Come Capire se Hai l'Esofagite

Esofagite è un termine medico per descrivere un'infiammazione dell'esofago. La maggior parte dei termini medici che terminano con "ite" indica una flogosi, mentre la prima parte della parola descrive la parte del corpo che è gonfia o infiammata. L'esofago è un tubo muscolare che collega la bocca allo stomaco per portarvi il cibo (una volta masticato) affinché venga digerito. All'entrata dello stomaco vi è un sottile muscolo circolare chiamato sfintere esofageo inferiore che ha lo scopo di chiudere l'esofago in maniera ermetica per trattenere gli acidi all'interno dello stomaco. Se questo sfintere si indebolisce, però, permette agli acidi di tornare nell'esofago, causando irritazione o infiammazione. I sintomi ti aiutano a capire se soffri di esofagite. Grazie a una diagnosi e a un trattamento precoci, puoi ridurre gli effetti nel lungo termine dei danni alle cellule dell'esofago.

Parte 1 di 5:
Osservare i Sintomi dell'Esofagite

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    Valuta se hai difficoltà o provi dolore quando deglutisci. Quando l'esofago è irritato o infiammato, il cibo in transito verso lo stomaco può aumentare il dolore. A volte l'esofago è infiammato al punto da rendere difficile ingerire, perché il cibo ha uno spazio ridotto in cui passare.[1]
    • Quando gli acidi dallo stomaco risalgono nell'esofago fino alle corde vocali, possono provocare raucedine e mal di gola. Sebbene questi sintomi siano tipici del reflusso gastroesofageo (GERD), quando sono associati all'esofagite in genere sono accompagnati da difficoltà o dolore durante la deglutizione. [2]
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    Presta attenzione se hai frequente bruciore di stomaco. Questo è un tipico sintomo dell'esofagite associata al reflusso. Quando gli acidi risalgono dallo stomaco all'esofago causano una sensazione di bruciore, perché le cellule del rivestimento esofageo non sono predisposte per sopportare un ambiente acido.
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    Presta attenzione a dolore allo stomaco, nausea o vomito. Una risposta allergica può indurre questi sintomi; quando è associata all'esofagite eosinofila (esofagite di tipo allergico), è possibile notare al microscopio un grande numero di globuli bianchi all'interno del tessuto esofageo e gastrico. Non è normale che i leucociti si trovino in queste aree e la loro presenza contribuisce al processo flogistico e al gonfiore. [3]
    • Potresti manifestare frequenti dolori addominali, difficoltà a ingerire e vomito.
    • Questi sintomi possono presentarsi nelle persone di ogni età, ma soprattutto negli uomini di origine caucasica.
    • Se soffri di una reazione allergica, l'esofago può restringersi al punto da impedire il passaggio del cibo che resta intrappolato e si accumula. Questa è una situazione di emergenza, che richiede un immediato intervento chirurgico.
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Parte 2 di 5:
Conoscere le Abitudini che Causano l'Esofagite

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    Osserva la tua reazione ad alcool e fumo. Alcune scelte di vita possono influire sul rischio di contrarre l'esofagite.[4] L'alcol indebolisce lo sfintere esofageo inferiore e può scatenare il reflusso gastroesofageo, cioè il ritorno degli acidi nell'esofago, creando irritazione e infiammazione alle pareti dell'organo. Presta attenzione a come ti senti dopo aver bevuto un drink e osserva se noti una certa tendenza dei sintomi.
    • Il fumo di sigaretta provoca lo stesso effetto all'esofago.
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    Tieni traccia di alcuni alimenti che consumi. Quelli acidi e le bevande contenenti caffeina possono incrementare l'acidità di stomaco, di conseguenza aumenta il rischio di reflusso e di scatenare l'esofagite. Annota i cibi che mangi e le tue sensazioni nelle ore successive.
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    Presta attenzione a come prendi le medicine. L'esofagite indotta dai farmaci si sviluppa quando si assumono le pastiglie senza accompagnarle con acqua o bevendone pochissima; i residui della compressa restano nell'esofago, provocando irritazione e infiammazione.[5]
    • Alcuni dei farmaci più comuni che possono creare questo problema sono gli antidolorifici come l'ibuprofene, l'aspirina e il naprossene sodico, gli antibiotici, il cloruro di potassio, i bifosfonati per il trattamento dell'osteoporosi e la chinidina, che viene usata per curare alcuni disturbi cardiaci.
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Parte 3 di 5:
Capire se le Proprie Condizioni di Salute sono Responsabili dell'Esofagite

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    Determina se soffri di un reflusso gastroesofageo cronico. Questa patologia si verifica quando gli acidi presenti nello stomaco risalgono nell'esofago attraverso lo sfintere esofageo inferiore. Si sviluppa il GERD quando il reflusso diventa un problema cronico; una sua complicazione consiste nel danno ai tessuti dell'organo che porta all'esofagite.[6]
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    Parla con il medico in merito alle tue condizioni generali di salute. Il rischio di esofagite aumenta se soffri già di altre patologie.[7]
    • Per esempio, un intervento chirurgico o delle radiografie al torace possono indebolire lo sfintere esofageo inferiore e aumentare il rischio di esofagite.
    • Anche il vomito cronico provoca un indebolimento dello sfintere, a causa della pressione nello stomaco, di conseguenza aumenta il rischio di infiammazione.
    • Le persone che hanno un sistema immunitario compromesso indotto dai farmaci o da malattie come l'HIV possono sviluppare un'infezione che porta all'esofagite. Tale infezione può essere di origine micotica o virale, come l'herpes o il citomegalovirus.
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    Fatti visitare alla ricerca di infezioni. A seguito di infezione batterica, virale o fungina può svilupparsi un'esofagite infettiva. Sebbene sia relativamente raro, questo tipo di disturbo colpisce più spesso le persone che hanno un sistema immunitario debole, come gli individui sieropositivi, i malati di leucemia, chi è sottoposto a trattamenti chemioterapici contro il cancro, chi soffre di diabete o ha subito un trapianto di organi.[8] I sintomi associati all'esofagite infettiva sono:
    • Febbre e brividi associati all'infezione;
    • Candidosi orale (mughetto), se l'agente infettivo è la candida albicans;
    • Se si tratta di herpes o citomegalovirus, potresti avere delle piaghe all'interno della bocca o in fondo alla gola, rendendo ancora più difficile riuscire a deglutire il cibo e la saliva.
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    Sottoponiti a degli esami per le allergie. L'esofagite potrebbe derivare da una reazione allergica. L'esofagite eosinofila è una conseguenza della risposta del corpo a un allergene o al reflusso gastrico, oppure a entrambi. Gli eosinofili sono i globuli bianchi che svolgono un ruolo importante nella reazione allergica del corpo. A volte l'agente irritante potrebbe essere un alimento, come il latte, le uova, il grano, la soia o le arachidi; altre volte potrebbe trattarsi di un altro tipo di reazione allergica, come quella al polline o ai peli.
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Parte 4 di 5:
Diagnosticare e Trattare l'Esofagite

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    Fai dei semplici cambiamenti per capire se i sintomi spariscono velocemente. In molti casi l'esofagite si riduce spontaneamente entro 3-5 giorni, soprattutto se i fattori scatenanti sono stati dei farmaci assunti senz'acqua e ora invece hai iniziato ad accompagnarli con i liquidi. Se si risolve il reflusso gastroesofageo, allora anche l'esofagite inizia a guarire in maniera naturale.
    • Smetti di mangiare cibi che provocano reazioni allergiche (esofagite eosinofila) e vedrai che l'infiammazione e l'irritazione spariranno.
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    Sappi quando è il caso di rivolgersi a un medico. Alcune persone presentano dei sintomi che richiedono una visita medica per evitare futuri danni agli organi.[9] Fissa un appuntamento dal tuo curante se:
    • I sintomi durano più di alcuni giorni;
    • Non migliorano o non scompaiono con gli antiacidi da banco, modificando le modalità di assunzione delle medicine e neppure interrompendo il consumo di alimenti a cui sei allergico;
    • I sintomi sono gravi al punto da avere difficoltà a mangiare;
    • Qualunque sintomo è accompagnato da segni di infezione, come debolezza muscolare, mal di testa e febbre;
    • Qualunque sintomo è accompagnato da fiato corto o dolore toracico che si presenta subito dopo il pasto.
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    Presta attenzione ai sintomi gravi. È necessario cercare immediate cure mediche se oltre ai sintomi ci sono le seguenti condizioni:
    • Sospetti che del cibo sia rimasto bloccato nell'esofago;
    • Hai una storia pregressa di problemi cardiaci o di episodi di dolore al petto;
    • Provi dolore al torace che dura più di qualche minuto;
    • Vomiti sangue, il che potrebbe indicare un'emorragia dell'esofago;
    • Le feci hanno un colore nero catramoso, che indica un sanguinamento nel tratto digestivo. Il sangue diventa nero come il catrame dopo essere entrato in contatto con gli enzimi digestivi. Se l'emorragia è a livello dell'esofago, potresti notare degli escrementi neri oppure potresti vomitare sangue.
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    Fatti fare una diagnosi accurata dal medico. Egli potrà elaborarla basandosi sulla tua storia clinica ed eseguendo una valutazione fisica, oltre all'ausilio di uno o più esami.[10] Tieni presente che ti consiglierà un tipo di trattamento specifico in base alla causa dell'esofagite.
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    Informati in merito ai raggi X con il bario. Si tratta di un esame radiografico durante il quale devi assumere una soluzione o delle compresse di bario. Questo elemento riveste le pareti dell'esofago e dello stomaco per rendere gli organi più visibili. Le immagini permetteranno di vedere se ci sono dei restringimenti dell'esofago, oltre a eventuali cambiamenti strutturali, come ernie, tumori o altre condizioni anomale.
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    Valuta se eseguire un'endoscopia. Si tratta di un esame durante il quale viene inserita una sottile telecamera nell'esofago passando dalla gola. Questa procedura inoltre permette al medico di prelevare dei piccoli campioni di tessuto per farli analizzare. L'aspetto dell'organo può cambiare se l'esofagite è causata da farmaci, da reflusso o da una risposta allergica (esofagite eosinofila).
    • I campioni di tessuti prelevati durante l'endoscopia verranno analizzati alla ricerca di infezioni batteriche, virali o micotiche, per capire se ci sono globuli bianchi (eosinofili) nei tessuti e per individuare delle cellule anomale che potrebbero indicare un cancro o delle alterazioni precancerose.
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    Discuti con il medico della possibilità di usare gli inibitori della pompa protonica (PPI). Questi farmaci bloccano e controllano la produzione di acido e sono spesso quelli che vengono usati come prima soluzione. Potrebbero non funzionare su tutti i pazienti, ma alcuni rispondono bene al trattamento traendone rilievo.
    • Se questi farmaci non hanno alcun effetto su di te, il medico potrebbe prescriverti uno steroide come il fluticasone o il budesonide.
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    Prova un anti-H2. Si tratta di farmaci su prescrizione, ma anche da banco, che riducono la produzione di acido nello stomaco. Includono il famotidine (Pepcid ®), la nizatidina (Axid) e la ranitidine (Zantac). Consulta il medico per sapere quale è la soluzione più indicata.
    • Gli effetti collaterali più comuni di questo tipo di farmaco includono costipazione, diarrea, mal di testa, capogiri, sfoghi cutanei, nausea o vomito e problemi con la minzione.
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    Esegui delle endoscopie periodiche, se hai già sofferto di esofagiti in passato. Se il medico ti diagnostica questo disturbo e stabilisce che è indotto dal reflusso, potrà raccomandarti di eseguire degli esami di controllo periodici. Questo significa che dovrai sottoporti all'endoscopia con frequenza regolare, determinata dalla gravità dei sintomi e da altri possibili problemi di salute. Il dottore vorrà verificare che non vi siano stati cambiamenti dei tessuti e analizzerà i campioni prelevati alla ricerca di anomalie precancerose.[11]
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    Non trascurare l'esofagite. Se non la curi può portare a un restringimento dell'esofago a causa dei tessuti cicatriziali. Questo problema è chiamato stenosi dell'esofago, e provoca difficoltà a deglutire finché il disturbo non verrà trattato e l'esofago tornerà alle sue dimensioni normali.[12]
    • L'esofago di Barret è il secondo effetto collaterale a lungo termine dell'infiammazione e irritazione cronica dell'esofago. I tentativi di guarigione dell'esofago portano a un'alterazione della natura delle cellule del suo rivestimento, che diventano simili a quelle presenti nell'intestino.[13] Questo tipo di cambiamento cellulare è associato a un aumento delle probabilità di tumore all'esofago. Il cambiamento dei tessuti, caratteristica dell'esofago di Barret, non provoca sintomi; anche se il rischio è ridotto, è ugualmente importante sottoporsi a regolari controlli medici. Se vengono individuate delle cellule precancerose, è possibile intervenire immediatamente e trattare la malattia.
    • Anche un'infiammazione cronica e incontrollata può scatenare delle alterazioni strutturali irreversibili, portando alla formazione di tessuti fibrosi, stenosi e compromettendo definitivamente le funzioni esofagee.[14] Questo cambiamento dell'organo può richiedere un intervento chirurgico.
    • Se l'esofagite che deriva da reflusso non viene curata, possono esserci altre conseguenze nel lungo termine, compresi danni ai polmoni e all'area superiore dell'esofago, come asma, laringite e tosse cronica. Questi cambiamenti derivano dall'esposizione diretta delle cellule polmonari e faringee all'acido dello stomaco, innescando così la risposta infiammatoria nell'esofago.
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Parte 5 di 5:
Apportare dei Cambiamenti nello Stile di Vita

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    Cambia le tue abitudini alimentari. Se soffri di esofagite, devi tenere in considerazione come l'alimentazione influisce sul tuo problema. Apportando alcuni cambiamenti alla tua dieta puoi contribuire a superare il disturbo.[15] Prova a mettere in atto le seguenti strategie:
    • Fai diversi piccoli pasti durante tutto il giorno;
    • Elimina il cioccolato, la menta e gli alcolici;
    • Non mangiare alcun cibo che ti provoca una risposta allergica;
    • Evita gli alimenti molto acidi e quelli che scatenano il bruciore di stomaco;
    • Non chinarti o piegarti subito dopo i pasti, altrimenti puoi aumentare la pressione sullo stomaco e indurre il reflusso;
    • Aspetta almeno 3 ore dopo aver mangiato prima di sdraiarti o di andare a letto.
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    Mantieni il tuo peso nella norma. Se sei in sovrappeso, la pressione sull'addome è maggiore. Parla con il medico per trovare il peso ideale per la tua struttura corporea. Se riesci a mantenerlo, puoi ridurre la pressione sullo stomaco e sullo sfintere esofageo inferiore.[16]
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    Smetti di fumare. Il fumo può aumentare il rischio di sviluppare l'esofagite.[17] Rinuncia alle sigarette impostando un piano per smettere e usando dei prodotti che possano aiutarti in questo senso (come le gomme da masticare o i cerotti alla nicotina).
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    Indossa degli indumenti comodi. Se sono troppo stretti, esercitano una pressione maggiore sullo stomaco e sullo sfintere che lo collega all'esofago. Scegli degli abiti che vestano adeguatamente o leggermente più larghi. Trova dei pantaloni che si adattino comodamente in vita, anziché quelli che hanno una cintura troppo stretta.
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    Prendi i farmaci bevendo molta acqua. Se li assumi senza liquidi puoi provocare irritazione alle pareti dell'esofago e quindi l'esofagite. Alcuni di questi medicinali sono le tetracicline, la doxiciclina, l'alendronato, l'ibandronato e la vitamina C. Assicurati di prendere sempre tutte le medicine accompagnandole con molta acqua per ridurre l'irritazione all'esofago.
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    Dormi con la testa sollevata. In questo modo si trova a un'altezza superiore rispetto al torace e gli acidi restano più facilmente nello stomaco. Metti dei blocchi di legno sotto la testiera del letto per sollevarlo; non usare i cuscini per alzare la testa, perché in questo modo ti piegheresti nell'area centrale del busto, aumentando la pressione sull'addome e nello stesso tempo incrementando il rischio di problemi alla schiena e al collo.
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Consigli

  • L'esofagite può essere curata in maniera efficace quando i problemi di fondo vengono individuati e trattati adeguatamente.
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Avvertenze

  • Cerca immediate cure mediche se provi un dolore toracico che dura più di uno o due minuti.
  • L'esofagite cronica può creare nell'esofago un ambiente favorevole allo sviluppo della stenosi (restringimento). In questo modo il cibo non può entrare nello stomaco e mette pressione sulle pareti interne dell'esofago, creando una situazione pericolosa che richiede un intervento urgente.
  • Se non viene trattata, l'esofagite provoca dolore, disagio, stenosi e alterazioni cellulari del rivestimento interno dell'esofago, aumentando il rischio di sviluppare un tumore.
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Categorie: Apparato Digerente

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