Come Capire se una Persona Soffre di un Disturbo di Personalità Dipendente

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

Il disturbo dipendente di personalità è caratterizzato dal bisogno eccessivo di venire accuditi, che determina un comportamento remissivo e dipendente e la paura della separazione.[1] Questo disturbo si manifesta nei soggetti che non sono mai stati in grado di costruire un senso di riconoscimento del proprio valore e che riescono a trovare uno scopo di vita (e sicurezza) soltanto vivendo all’ombra di un’altra persona. Il disturbo dipendente di personalità esordisce nella prima età adulta (quando ognuno dovrebbe già avere una chiara percezione di sé) e può manifestarsi con sintomatologia ansiosa, paura e insicurezza, che talvolta impediscono al paziente di condurre una vita completa e appagante. Questa tendenza ad “aggrapparsi” agli altri potrebbe determinare una sensazione di soffocamento nelle persone prese di mira dal soggetto dipendente o, se sono manipolatori, indurli ad assumere il controllo di ogni suo pensiero e azione. Se temi che qualcuno che conosci sia affetto da disturbo dipendente di personalità, è importante imparare a individuare i segnali del disturbo e spronarlo a cercare aiuto.

Parte 1 di 2:
Valutare la Situazione

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    Cerca di risalire a una causa scatenante del disturbo dipendente di personalità. L’infanzia del soggetto potrebbe essere un fattore determinante dello sviluppo di tale disturbo. Dei genitori eccessivamente ansiosi o insicuri spesso sono la causa dell’incapacità del bambino di separarsi da loro.[2] Se è stato punito in continuazione o colpevolizzato per aver cercato di conquistare la propria autonomia, potrebbe essere cresciuto nella convinzione che agire o pensare autonomamente sia sbagliato. Sebbene avverta la necessità di rimuovere le esperienze vissute durante la propria infanzia, ricordare come abbiano inciso sullo sviluppo della sua personalità dipendente può essere utile per far luce sulla causa del disturbo.
    • Se ti soffermi ad ascoltare la persona e le rivolgi alcune domande sulla sua infanzia con delicatezza, potrebbe emergere un modello di attaccamento tipico di un’infanzia infelice.
    • Non dimenticare che questo disturbo potrebbe essere scatenato da un insieme di fattori genetici, biologici e ambientali.[3]
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    Impara a riconoscere i sintomi. Dovrai ricercare cinque o più caratteristiche tra le seguenti per poter giungere a una prima conclusione che il soggetto soffra di disturbo dipendente di personalità.[4] I seguenti tratti sono sintomatici (sebbene per avere conferma sia necessaria la diagnosi di uno specialista):[5][6]
    • Gli riesce difficile prendere una decisione? Il bisogno costante di consigli e rassicurazioni da parte degli altri prima di svolgere qualsiasi compito è un segnale di forte dipendenza. L’incapacità di svolgere o portare a termine un compito, indipendentemente dalla sua difficoltà, è un segnale indicativo della presenza del disturbo.
      • Rivolgigli le seguenti domande: “Alcune persone amano prendere le decisioni; altre preferiscono farsi guidare da qualcuno di cui si fidano; che cosa preferisci? Deleghi alle altre persone le tue decisioni quotidiane? Spesso hai bisogno di aiuto per avviare un progetto?"
    • Permette agli altri di prendere decisioni che riguardano direttamente la sua vita? Il bisogno che gli altri si assumano la responsabilità degli aspetti più importanti della sua vita denota immaturità e incapacità di comprendere l’importanza dell’auto-responsabilità.
      • Rivolgigli questa domanda: "Ti ritrovi in situazioni in cui altre persone hanno preso decisioni riguardanti aspetti importanti della tua vita, per esempio la scelta del tuo lavoro?"
    • Tenta in ogni modo di ottenere le attenzioni e il sostegno degli altri? Potrebbe esagerare a tal punto da ridursi a fare cose poco piacevoli.
      • Rivolgigli le seguenti domande: “Ti presti spesso per gli altri, affinché si prendano cura di te quando ne hai bisogno? Ti senti a disagio quando sei solo? Hai paura di non essere in grado di badare a te stesso? Ti preoccupi che le persone importanti della tua vita possano abbandonarti?"
    • Si mette alla ricerca di un’altra fonte di accudimento e supporto appena termina una relazione importante? [7] Si butta a capofitto in una relazione di ripiego, nel senso che vuole trovare a tutti i costi qualcuno con cui uscire subito dopo la fine di una relazione? Si sente impotente quando è solo, perché teme di non essere in grado di badare a se stesso economicamente, emotivamente o perfino fisicamente?
      • Rivolgigli questa domanda: “Ti è capitato di essere impaziente di avere un’altra relazione subito dopo aver concluso quella precedente? Anche se quella nuova potrebbe non essere la scelta ottimale per te?”
    • Non riesce a esprimere il proprio disaccordo con gli altri? Se teme la disapprovazione, il rifiuto e la perdita di supporto da parte degli altri, probabilmente cercherà a tutti i costi di compiacere le persone che gli vivono accanto. Nota che ciò prescinde dal timore realistico di essere escluso.
      • Rivolgigli queste domande: “Per te è difficile esprimere un’opinione differente da qualcuno con cui sei in rapporti stretti? Che cosa pensi che potrebbe accadere se lo facessi? Spesso fingi di essere d’accordo con gli altri anche se non lo sei? Perché? Potresti metterti nei pasticci se esprimessi il tuo disappunto?”
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    Valuta i criteri aggiuntivi. Talvolta sembra che le persone siano affette da disturbo dipendente di personalità quando in realtà non lo sono. Se i criteri precedenti sono soddisfatti, considera anche quelli seguenti prima di formulare una diagnosi. Considera che se non si riscontra nessuno di essi, il soggetto non soffre di disturbo dipendente di personalità:[8]
    • I suoi comportamenti deviano marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo in almeno due delle seguenti aree:
      • Cognitiva (percezione e interpretazione di oggetti, persone ed eventi e sviluppo di atteggiamenti e immagini di se stesso e degli altri).
      • Affettiva (grado, intensità e adeguatezza di stimoli e reazioni emotive).
      • Controllo degli impulsi e soddisfazione dei bisogni.
      • Modalità di relazionarsi con gli altri e gestione dei rapporti interpersonali.
    • I suoi sintomi si manifestano in differenti contesti personali e sociali, non soltanto in presenza di determinati fattori o eventi scatenanti? In tal caso i suoi sintomi sono considerati inflessibili, maladattivi e persistenti.
    • I suoi sintomi di dipendenza gli provocano disagio personale o hanno un impatto negativo sul contesto sociale?
    • I suoi sintomi sono stabili e duraturi, essendo insorti nella tarda infanzia o durante l'adolescenza?
    • Si possono escludere altri disturbi mentali come cause possibili dei suoi sintomi di dipendenza?
    • Si possono escludere patologie neurologiche, lesioni o disfunzioni cerebrali come cause possibili dei suoi sintomi di dipendenza? Una nonna fragile e incapace di cavarsela da sola non soffre di disturbo dipendente di personalità.
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    Valuta la reazione emotiva del soggetto quando è lasciato da solo. Si sente impotente, a disagio o si mostra ansioso? È indeciso o arrabbiato con se stesso perché non sa che cosa fare o pensare? Valuta come reagisce quando la persona a cui è particolarmente attaccato ritorna: le salta immediatamente addosso, aspettandosi di ricevere le sue attenzioni e la rimprovera per averlo abbandonato? La sensazione di impotenza, abbandono e disagio quando è solo spesso deriva dal timore infondato di non essere in grado di badare a se stesso. [9]
    • Presta ascolto a coloro che sono tormentati in maniera ingiustificata dal pensiero e dalla paura di essere lasciati soli. È un segnale di avvertimento che denota l’incapacità di affrontare le situazioni autonomamente, indipendentemente dalla semplicità del compito da svolgere.
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Parte 2 di 2:
Aiutare Qualcuno Affetto da Disturbo Dipendente di Personalità

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    Aiuta la persona a imparare ad assumersi le sue responsabilità. Questa è un’abitudine che si conquista con gradualità: è necessario molto tempo affinché impari a essere autonoma e ad esprimere i propri pensieri e opinioni senza il timore del confronto.
    • Stabilisci obiettivi realizzabili che sai che potrebbe raggiungere senza difficoltà. Quando li ha raggiunti autonomamente, falle degli apprezzamenti e aumenta gradualmente la difficoltà dei compiti.
    • Parlale delle cose che predilige fare. Ogni volta in cui sta per rimanere sola, consigliale di dedicarsi alle sue attività preferite durante l’assenza dell’altra persona.
    • Aiutala a imparare ad avere più fiducia in se stessa. Consigliale di leggere dei libri o di iscriversi a un corso per aumentare la propria autostima e metti in evidenza le attività in cui emerge.
    • Spronala a praticare attività fisica, a seguire un’alimentazione bilanciata e a ridurre le fonti di stress. Se fa abuso di sostanze stupefacenti, dovrebbe curare la propria dipendenza. Fai in modo che non si isoli troppo dagli altri, poiché il sostegno sociale è utile per ridurre lo stress.[10]
    • Presta attenzione alla possibilità che non sia perpetrato alcun abuso ai danni della persona. La sua dipendenza la rende un bersaglio facile per le persone manipolative o instabili. Chiediti onestamente se stai favorendo in qualche modo la sua dipendenza.
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    Sprona la persona a svolgere delle ricerche approfondite sul suo disturbo. Conoscere appieno la sua dipendenza relazionale e comprendere che non è l’unica a soffrire del disturbo può rincuorarla, al pari del tuo impegno nel dimostrarle che c’è una soluzione.
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    Incoraggia la persona a rivolgersi a uno specialista. Il disturbo dipendente di personalità può essere curato con la psicoterapia o la psicoanalisi, non rappresenta una condanna a vita. Tuttavia molti pazienti sono inclini a rifiutare il trattamento, perché non vogliono ammettere che ci sia qualcosa di sbagliato nel proprio modo di vivere oppure sono talmente depressi o dipendenti che evitano di affrontare il problema a priori. È importante motivare la persona a chiedere aiuto.[11]
    • Un sistema per aiutarla a convincersi che valga la pena chiedere aiuto è spiegarle che dai suoi progressi potrebbero trarre beneficio anche coloro su cui lei fa eccessivo affidamento. Insisti nel dire che merita di riscoprirsi appieno e di vivere una vita appagante grazie alle sue capacità, senza dover contare sugli altri.
    • Poiché il soggetto affetto da disturbo dipendente di personalità potrebbe avere il terrore che la persona o le persone da cui dipende possano rifiutarlo o abbandonarlo, è importante che lo psicologo valuti eventuali segnali di depressione, ansia, attacchi di panico e disturbo somatico.[12][13]
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    Evita un linguaggio negativo. Non usare frasi o parole offensive mentre lo incoraggi a consultare uno specialista. Ripetergli che è “troppo passivo”, “troppo dipendente” o “una rogna” peggiorerebbe la situazione.
    • Al contrario, concentrati su un linguaggio positivo. Per esempio potresti dire: “Se diventerai più autonomo sarai più felice e più soddisfatto”.
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    Cerca di distaccarti. Se sei tu la persona da cui dipende, dovrai cambiare il tuo atteggiamento affinché cambi il suo. Ciò si verifica più spesso in contesti familiari, ma può verificarsi anche con gli amici, nei rapporti lavorativi o nelle relazioni sentimentali. Se hai ricoperto a lungo il ruolo di protettore, tutore o dispensatore di consigli del soggetto dipendente, per evitare che affrontasse da solo le sue difficoltà, allora hai agevolato il suo comportamento e dovrai iniziare a non offrirgli il tuo continuo sostegno, affinché impari a essere autonomo.
    • Presta attenzione a non mettere in dubbio le sue decisioni per permettergli di commettere degli errori e trarne insegnamento, e aiutalo a capire che i consigli non devono essere necessariamente seguiti.
    • Fai del tuo meglio per intervenire raramente, come faresti con qualcuno che non soffre di questo disturbo.
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Consigli

  • Le caratteristiche principali del disturbo dipendente di personalità sopra indicate servono come guida per diagnosticare il disturbo. Esse devono essere costanti e frequenti nella disposizione o nelle azioni di una persona, per poter essere certi che sia affetta dal disturbo e bisognerebbe sempre consultare uno specialista per una diagnosi accurata.
  • I genitori iperprotettivi possono contribuire all’insorgere di questo disturbo. Cerca di trovare i sistemi per diventare un genitore equilibrato.[14]
  • Il disturbo dipendente di personalità solitamente rientra nel “Cluster C” dei disturbi della personalità, caratterizzati da condotte inibite dalla paura o fortemente marcate dall’ansia.[15]
  • Il disturbo si manifesta nei primi anni dell’età adulta e si riferisce specificatamente a una persona adulta o matura. Man mano che i bambini crescono dovresti aiutarli a pensare e ad agire autonomamente, lasciandoli liberi di prendere le proprie decisioni.[16] Assicurati anche di creare un ambiente familiare in cui è naturale sbagliare e dimostra, dando il buon esempio, come rimediare e andare avanti dopo aver commesso un errore.
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Avvertenze

  • Le persone eccessivamente sottomesse e indifese sono particolarmente soggette agli abusi e hanno bisogno di aiuto immediato per aumentare la propria autostima.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Salute Mentale

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