Come Capire se il Tuo Fegato è Ingrossato

Il fegato, il grande organo dalla forma ovale che si trova nella parte destra della cavità addominale superiore, è indispensabile per garantire il buon funzionamento dell'organismo. Il suo scopo è di pulire e purificare il sangue eliminando le sostanze nocive che entrano nel flusso sanguigno. Il fegato, inoltre, produce la bile che aiuta a separare il grasso dal cibo e permette di immagazzinare gli zuccheri (glucosio), i quali forniscono il necessario apporto energetico. L'ingrossamento del fegato, conosciuto anche come epatomegalia, di per sé non è una malattia, ma un sintomo di un problema di salute, come l'alcolismo, infezioni virali (epatite), malattie metaboliche, cancro, calcoli biliari e alcuni problemi cardiaci. Per capire se il fegato è ingrossato, devi riconoscere i segni e i sintomi, farti fare una diagnosi professionale e sapere quali sono i fattori di rischio.

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Riconoscere Segni e Sintomi

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    Presta attenzione ai sintomi dell'ittero. Si parla di itterizia quando la pelle diventa gialla, incluse le mucose e la sclera, a causa di un eccesso di sostanze particolari nel flusso sanguigno. Dato che, in genere, queste sostanze vengono eliminate dal fegato, la loro presenza indica un qualche problema epatico.
    • L'ittero solitamente si presenta quando il fegato è seriamente danneggiato, per cui devi rivolgerti a un medico nel caso si manifestasse.
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    Controlla l'addome alla ricerca di gonfiore o distensione. Se l'addome è gonfio, ma non sei incinta, allora indica un accumulo di grasso, fluidi o feci. Presta attenzione se il tuo addome assomiglia a quello di una donna all'ottavo mese di gravidanza, perché in questo caso è sicuramente presente del materiale estraneo e soffri di una patologia che richiede cure mediche immediate.
    • Se si è accumulato del materiale liquido, allora si parla di ascite, un sintomo tipico dell'epatomegalia.
    • Questo gonfiore addominale spesso comporta inappetenza, perché ti senti sempre troppo "pieno", sintomo che viene definito "sazietà precoce"; a volte potresti anche non avere affatto appetito a causa di tale gonfiore.
    • Potresti soffrire anche di gambe gonfie.
    • Anche il dolore addominale può essere segno di un fegato ingrossato, specialmente se si manifesta insieme ad altri sintomi.
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    Riconosci i sintomi generali che possono indicare un fegato ingrossato. Febbre, calo di appetito, nausea e perdita di peso non sono segnali specifici di un'epatomegalia ma, nel caso fossero particolarmente gravi, inaspettati e continui, possono indicare un problema epatico o un ingrossamento del fegato.
    • Come già descritto in precedenza, l'inappetenza o il rifiuto di mangiare si accompagnano alla distensione addominale. Possono anche essere un sintomo di un problema alla cistifellea, perché le persone che ne soffrono segnalano un acutizzarsi del dolore dopo un pasto, cosa che le porta a evitare il cibo. La mancanza di appetito può anche essere correlata al cancro e all'epatite.
    • I medici considerano grave il calo ponderale quando rappresenta più del 10% del peso corporeo. Se non stai facendo una dieta per dimagrire ma perdi peso, dovresti parlarne con il medico.
    • Tieni presente che anche la febbre è un segno di infiammazione del corpo. Dato che l'epatomegalia può svilupparsi a seguito di un'infezione come l'epatite, è importante riconoscere e gestire la febbre quando si manifesta.
    • La presenza di feci insolitamente chiare, grigio chiaro o perfino bianche possono essere un segno di problemi di fegato.
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    Nota se ti senti spossato. In questo caso ti senti stanco anche dopo uno sforzo lieve perché le riserve delle sostanze nutritive gestite dal fegato sono insufficienti e il corpo cerca delle risorse alternative prendendole dai muscoli.
    • Tutto ciò fa pensare a un danno epatico e il gonfiore è la diretta conseguenza. Sappi che anche l'epatite virale e il cancro causano un senso di affaticamento.
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    Nota se aumenta il prurito. Quando il fegato è malato potresti provare un forte prurito alla pelle, sia localizzato sia diffuso. Questo sintomo si verifica quando i dotti biliari sono ostruiti e, di conseguenza, i sali biliari che sono stati espulsi nel flusso sanguigno si depositano nella pelle provocando una sensazione di prurito.
    • Per far passare il prurito è necessario prima individuare la causa di fondo e curare quest'ultima, ma è possibile trovare un po' di sollievo con dei farmaci come Atarax (puoi prendere una compressa da 25 mg ogni 6 ore, se necessario) e Benadryl (una dose da 25 mg per via orale ogni 6 ore, se necessario). Se il prurito è grave o comunque insopportabile, prendi un sedativo, come Lorazepam (una compressa da 10 mg) o il Valium (una compressa da 10 mg), per riuscire a dormire e superare il disagio.
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    Riconosci l'angioma stellare (a ragno). Questa manifestazione è generata da vasi sanguigni dilatati che si dipartono da un medesimo puntino rosso creando una struttura a forma di ragnatela. L'angioma stellare, spesso, compare su viso, collo, mani e nella metà superiore del torace ed è un classico segno di un problema al fegato o di epatite.
    • Se presenti un singolo angioma stellare, sappi che non è segno di malattia e non deve destare preoccupazione. Tuttavia, se appare unitamente ad altri sintomi o problemi di salute, come letargia, spossatezza, gonfiore o segni di itterizia, devi farti visitare dal medico, perché potrebbe indicare un problema al fegato. Inoltre, devi farti vedere dal dottore se hai più angiomi a ragno che si uniscono a grappolo, perché sono un chiaro segno di un danno epatico.
    • Gli angiomi a ragno possono raggiungere la dimensione di 5 mm di diametro.
    • Se applichi una pressione moderata con le dita, il colore rosso scompare per qualche secondo e la pelle torna bianca (pallida) perché il sangue defluisce.
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Parte 2 di 3:
Ottenere una Diagnosi Medica

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    Fissa un appuntamento con il tuo medico di famiglia. Nella prima fase della visita, il medico vorrà conoscere la tua storia clinica completa. In questa circostanza è importante che tu sia collaborativo e onesto.
    • Sii consapevole del fatto che il tuo curante ti farà domande piuttosto personali, riguardo alle sostanze che usi, agli alcolici che consumi e ai tuoi partner sessuali. Ricorda che le tue risposte sono fondamentali per ottenere una diagnosi corretta, pertanto devi essere sincero e dire la verità.
    • Comunica al medico se stai prendendo altri farmaci o integratori, inclusi vitamine e rimedi erboristici.
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    Sottoponiti a un esame fisico. Una visita medica fisica è la prima fase per diagnosticare un'epatomegalia. Il medico inizierà esaminando la pelle alla ricerca di segni di itterizia e di angiomi a ragno, se non gli hai riferito già la loro presenza. Quindi controllerà il fegato con una palpazione addominale.
    • Un fegato ingrossato si presenta, al tatto, con una forma irregolare, morbido o sodo, con o senza noduli, a seconda della causa di fondo che ha provocato il gonfiore. Questo tipo di test permette di capire la dimensione e la consistenza del fegato, in modo da determinare quanto si è ingrossato. Il dottore potrà usare due metodi per questo esame fisico: per percussione o palpazione.
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    Sottoponiti al test della Percussione percussione per definire lo stato di salute del fegato. Questo metodo aiuta a stabilire le dimensioni del fegato e assicurarsi che non superi il margine della costola destra (gabbia toracica), che di fatto è una barriera protettiva di questo organo. La percussione permette di analizzare gli organi interni attraverso i suoni che producono quando vengono colpiti attraverso la pelle. Se si sente un suono sordo che si estende per più di 2,5 cm sotto la parte inferiore della gabbia toracica, significa che il fegato è ingrossato. Sappi che, se presenti anche una distensione addominale, questo esame non è in grado di rilevare il problema e probabilmente dovrai sottoporti a un'ecografia addominale.
    • Il medico, se è destrimano, mette la mano sinistra sul tuo petto, premendo in modo deciso il dito medio contro la parete toracica; con il dito medio della mano destra colpisce lo stesso dito della mano sinistra con uno scatto del polso (un po' come quando si suona il pianoforte).
    • Partendo dalla zona bassa del petto, le percussioni dovrebbero emettere un suono simile al timpano della batteria. Questo perché il polmone si trova in quella zona ed è pieno di aria.
    • Il medico muoverà lentamente la mano verso il basso, in linea retta, mettendola sopra il fegato, dove il suono da "timpanico" dovrebbe diventare più sordo, simile a un "tonfo". Questo significa che il medico ora si trova proprio sopra il fegato, dove continuerà a percuotere e presterà la massima attenzione quando si troverà nel punto finale del margine costale (la gabbia toracica), per verificare se il suono è sempre simile a un "tonfo" e quanto è profondo. Il medico si fermerà quando il "tonfo" diventa un miscuglio di rumori intestinali (gas e gorgoglii).
    • Durante l'esame verificherà anche di quanti centimetri il fegato è andato oltre il margine costale. Questo segno è sempre patologico, dato che la gabbia toracica ha proprio lo scopo di proteggere i preziosi organi interni come il fegato e la milza.
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    Sottoponiti all'esame della palpazione per stabilire la forma e la consistenza del fegato. Questo è un altro metodo per capire se l'organo è ingrossato e, come quello della percussione, si avvale del tocco e della pressione con le mani.
    • Se il medico è destrimano, metterà la sua mano sinistra sul tuo lato destro dell'addome. Ti chiederà di fare un respiro profondo ed espirare lentamente, mentre cercherà di "afferrare" il fegato tra le mani. Egli userà la punta delle dita per sentire il profilo del fegato al di sotto della gabbia toracica e per analizzare aspetti importanti, come la forma, la consistenza, la struttura superficiale, l'eventuale dolenzia e la regolarità dei bordi esterni.
    • Il medico controllerà anche la consistenza della superficie per verificare se è ruvida, irregolare, se presenta dei noduli oppure se è soda o dura. Ti chiederà se provi dolore mentre applica della pressione.
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    Fai un esame del sangue. Si tratta di un altro metodo per verificare le funzioni epatiche e per analizzare la salute in generale. Solitamente ha lo scopo di individuare l'eventuale presenza di un'infezione virale come l'epatite.
    • L'analisi del sangue permette di verificare il livello degli enzimi epatici e di fornire importanti informazioni in merito alla salute e alle funzioni del fegato. Ci sono altri esami del sangue che possono risultare utili a tale scopo, come la conta completa delle cellule del sangue, lo screening del virus dell'epatite e i test della coagulazione del sangue. Questi ultimi esami sono particolarmente indicati per controllare le funzioni del fegato, dato che è proprio questo organo che crea le proteine che coagulano il sangue.
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    Sottoponiti a un esame diagnostico per immagini. Questo tipo di esami, come l'ecografia, la tomografia computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica, viene consigliato spesso sia per confermare la diagnosi, sia per osservare l'anatomia del fegato e dei tessuti che lo circondano. Si tratta di esami che forniscono importanti informazioni, così da stabilire con chiarezza lo stato di salute del fegato.
    • Ecografia addominale. Durante questo esame ti verrà chiesto di sdraiarti mentre viene fatta scorrere sull'addome una sonda gestita manualmente dal tecnico. Questa sonda emette onde sonore ad alta frequenza che rimbalzano sugli organi interni e vengono inviate a un computer per essere trasformate in immagini dei tessuti. Il medico ti dirà come prepararti per l'esame ma, nella maggior parte dei casi, probabilmente, non dovrai né mangiare né bere prima del test.
    • Tomografia computerizzata. Nella TAC vieni sottoposto a dei raggi X che creano immagini in sezione trasversale sopra la regione addominale. In questo caso vieni fatto sdraiare su un tavolo stretto che scorre all'interno dell'apparecchiatura e devi restare immobile mentre i raggi X vengono diretti sopra e intorno al corpo. Anche in questo caso, le immagini vengono inviate a un computer. Il medico ti darà le istruzioni per prepararti in modo adeguato all'esame: dato che è prevista l'introduzione nell'organismo di un colorante speciale, chiamato liquido di contrasto (che può avvenire per via endovenosa o per via orale), non potrai mangiare o bere prima del test.
    • Risonanza magnetica addominale. Questo esame sfrutta l'energia di magneti e onde radio per creare immagini della regione addominale interna, anziché le radiazioni (raggi X). Ti verrà chiesto di sdraiarti su un tavolo stretto che entra in un grande scanner a forma di tunnel. Per rendere più visibili gli organi, a volte viene iniettato un colorante di contrasto, di cui comunque il medico ti parlerà e di cui potrete discutere insieme. Come negli altri casi, ti verrà chiesto di non mangiare o bere prima dell'esame.
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    Sottoponiti a una colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP). È un esame endoscopico che analizza i dotti biliari, i tubi che trasportano la bile dal fegato alla cistifellea e all'intestino tenue. Questo test ha lo scopo di verificare la presenza di possibili disfunzioni.
    • Durante questo esame viene inserito nel braccio un catetere endovenoso con una sostanza rilassante. Quindi, verrà inserito un endoscopio attraverso la bocca, l'esofago e lo stomaco fino all'intestino tenue (la parte più vicina allo stomaco). Attraverso l'endoscopio viene fatto passare un catetere fino ai dotti biliari che si collegano al pancreas e alla cistifellea. A questo punto viene iniettata una sostanza colorante che permette di analizzare meglio eventuali problemi. In concomitanza si effettua una radiografia della zona.
    • Questo è un esame che viene eseguito successivamente agli altri sistemi di indagine diagnostica per immagini, come quelli appena descritti.
    • Come per gli altri test già citati, anche in questo caso il medico ti descriverà la procedura e ti dirà cosa aspettarti. Dovrai fornire il consenso informato per eseguire l'esame e non dovrai mangiare né bere nelle quattro ore precedenti.
    • Si tratta di un esame importante, in quando il medico può decidere il tipo di trattamento in base all'esito; per esempio, se riscontra che l'ostruzione dei dotti biliari è causata dai calcoli, potrà rimuoverli durante la stessa ERCP.
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    Valuta di eseguire una biopsia del fegato. Generalmente l'epatomegalia e altre malattie del fegato possono essere diagnosticate attraverso l'anamnesi, un esame fisico, l'esame del sangue e infine gli esami diagnostici per immagini. Tuttavia, in determinate situazioni, può essere consigliata una biopsia, soprattutto se la diagnosi non è chiara e c'è il sospetto di un possibile tumore.
    • La procedura consiste nell'inserimento di un ago lungo e sottile nel fegato per prelevare un campione di tessuto. L'intervento in genere viene eseguito da un medico specializzato (un gastroenterologo o un epatologo). Dato che si tratta di un esame piuttosto invasivo, ti verrà fatta un'anestesia locale o generale. Il campione verrà poi inviato a un laboratorio per essere analizzato, soprattutto alla ricerca di eventuali cellule cancerose.
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    Sottoponiti a una risonanza magnetica elastografica. Si tratta di una tecnica di diagnostica per immagini piuttosto recente, che unisce la risonanza magnetica alle onde sonore per creare una mappa visiva (elastografia) e valutare la rigidità dei tessuti del corpo, in questo caso del fegato. Se il fegato è indurito significa che è presente una malattia epatica cronica e la risonanza magnetica è in grado di rilevarla. Questo esame non è invasivo e può essere un'alternativa alla biopsia.
    • La risonanza magnetica elastografica è una procedura innovativa, ma si sta sviluppando rapidamente. Attualmente è presente solo in poche strutture sanitarie, che però stanno aumentando gradatamente di numero. Parla con il tuo medico per verificare se questa è un'opzione fattibile per il tuo caso specifico.
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Conoscere i Fattori di Rischio

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    L'epatite può portare all'ingrossamento del fegato. L'epatite A, B e C provocano tutte l'infiammazione del fegato che si ingrossa e presenta bordi lisci e dolenti al tatto.
    • L'infiammazione epatica è dovuta al sangue e alle cellule immunitarie che confluiscono nell'organo nel tentativo di combattere l'infezione virale.
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    Un'insufficienza cardiaca destra può aumentare il rischio di epatomegalia con bordi lisci e dolenti.
    • In questo caso il sangue si accumula nel fegato a causa dell'incapacità del cuore di pomparlo in maniera adeguata. Questa insufficienza cardiaca fa ristagnare il sangue nel fegato.
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    La cirrosi è un altro fattore di rischio per l'epatomegalia. Si tratta di un disturbo cronico che provoca un aumento della densità del fegato, portando alla fibrosi (un'eccessiva produzione di tessuto cicatriziale). Solitamente la cirrosi è una conseguenza di un pessimo stile di vita che provoca un effetto negativo sul fegato. In particolare l'abuso di alcol è la causa diretta della cirrosi.
    • La cirrosi può indifferentemente causare un ingrossamento o un restringimento del fegato, anche se il più delle volte provoca un ingrossamento.
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    Prendi in considerazione possibili malattie genetiche o metaboliche. Persone affette da disturbi genetici come la sindrome di Wilson o la malattia di Gaucher potrebbero essere ad alto rischio di soffrire di fegato ingrossato.
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    Comprendi il rischio di cancro. Chi è affetto da cancro potrebbe avere il fegato ingrossato a causa della presenza di metastasi nel fegato. Se ti è stato diagnosticato un cancro, specialmente in un organo vicino al fegato, sei ad alto rischio di soffrire anche di fegato ingrossato.
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    Fai attenzione a un consumo esagerato di alcool. Un'assunzione cronica o eccessiva di bevande alcoliche può provocare danni al fegato e compromettere la sua capacità di rigenerarsi. Il danno funzionale e strutturale può essere irreversibile.
    • Quando il fegato perde la sua funzionalità a causa dell'abuso di alcol, tende a ingrossarsi e gonfiarsi perché non è in grado di espellere i liquidi.
    • Il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism definisce "moderato" bere non più 1 drink al giorno per le donne, non più di 2 drink al giorno per gli uomini.
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    Anche l'assunzione di farmaci può aumentare il rischio di ingrossamento del fegato. Molte medicine da banco possono causare danni epatici, se assunte per periodi prolungati o in dosi maggiori di quelle consigliate. Tra i farmaci più dannosi per il fegato ci sono i contraccettivi orali, gli steroidi anabolizzanti, il diclofenac, l'amiodarone, le statine e molti altri.
    • Se devi prendere dei farmaci per un lungo periodo, dovresti sottoporti a regolari visite di controllo e seguire scrupolosamente le indicazioni che ti fornisce il medico.
    • Il paracetamolo è tra i principali farmaci responsabili di danni al fegato e può provocare l'epatomegalia, soprattutto se assunto contestualmente agli alcolici.
    • Tieni presente che anche alcuni integratori erboristici, come il cohosh nero, l'ephedra e il vischio, possono aumentare il rischio di danni al fegato.
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    Fai attenzione all'alimentazione. Se mangi regolarmente cibi grassi, come le patatine fritte, gli hamburger o altri cibi spazzatura come quelli dei fast food è inevitabile che si accumulino i grassi nel fegato; in questo modo si formano dei depositi lipidici che portano alla distruzione delle cellule epatiche.
    • Il fegato così danneggiato è compromesso e può gonfiarsi a causa dell'incapacità di processare il sangue e le tossine.
    • Sii consapevole del fatto che se sei in sovrappeso o obeso corri maggiori rischi di disfunzioni epatiche. Se rientri in queste categorie di persone dovresti calcolare il tuo indice di massa corporea (BMI), un indicatore del grasso corporeo. Questo calcolo è determinato dal peso corporeo espresso in chilogrammi diviso per il quadrato dell'altezza espressa in metri. Se il risultato è un BMI di 25-29,9 significa che si è in sovrappeso, mentre con un BMI superiore a 30 il soggetto è considerato obeso.
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Categorie: Salute

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