "Giovanni, siamo amici da 3 anni e, quando ci siamo conosciuti, mi ha colpito il tuo carattere alla mano e la tua risata pronta. Ultimamente, ho notato che non sei lo stesso di sempre e sono davvero preoccupato per te. Sarò tuo amico indipendentemente da tutto: che tu rida, pianga, sia felice o triste. Ma voglio che tu sappia che sono qui al tuo fianco e che tengo a te".
    • Ecco un altro esempio: "Serena, sei mia sorella. Ne abbiamo passate tante insieme durante la nostra vita e, anche quando non siamo d'accordo o c'è qualche disguido, ti voglio bene ugualmente in maniera incondizionata. Abbiamo una lunga storia e un legame duraturo che può aiutarci a superare qualsiasi cosa. Ultimamente, sono piuttosto preoccupato per te".
  3. 3
    Chiedi all'altra persona se si procura lesioni. Molti temono il confronto con chi soffre di disturbi emotivi o è autolesionista, perché spesso hanno paura che una discussione possa peggiorare la situazione o portare a un tentativo di suicidio. Tuttavia, è improbabile che succeda. Non è facile parlare di questi problemi, ma è importante.
    • Parla francamente, ma cerca di essere delicato. Può darsi che si senta più sollevato a condividere il suo segreto.
    • Non devi cercare di addolcire il tuo approccio, ma sii chiaro e diretto. Ad esempio, potresti dire: "Ho notato alcune cicatrici insolite sul tuo corpo. Combinate con il fatto che negli ultimi tempi mi sembri triste, mi fanno pensare che ti stai facendo del male. Ti stai lasciando andare a pratiche autolesionistiche?".
  4. 4
    Ascolta conservando una certa apertura mentale. Può essere molto difficile sentirti dire da una persona a cui vuoi bene che si sta facendo del male, ma se hai la capacità di farla aprire con te, è molto più probabile che riuscirai a incoraggiarla a chiedere aiuto. Fai in modo che sia lei a dirigere la conversazione: poni domande a risposta aperta e dalle l'opportunità di confidarsi.
    • Portala a concentrarsi su ciò che prova piuttosto che sulle ferite che si autoinfligge.[10]
  5. 5
    Dimostra la tua empatia mentre parli. Ricorda che l'obiettivo della conversazione consiste nel fornire aiuto e offrire uno sfogo affinché l'altra persona riesca a esprimere i suoi sentimenti. Non giudicarla, non screditarla, non criticarla e non farla innervosire.[11] Se la sgridi per il suo comportamento, la minacci di non essere più suo amico o l'accusi per la sua condotta, c'è il rischio che continui a commettere gesti autolesionistici.[12]
    • Dille che vuoi capire quello che sta attraversando.[13] Anche se probabilmente non la comprenderai fino in fondo, mostrando che desideri metterti nei suoi panni riuscirai a comunicare la tua preoccupazione.
  6. 6
    Cerca di capire perché compie gesti autolesionistici. Diversi sono i motivi per cui si arriva a praticare l'autolesionismo e le soluzioni che permettono di alleviare questa sofferenza o trovare alternative variano da caso a caso. I motivi più comuni e diffusi per cui un soggetto è spinto a procurarsi lesioni fisiche sono:[14]
    • Esprimere dolore o altri sentimenti piuttosto forti;
    • Trovare conforto o sentirsi meglio;
    • Sentirsi meno insensibili o scollegati dalla realtà;
    • Alleviare la rabbia o allontanare la tensione dal corpo.
    Pubblicità

Parte 3 di 4:
Offrire Alternative

  1. 1
    Suggerisci che è possibile imparare a gestire le emozioni. Aiutando qualcuno a sviluppare la consapevolezza emotiva e a mettere in atto strategie di adattamento che non implichino l'uso di pratiche autolesionistiche, gli permetterai di ridurre al minimo i comportamenti autolesionistici. Tra le tecniche più semplici potresti proporre l'idea di scrivere un diario con l'intento di esprimere ed elaborare le proprie emozioni o, tra quelle più complesse, considera la possibilità offerta dalla psicoterapia di imparare a elaborare tutto ciò che alberga nell'animo.[15]
    • Lo sviluppo della consapevolezza mediante la meditazione o lo yoga può aiutare le persone che si infliggono lesioni a entrare in contatto con le loro emozioni e a elaborarle in modo più sano e sereno.[16] Inoltre, la disciplina e la forza necessarie per raggiungere le posizioni yoga più complesse permettono ad alcune persone di avvertire un sollievo simile a quello che si prova praticando l'autolesionismo.
  2. 2
    Aiuta a individuare i fattori scatenanti. Molto spesso chi si danneggia fisicamente è soggetto a particolari fattori scatenanti: avvenimenti, situazioni o emozioni che gli fanno sentire il bisogno di abbandonarsi a una condotta autolesionistica. Se riesce a identificarli, può sviluppare diverse strategie che gli permettono di affrontare o evitare tutto ciò che scatena comportamenti pericolosi, ma anche scegliere di impegnarsi in altre attività.[17]
    • Puoi aiutare la persona che pratica l'autolesionismo parlandole di tutto ciò che ti sconvolge emotivamente e di come lo affronti senza arrivare a ferirti.[18] Assicurati di descrivere il tuo approccio mostrandoti premuroso e offrendo varie alternative, senza giudicare o allontanarti dal tuo interlocutore.
  3. 3
    Mostra quali sono le alternative all'autolesionismo. Partendo dal presupposto che chi hai di fronte si ferisce intenzionalmente, puoi suggerire delle strategie alternative che gli permettano di gestire quello che sta provando. Non tutte le soluzioni sono sempre efficaci, ma proponendo alcune alternative nel tentativo di aiutare il tuo amico, troverai qualcosa che farà al caso suo.
    • Chi si infligge volontariamente delle lesioni per gestire quello che prova sul piano emotivo può percepire un analogo sollievo praticando un'attività fisica moderata o intensa, urlando a squarciagola, distruggendo qualcosa (magari strappando dei fogli di carta o rompendo a metà dei pezzi di legno), scrivendo poesie o canzoni oppure tenendo un diario.[19]
    • Chi si fa del male per calmarsi può sostituire l'autolesionismo con la cura del corpo, ad esempio andando in una spa, facendo dei massaggi, passando un po' tempo con gli animali domestici che preferisce o coccolandosi avvolto in una coperta calda e morbida.[20]
    • Chi si lascia andare a gesti autolesionistici per non provare più niente può mettersi in contatto con gli amici per sentirsi più connesso col resto del mondo. Inoltre, può sentirsi meno assente sostituendo l'autolesionismo con comportamenti meno dannosi, ad esempio mangiando cibi dai sapori molto intensi, tenendo in bocca un cubetto di ghiaccio finché non si scioglie o addirittura facendo una doccia fredda.[21]
    Pubblicità

Parte 4 di 4:
Trovare Aiuto

  1. 1
    Non mantenere il segreto. Soprattutto se siete entrambi adolescenti, dovresti incoraggiare il tuo amico a parlare delle sue pratiche autolesionistiche con i genitori, un insegnante, uno psicologo o un altro adulto di cui si fidi.[22] Se ha paura di affrontare tutto da solo, assicuragli che resterai al suo fianco. Non promettergli che manterrai il suo segreto. Se resti in silenzio, gli darai un tacito accordo e gli permetterai di continuare a farsi del male.[23]
    • Se è necessario, parla con qualcuno di cui ti fidi. Sii onesto con il tuo amico e digli con chi hai intenzione di parlare. Scegli con saggezza e riferisci il problema a una persona discreta e riservata, che sappia agire in modo professionale affinché possa dargli l'aiuto di cui ha bisogno.[24]
    • Preparati a uno scatto di rabbia. È molto probabile che il tuo amico provi vergogna o imbarazzo e che non voglia farlo sapere a nessuno. Mettilo al corrente che sei preoccupato per lui. Forse sarai spaventato all'idea di tradire la sua fiducia e perdere la sua amicizia, ma non sottovalutare che ha bisogno di un aiuto professionale e che le sue condizioni di salute e la sua incolumità sono al primo posto. Al momento opportuno capirà la tua decisione, come capita a tutti gli amici.[25]
    • Non cedere alle minacce di ulteriori gesti autolesionistici. Può arrabbiarsi e minacciare di farsi ulteriormente del male se gli comunichi che intendi raccontare a qualcuno del suo comportamento. Ricorda che non hai nessuna colpa e che l'unica persona che può mettere fine a questo problema è egli stesso.[26]
  2. 2
    Cerca l'aiuto di un medico. Anche se non esiste nessun esame che diagnostichi l'autolesionismo, puoi incoraggiare il tuo amico a consultare un medico o un professionista della salute mentale in grado di valutare, rilevare il suo problema e stabilire una terapia. È possibile richiedere il ricovero in ospedale in caso di crisi gravi e di breve durata.[27]
    • Alcune ferite autoinflitte possono richiedere cure mediche. È possibile coprire o ridurre le cicatrici più estese con la chirurgia estetica.
  3. 3
    Aiuta il tuo amico a trovare un sostegno emotivo. La psicanalisi o la psicoterapia possono aiutarlo a individuare e gestire i problemi di fondo da cui scaturiscono i comportamenti autolesionistici. Vari tipi di percorsi terapeutici possono risultare utili. Ecco qualche esempio:[28]
    • La terapia cognitivo-comportamentale. Consente di identificare le convinzioni e le condotte negative, e sostituirle con strategie di adattamento più sane e positive. Il soggetto che si danneggia fisicamente viene aiutato a creare un programma che gli permette di individuare i fattori scatenanti e reagire quando si innescano, tollerare il disagio e scegliere individui e luoghi sicuri presso cui andare quando desidera farsi male.[29]
    • La psicoterapia psicodinamica. Si concentra sull'identificazione di esperienze passate, ricordi traumatici o problemi interpersonali per arrivare alla radice dei problemi emotivi.
    • Le terapie basate sulle pratiche di consapevolezza (mindfulness). Aiutano le persone a imparare a vivere nel presente, comprendere le loro intenzioni, ridurre l'ansia e la depressione e migliorare il benessere generale.
    • La terapia familiare. È una terapia di gruppo raccomandata in alcuni casi, in particolare ai giovani che sono praticano l'autolesionismo.
  4. 4
    Diventa una fonte di sostegno. Ricorda di trattare il tuo amico come hai sempre fatto prima di venire a conoscenza del suo problema. Continua a stare con lui e a fare tutto quello che piace a entrambi. Oltre a essergli amico, puoi aiutarlo in altri modi:
    • Se sente l'impulso irrefrenabile di farsi del male, proponigli di chiamarti o, se necessario, offriti di portarlo agli appuntamenti presso varie strutture sanitarie.
    • Diventa il suo compagno di allenamento. L'attività fisica e le tecniche di rilassamento possono aiutare ad alleviare l'ansia e la depressione e migliorare le condizioni di benessere generale. Inoltre, permettono di divertirsi in compagnia.
    • Incoraggialo a usare i social network. Molte persone che si sentono sole, isolate e scollegate dal resto del mondo, praticano l'autolesionismo.
  5. 5
    Aiutalo a prendere i farmaci. Il medico o lo psichiatra può prescrivere farmaci ansiolitici, antidepressivi o antipsicotici a un soggetto che pratica l'autolesionismo.[30] Alcune persone associano l'assunzione di tali farmaci a un senso di vergogna o all'idea di aver fallito. Puoi combattere questi preconcetti sostenendo amorevolmente chi deve seguire queste cure farmacologiche. Incoraggia il tuo amico a seguire le prescrizioni del medico e a vedere la vita in maniera più positiva una volta che avrà superato il suo problema.
  6. 6
    Prenditi cura anche di te stesso. Si possono sprecare tante energie aiutando qualcuno dedito a pratiche autolesionistiche. Ad esempio, potresti essere spaventato, confuso, sconvolto, combattuto, triste e adirato. Sono tutti sentimenti normali che rischiano di sfibrarti.
    • Prenditi il tempo che ti occorre per fare ciò che ti piace e coltivare i tuoi hobby.
    • Dormi abbastanza e allenati.
    • Consulta anche un terapeuta per imparare a gestire i tuoi sentimenti in questa situazione.
    • Ricorda che non sei responsabile delle azioni del tuo amico. Non si puoi impedirgli di farsi male. Puoi solo avere un ruolo di sostegno durante il suo percorso di recupero.[31]
    Pubblicità

Avvertenze

  • L'autolesionismo è un sintomo, non una diagnosi. Non cercare di diagnosticare il malessere di un amico o una persona cara, ma incoraggia a cercare un aiuto professionale.
  • Non esitare a chiamare i servizi di emergenza in caso di ferite o lesioni pericolose. I comportamenti autolesionistici possono causare più danni di quelli previsti, con ulteriori complicazioni o addirittura la morte.
  • Ricorda che si tratta di un argomento piuttosto delicato, perciò cerca di gestire la situazione con maturità e con il proposito di offrire il tuo aiuto.
Pubblicità

Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Disturbi Emozionali
  1. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  2. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  3. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/self-injury/basics/coping-support/con-20025897
  4. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  5. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  6. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  7. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3193654/
  8. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  9. http://psychcentral.com/blog/archives/2013/10/16/helping-your-child-reduce-self-harming-behavior/
  10. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  11. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  12. http://www.helpguide.org/articles/anxiety/cutting-and-self-harm.htm
  13. http://www.selfinjuryfoundation.org/friends.html
  14. http://www.adolescentselfinjuryfoundation.com/page8
  15. http://sioutreach.org/learn-self-injury/friends/
  16. http://sioutreach.org/learn-self-injury/friends/
  17. http://www.selfinjuryfoundation.org/friends.html
  18. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/self-injury/basics/tests-diagnosis/con-20025897
  19. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/self-injury/basics/treatment/con-20025897
  20. http://www.selfinjury.bctr.cornell.edu/about-self-injury.html#tab12
  21. http://www.mentalhealthamerica.net/self-injury
  22. http://www.mentalhealthamerica.net/self-injury

Hai trovato utile questo articolo?

No
Pubblicità