Come Comunicare con una Persona Arrabbiata

Scritto in collaborazione con: Paul Chernyak, LPC

Nella vita quotidiana ci imbattiamo in molte persone irascibili. Si tratta di individui che non riescono a controllare i loro sentimenti e le loro reazioni, scaricando, purtroppo, la rabbia sugli altri. Quando qualcuno perde le staffe, fa fatica a tenere a freno la sua emotività in situazioni di vario tipo. A volte, per la rabbia può perdere persino l'autocontrollo. Per comunicare con una persona arrabbiata, è necessario restare calmi e pazienti, ma anche ascoltare attentamente e aiutarla a trovare una soluzione al suo problema.

Parte 1 di 6:
Reagire di Fronte a una Persona Arrabbiata

  1. 1
    Non rispondere con altrettanta irritazione. Rischi di arrabbiarti anche tu quando hai a che fare con una persona infuriata, soprattutto se è in collera con te. Tuttavia, se vuoi comunicare, faresti meglio a controllare il nervosismo.
    • Calmati prima di rispondere. Sforzati di fermarti e fare qualche respiro profondo, forse anche contare fino a 5 (o 10 se hai bisogno di più tempo). Ricorda che la rabbia dell'altra persona probabilmente non ha nulla a che fare con te.
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    Mantieni una certa distanza emotiva. Non prendere sul personale il fatto che l'altra persona abbia perso le staffe. Piuttosto, fai un passo indietro, cercando di capire lo stato d'animo di chi hai di fronte. Domandati, ad esempio: "Non c'è dubbio che sia arrabbiato. Mi chiedo che cosa l'abbia sconvolto fino a questo punto".[1]
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    Parla con calma e lentamente. Non alzare la voce e non usare un tono adirato. Fai qualche respiro profondo, se necessario, e parla con voce pacata e controllata, senza aumentare il volume.
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    Non usare un linguaggio del corpo minaccioso. Quando il linguaggio del corpo trasmette apertura e cordialità, può aiutarti a dissipare la rabbia nell'animo dell'altra persona. Quest'ultima si renderà conto che non stai assumendo un comportamento ostile. Ecco alcuni gesti ed espressioni che ti permetteranno di trasmettere apertura nei confronti del tuo interlocutore:[2]
    • Guardare negli occhi;
    • Stare in piedi o seduto tenendo le braccia lungo i fianchi, senza incrociarle;
    • Posizionarsi evitando di stare direttamente di fronte all'interlocutore, ma leggermente di sbieco;
    • Mantenere una certa distanza tra te e la persona arrabbiata. Evita di invadere lo spazio personale dell'altra persona per evitare di farla sentire a disagio o irritarla ancora di più. Darle spazio ti permetterà anche di allontanarti facilmente nel caso dovesse cercare di colpirti.
    • Toccare delicatamente la spalla dell'altra persona, se lo permette. Tieni presente che non è sempre opportuno stabilire un contatto fisico. Se si è arrabbiato il tuo partner o un amico stretto, allora potrebbe essere indicato. Evita, invece, se si tratta di un cliente o un individuo che non conosci.
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    Non provocare. Una volta conosciuti i motivi per cui l'altra persona è arrabbiata, c'è il rischio di mettere il dito nella piaga irritandola in maniera deliberata o involontaria. Tuttavia, in simili situazioni evita di fare qualcosa che sicuramente va ad aumentare il suo nervosismo o che le manchi di rispetto.[3]
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Parte 2 di 6:
Suggerire delle Tecniche per Calmarsi

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    Valuta la situazione prima di offrire suggerimenti. Non è indicato dare consigli per rasserenare l'animo se l'altra persona fa capire chiaramente che non desidera nessun aiuto. Al contrario, può essere un'idea eccellente se hai a che fare con qualcuno che vuole calmarsi. Potrebbe essere utile anche quando la conversazione non è produttiva o sta prendendo una brutta piega e sarebbe opportuno fare una pausa.
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    Invitala a fare respiri profondi. La respirazione profonda può essere una strategia efficace per regolare le emozioni. Pertanto, prova a dare all'altra persona queste istruzioni:
    • Inspirare contando fino a quattro, trattenere l'aria per altri quattro secondi ed espirare di nuovo fino a di quattro.
    • Assicurati che respiri con il diaframma anziché col petto. Quando utilizza il diaframma, la pancia si gonfia (può accorgersene poggiando la mano).
    • Ripetete questa operazione tutte le volte necessarie, finché non inizia a tranquillizzarsi.
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    Chiedile di contare fino a dieci. Dille che non è costretta a reagire subito. Contando, può mettere momentaneamente da parte la sua agitazione. Suggeriscile che, contando fino a dieci, si concederà il tempo necessario per fare ordine tra i suoi sentimenti.[4]
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    Distraila. Aiutala a non pensare alla sua agitazione distraendola. Puoi raccontarle una barzelletta o proporle di guardare un video, rassicurarla dicendole che non ti lascia indifferente il fatto che si è arrabbiata, ma anche suggerirle di spostare l'attenzione per qualche minuto su qualcos'altro in modo che si tranquillizzi.[5]
  5. 5
    Consigliale di fare una passeggiata. Allontanandosi dalla situazione, sarà in grado di calmarsi.[6] Suggeriscile di fare quattro passi all'aperto per prendere una boccata d'aria fresca o qualche altra soluzione che le permetta di prendere le distanze dalla situazione.
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Parte 3 di 6:
Ascoltare con Attenzione

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    Lascia parlare il tuo interlocutore. È importante fare in modo che si renda conto che lo stai prendendo sul serio. Pertanto, lascialo parlare e ascolta quello che dice.
    • Non interromperlo e non correggerlo mentre parla.
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    Mettiti nei suoi panni. Non devi essere necessariamente d'accordo con l'altra persona, ma puoi dimostrarle che comprendi il suo stato d'animo. Ad esempio, potresti dirle: "Probabilmente anche io mi sarei innervosito se avessi avuto la sensazione di essere stato trattato ingiustamente".[7]
    • Se di fronte hai una persona che ha perso le staffe, potresti aiutarla a mitigare la sua collera concordando con lei. In questo modo, sentendo di avere ragione, si acquieterà.
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    Continua a fare domande. Per raccogliere altre informazioni, utilizza domande "a risposta aperta". Ti aiuteranno a ottenere più di un semplice sì o no come risposta, perché indurranno il tuo interlocutore a fornire ulteriori dettagli. Dopodiché potrai arrivare alla radice del problema.[8] Ad esempio, potresti dire: "Che cosa è successo durante la riunione di questa mattina?".
    • Usa la parola "esattamente" per avere maggiori informazioni. Ad esempio: "Esattamente, che cosa intendi quando dici che nessuno ti ha ascoltato?".
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    Prova a parafrasare l'altra persona per avere maggiori chiarimenti. Dimostra al tuo interlocutore che hai intenzione di capire quello che sta dicendo. Parafrasando le sue parole, sarai certo di averle capite correttamente.[9]
    • Per esempio, puoi dire: "Fammi vedere se ho capito. Sei andato alla riunione e ti è stato chiesto di fare una presentazione seduta stante, cosa che ti fatto stressare. Dopodiché, il capo controllava continuamente il suo telefono e, giustamente, ti sei sentito ignorato. È andata così?".
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Parte 4 di 6:
Trovare una Soluzione

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    Trova il momento giusto per risolvere il problema. Le difese emotive di una persona possono abbassarsi se è stanca o ha fame. Scegli il momento adatto, quando è riposata, e potrai affrontare il problema senza il rischio che interferiscano emozioni negative.[10]
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    Chiedi scusa, se necessario. Se hai sbagliato o hai ferito involontariamente i sentimenti di un'altra persona, sappi che scusarsi non è segno di debolezza. Anzi, dimostrerai che ti dispiace di quello che hai fatto, a prescindere dalle tue intenzioni.
  3. 3
    Aiuta l'altra persona a trovare una soluzione. Fai di tutto per appianare i problemi. Chiedile quale sarebbe la soluzione ideale ai suoi occhi. Se quello che le proponi non incontra le sue aspettative o se pretende cose irragionevoli, prova a trovare un compromesso.
  4. 4
    Parla usando la prima persona plurale. In questo modo, mostrando uno spirito collaborativo, dimostrerai al tuo interlocutore la tua disponibilità a risolvere il problema. Ad esempio, potresti dire: "Che contributo potrei dare per trovare insieme una soluzione?".[11]
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    Attieniti alla questione da risolvere. Se stai cercando di raggiungere un compromesso, resta nei limiti della questione. Non rivangare litigi o problemi passati. Non utilizzare vecchi rancori per ricavare dalla situazione il tuo tornaconto.[12]
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    Preparati a trovare una soluzione immediata. Può darsi che non riuscirai ad arrivare a una soluzione finché l'altra persona non si è calmata. Forse avrai bisogno di un po' di tempo e dovrai rimandare la soluzione del problema finché il tuo interlocutore non sarà in grado di rispondere con uno stato d'animo più sereno.[13]
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Parte 5 di 6:
Gestire un Bambino Arrabbiato

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    Insegna ai bambini il rispetto reciproco. I bambini hanno bisogno di una guida per imparare a gestire la rabbia. Non tutte le persone sanno istruire i figli in questo senso, perciò molti li lasciano da soli ad affrontare il problema. La mancanza di una guida può favorire uno scarso controllo degli impulsi, comportamenti violenti e difficoltà relazionali a scuola e in casa. I bambini assimilano i modelli comportamentali dai genitori e dagli adulti con i quali trascorrono molto tempo. Per insegnare ai tuoi ragazzi il rispetto reciproco, devi fare del tuo meglio per comunicare con loro in modo rispettoso.
    • Insegna ai tuoi figli a trattare gli altri con gentilezza. Non dovrebbero assumere un atteggiamento sarcastico nei confronti delle persone. Cerca di essere di esempio: se non sei il primo a comportarsi in modo corretto, non puoi pretendere che lo faccia tuo figlio.
    • Non urlare e non sgridarli. Non metterli in imbarazzo, non insultarli e non sminuirli per quello che fanno, anche se commettono errori di giudizio. Non manipolarli usando i sensi di colpa.
    • Se i tuoi figli si rifiutano di comunicare con rispetto, non accusarli del fatto che ti mancano di rispetto, perché potresti ferire i loro sentimenti. Se sono piccoli, probabilmente non si rendono nemmeno conto di comportarsi senza riguardo. Se sono adolescenti, informali in maniera assertiva che dal tono della voce sembrano arrabbiati e chiedi che cosa sta succedendo. In altre parole, ti basta fare un'osservazione, senza alterarti. Cerca di non usare un tono accusatorio, ma dai loro la possibilità di spiegarsi.
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    Stai calmo e rilassato. Assicurati di avere un'espressione distesa in viso. Modula la voce in modo che non sembri tesa né arrabbiata.
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    Non tollerare i comportamenti violenti. Non dovresti consentire calci, pugni o lanci di oggetti. Se si tratta di un episodio isolato, dopo l'accaduto parla con tuo figlio per fargli capire che non è gli permesso tenere questo genere di comportamento. Digli che ha commesso un errore e che lo perdoni, ma che perderà uno sei suoi privilegi se si ripete un'altra volta.
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    Accetta il diritto di tuo figlio di essere arrabbiato. Come gli adulti, anche i bambini hanno il diritto di arrabbiarsi. Con un bambino un po' più grande o un adolescente può essere opportuno rivolgersi in questo modo: "Mi sembra che tu sia arrabbiato. Va bene, ti è permesso arrabbiarti. A chiunque può succedere. Magari avrai altre sensazioni oltre alla rabbia. È del tutto normale".
    • Se è più piccolo, è necessario parlare in maniera più concisa e diretta. Dando una tua considerazione, potrai insegnargli a individuare quello che prova e a gestirlo in modo appropriato. Prova a dire: "Sei arrabbiato perché non ha potuto mangiare i biscotti prima di cena". Non preoccuparti se non è questo il vero motivo: tuo figlio saprà correggerti. Il segreto sta nell'indurlo a riflettere sulle sue emozioni.
    • Se puoi, aiutalo a individuare più di un sentimento, dal momento che la rabbia si accompagna quasi sempre ad altre sensazioni in base alle circostanze. Ad esempio, potrebbe essere arrabbiato perché suo fratello è entrato in camera sua senza permesso. Forse sente che è stata violata la sua intimità.
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    Aiuta il bambino a calmarsi. Ciò che funziona con gli adulti funziona anche con i bambini. Se noti che tuo figlio (adolescente o più piccolo) continua a sbuffare, siediti accanto a lui. Contate insieme ad alta voce, facendo qualche respiro profondo. Inspirate contando fino a quattro, trattenete l'aria per altri quattro secondi ed espirate di nuovo fino a quattro.
    • Permettigli di staccare per un po' la spina e tranquillizzarsi. Durante la vita avrà bisogno di questa capacità. Inoltre, tieni conto che in alcuni casi i bambini preferiscono davvero calmarsi.
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    Usa qualche distrazione. È possibile distrarre un bambino abbastanza a lungo da fargli dimenticare quello su cui era concentrato. Non è difficile. La distrazione è un modo di gestire le emozioni e calmarsi.
    • Cambia scenario, magari portando tuo figlio in garage affinché ti aiuti in qualche piccolo lavoro. Un compito poco faticoso può aiutarlo a distogliere la sua attenzione da quello che lo stava turbando. In seguito, potrai discutere con lui del problema.
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    Ascolta molto bene e mostrati comprensivo. Quando tuo figlio parla del suo problema e del motivo per cui si è arrabbiato, ascoltalo con attenzione. Parafrasa e riassumi quello che hai capito. In questo modo gli dimostrerai che stai seguendo il suo racconto.
    • Con i bambini il segreto sta nell'insegnare loro la differenza tra sentimenti e comportamenti. È perfettamente normale e accettabile arrabbiarsi o sentirsi turbati, ma è necessario manifestare questo stato d'animo nel modo giusto. Questo vale soprattutto con i bambini che esternano la loro rabbia mediante pugni, calci o distruggendo gli oggetti.
    • Fai qualche domanda. Tuo figlio potrebbe essere ancora alterato e omettere qualche parte del racconto. Tuttavia, rivolgendogli delle domande, puoi aiutarlo a riorganizzare i suoi pensieri.
    • Per esempio, se qualcosa a scuola lo ha fatto innervosire, cerca di riassumere quello che sta dicendo: "Fammi vedere se ho capito bene. Marco ti ha spinto durante l'ora di pranzo. Lo hai detto all'insegnante, ma gli ha solo ordinato di smettere, quando secondo te avrebbe dovuto punirlo. È andata così?".
    • Per esempio, se ha litigato con gli amici, riconoscigli il diritto di essere arrabbiato e sconvolto. Potrebbe sentirsi ferito e rammaricato per un po' di tempo, ma assicuragli che alla fine passerà.
  8. 8
    Rifletti su come si può risolvere il problema. In questo modo distoglierai la sua attenzione dalla rabbia e lo aiuterai a concentrarsi sulla soluzione del problema. Incoraggia tuo figlio a trovare una soluzione in cui tutti escano vincenti. In questo modo garantirai la collaborazione in casa.
    • Puoi anche offrire qualche suggerimento, ma sarebbe altrettanto efficace dargli l'opportunità di trovare una soluzione da solo. Se arriva a capire come può risolvere un problema, avrà una sensazione di maggiore controllo. Imparerà anche ad affrontare le difficoltà: questa capacità gli sarà utile per tutta la vita.
  9. 9
    Cerca di essere coerente e paziente. Stai insegnando a tuo figlio il modo giusto di affrontare la vita, quindi segui questi passaggi affinché apprenda la lezione.
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    Aiutalo a gestire le situazioni difficili. Arriverà il momento in cui sarà arrabbiato perché ha subito un torto. Che si tratti di una prepotenza o una scortesia da parte dei suoi coetanei, potrebbe esserci una ragione valida dietro la sua collera.
    • Se ha bisogno di protezione, ad esempio in caso fosse vittima di atti di bullismo, dimostragli come può gestire questa situazione in maniera assertiva. Chiedi aiuto al preside della scuola e avvisa gli insegnanti. Rivolgiti a tutte le persone che hanno un ruolo in questa situazione finché non avrai trovato una soluzione soddisfacente.
    • Se sei paziente nelle situazioni più difficili, dimostrerai a tuo figlio qual è lo spirito giusto per risolvere i problemi.
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Parte 6 di 6:
Proteggere la propria Incolumità

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    Proteggi te stesso e i tuoi figli. La prima cosa che bisogna fare quando ci si scontra con una persona irascibile è provvedere alla propria incolumità fisica.[14] Se in casa ci sono bambini che hanno subito aggressioni fisiche, emotive e psicologiche o che sono testimoni di violenze domestiche, è necessario garantire la loro sicurezza e la propria.
    • Prepara un piano in modo da sapere cosa fare se sei in pericolo.
    • Se possibile, trova un posto provvisorio in cui fermarti oppure un alloggio sicuro per proteggerti.
    • Utilizza una parola in codice con i tuoi figli quando qualcuno si trova in pericolo. Insegna loro che cosa devono fare nel caso in cui usi quella parola (per esempio, uscire e correre immediatamente a casa di un amico).
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    Metti al corrente della tua situazione un amico o un familiare di cui ti fidi. Se puoi, parla con un amico, un vicino di casa o un parente del tuo piano di sicurezza. Digli quali espressioni del viso potresti usare in caso di pericolo.[15]
  3. 3
    Impara correttamente l'itinerario per fuggire. Individua le uscite più vicine. Se non puoi uscire di casa, individua le zone più sicure dell'abitazione in cui non ci siano armi o altri strumenti che possono essere utilizzati per farti del male.[16]
    • Parcheggia sempre l'auto di fronte casa e assicurati che il serbatoio sia sempre pieno.
  4. 4
    Porta con te un telefono cellulare in ogni momento. Non dimenticarlo mai e memorizza anche i numeri di telefono più importanti.
  5. 5
    Chiama una linea telefonica contro le violenze domestiche. Se hai difficoltà ad allontanarti da una determinata situazione, chiama il numero di pubblica utilità. Fornisce ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza intra ed extra familiare. È accessibile dall'intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile.
    • Il numero di pubblica utilità è 1522. Clicca qui per visitare il sito web.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Matricolato
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Paul Chernyak, LPC. Paul Chernyak lavora come Counselor Professionista Matricolato a Chicago. Si è laureato all'American School of Professional Psychology nel 2011.
Categorie: Salute Mentale

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