Come Curare i Sintomi della Sindrome dell'Intestino Irritabile Mediante l'Alimentazione

Scritto in collaborazione con: Zora Degrandpre, ND

La sindrome dell'intestino irritabile (SII o IBS dall'inglese "Irritable Bowel Syndrome") è una malattia molto diffusa a carico dell'intestino crasso (colon). Si tratta di un disturbo digestivo cronico che richiede una cura a lungo termine — le cause esatte sono tuttora sconosciute. Generalmente, i suoi sintomi derivano da un'anomalia nelle contrazioni muscolari dell'intestino (troppo forti o troppo deboli). Per curare l'SSI, è consigliabile seguire una dieta equilibrata, tenere un diario alimentare e comprendere quali sono le cause e i sintomi che la caratterizzano.

Parte 1 di 3:
Mangiare in Modo Equilibrato

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    Comprendi come agiscono le fibre solubili nel corpo. Le fibre solubili si dissolvono nell'acqua, vengono scomposte dai batteri naturalmente presenti nell'intestino e agiscono ammorbidendo e aumentando il volume delle feci.[1]
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    Consuma più fibre se soffri di costipazione. Gli alimenti utili a stimolare un movimento intestinale, che andrebbero quindi assunti in maggiori quantità in caso di stitichezza includono:
    • Avena;
    • Soia (tofu, edamame, latte di soia);
    • Semi di lino;
    • Frutta come avocado, fichi secchi, arance, pere e pesche;
    • Verdure come cavolini di Bruxelles, patate dolci, asparagi e rape.[2]
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    Comprendi cosa accade quando consumi le fibre insolubili. Queste fibre non si dissolvono nell'acqua; inoltre, non sono facili da scomporre da parte dell'organismo. Attraversano il corpo rimanendo perlopiù intatte, assorbendo acqua e consentendo che le feci si muovano negli intestini con maggiore velocità.[3]
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    Riduci il consumo di fibre insolubili in caso di dissenteria. Se hai frequenti episodi di diarrea, prova a ridurre temporaneamente l'assunzione dei seguenti alimenti:
    • La buccia di frutta e verdura;
    • Grano;
    • Crusca;
    • Mais e fagioli;
    • Cereali integrali.[4]
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    Mantieni il corpo idratato. Assumere una maggiore quantità di liquidi può aiutare l'organismo ad assorbire meglio il cibo, rendendo al contempo le feci più morbide; di conseguenza i movimenti intestinali potrebbero risultare più spontanei, con una logica attenuazione della costipazione. Bere più acqua è utile anche in caso di intensa dissenteria, in quanto contribuisce a ripristinare il corretto livello di fluidi nel corpo.
    • Cerca di bere una quantità di liquidi sufficiente, sotto forma di acqua, succhi di frutta e tisane. L'assenza di sete e urine di colore giallo chiaro o trasparenti indicano che il corpo è correttamente idratato.[5]
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    Evita la caffeina. Si tratta di una sostanza che stimola l'attività del colon, talvolta aggravando i sintomi della dissenteria.
    • La caffeina causa inoltre una costrizione dei vasi sanguigni, con la conseguenza di ridurre l'apporto di sangue nelle diverse aree del corpo. Quando il flusso di sangue verso i muscoli addominali è scarso, il sistema gastrointestinale è stimolato a produrre contrazioni più forti, affiancate da movimenti intestinali più frequenti.
    • Riduci l'assunzione di caffeina fissando un limite massimo di due tazze di tè o caffè al giorno.
    • Cerca di perdere l'abitudine di bere il caffè (abbandonandolo in modo graduale per non rischiare il mal di testa), quindi nota se i sintomi della SSI migliorano.[6]
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    Limita l'assunzione di bevande alcoliche e gassate. Anche gli alcolici e le bibite frizzanti possono aggravare i sintomi della dissenteria.
    • Rinuncia del tutto all'alcool per almeno due giorni a settimana; inoltre, quando bevi occasionalmente, non superare la dose giornaliera di due drink (uno shot di liquore, una birra da 33 cl o 150 ml di vino rappresentano un drink). Meno bevi, meglio è![7]
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    Evita i cibi grassi. Gli alimenti ricchi di grasso possono causare sia la costipazione sia la dissenteria, nonché i dolori addominali.[8]
    • I seguenti alimenti andrebbero evitati del tutto o consumati in quantità altamente moderate: burro, torte, pasticcini, formaggi, cibi fritti e grassi, condimenti già pronti per le insalate, oli, tagli di carni grassi come le salsicce.
    • Quando cucini, evita di friggere preferendo dei metodi di cottura diversi, per esempio cuoci i tuoi pasti al vapore, alla griglia, arrosto, al forno o nel microonde.
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    Limita gli alimenti che contengono fruttosio e dolcificanti artificiali. Questi ultimi sono composti da sostanze chimiche che possono interferire con il normale funzionamento degli intestini; inoltre, introducono tossine nell'organismo che rallentano la digestione e aggravano la sindrome dell'intestino irritabile.
    • Anche i prodotti utilizzati come sostituti dello zucchero naturale, come il sorbitolo, possono causare l'insorgere della dissenteria perché hanno un effetto lassativo.
    • I dolcificanti artificiali sono contenuti in moltissimi alimenti confezionati, inclusi prodotti da forno, caramelle, cibi in scatola, latticini, marmellate, gelatine, preparati per bevande, budini e bibite gassate.
    • In alcuni soggetti, anche il fruttosio può causare la dissenteria perché il loro organismo non è in grado di assorbirlo. Cerca di non bere più di un bicchiere di succo di frutta al giorno; inoltre, limita l'uso del miele dato che anch'esso contiene fruttosio.
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    Consuma pochi alimenti responsabili della formazione di gas nell'intestino. Alcuni cibi possono aggravare le condizioni della sindrome causando malessere e dolori forti dovuti all'intensa formazione di gas, per questo motivo andrebbero assunti con moderazione.
    • Questi alimenti includono: fagioli, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavoli, cavolfiori, bevande gassate, caramelle dure, lattuga, derivati del latte, cipolle e cibi integrali.[9]
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    Usa i semi di psillio. Puoi acquistarli in erboristeria o nei negozi di alimentazione naturale; molte persone affermano di sentirsi meglio dopo averli assunti. Aggiungi circa ½-2 cucchiaini di semi di psillio in un bicchiere di acqua calda, quindi bevi la miscela prima che si addensi.
    • Se hai acquistato un integratore o un altro prodotto che contiene i semi di psillio, segui le indicazioni riportate sulla confezione. Ricorda che se non sei abituato a usarli, è meglio iniziare con un dosaggio basso.[10]
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    Prova a usare i probiotici. Non sono utili a tutti, ma alcune persone sostengono di sentirsi meglio facendone uso. I probiotici garantiscono che nello stomaco e nell'intestino ci sia una quantità sufficiente di "batteri buoni" per favorire la disgregazione del cibo. Gli integratori di probiotici (capsule e compresse masticabili), così come le bevande allo yogurt, sono facilmente reperibili al supermercato e nei negozi specializzati in alimentazione naturale.[11]
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    Sperimenta la dieta FODMAP. FODMAP è l'acronimo di un gruppo di alimenti che contengono una varietà di carboidrati che possono aggravare le patologie intestinali infiammatorie e i disturbi digestivi (come la SSI). Un numero sorprendente di persone è ipersensibile a tali carboidrati. Nel dettaglio l'acronimo sta per Fermentabili (carboidrati che vengono scomposti dai batteri anziché dagli enzimi digestivi fermentando in modo eccessivo), Oligosaccaridi (carboidrati a catena corta), Disaccaridi (zuccheri formati da coppie di molecole, come il lattosio), Monosaccaridi (zuccheri semplici, come il fruttosio) e Polioli (zuccheri derivati dall'alcol, come sorbitolo e xilitolo).
    • I cibi consigliati dalla dieta FODMAP includono: germogli di legumi, broccoli (in quantità moderate), cavolini di Bruxelles, cavoli, sedano, ceci, cetrioli, melanzane, fagiolini verdi, peperoni, zucca, zucchine, patate, patate dolci, lattuga, porri, pomodori (ad eccezione della varietà ciliegino).
    • Altri alimenti suggeriti dalla dieta sono: banane, mirtilli, meloni, uva, kiwi, limoni, lime, arance, fragole, lamponi, ananas, frutto della passione; carne di pollo, manzo, agnello, maiale e tacchino; la maggior parte dei pesci e dei frutti di mare; mandorle, riso e derivati del riso, polenta, quinoa, farro, burro, diverse varietà di formaggi e uova.
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Parte 2 di 3:
Tenere un Diario Alimentare e Altre Buone Abitudini

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    Registra a che ora consumi i tuoi pasti. L'obiettivo è sapere con esattezza dopo quanto tempo si manifestano eventuali sintomi.
    • Dovresti mangiare alla stessa ora ogni giorno. La regolarità allena il sistema digestivo a capire che c'è abbastanza tempo per svuotare l'addome prima dell'inizio del pasto successivo.
    • Cena con almeno due ore di anticipo rispetto a quando vai a dormire. Questo lasso di tempo serve a digerire il cibo in modo appropriato, in modo che l'organismo possa riposare invece di lavorare durante la notte. La diretta conseguenza sarà un sonno ristoratore e di qualità.[12]
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    Prendi nota di che cosa mangi. Specifica di che tipo era il cibo, includendo anche la marca dove possibile.
    • Registrando che cosa hai mangiato e come ti sei sentito dopo, imparerai a riconoscere gli alimenti che vanno d'accordo con il tuo organismo e a isolare quelli che ti fanno male.
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    Mangia lentamente. Assicurati di masticare a fondo ogni boccone. Farlo serve a facilitare la digestione, riuscendo talvolta ad alleviare i sintomi correlati alla SSI. Mangiare lentamente può inoltre aiutarti a non esagerare con le quantità, a tal proposito ricorda che abbuffarti può aggravare il malessere dato dalla malattia.[13]
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    Monitora i cambiamenti che avvengono dopo i pasti. Dovresti farlo circa un'ora dopo che hai finito di mangiare.
    • In questo modo puoi accorgerti di quali sono i cibi che peggiorano i sintomi della patologia, e quali quelli che invece ti donano sollievo.
    • Cerca di notare ogni effetto causato dal cibo nell'organismo, per esempio il fastidio dovuto alla formazione di gas, dolori addominali, gonfiore, dissenteria e stitichezza.[14]
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    Fai dei piccoli pasti frequenti. Mangiare poco, ma frequentemente, anziché fare pochi pasti abbondanti può aiutarti ad alleviare la dissenteria e i crampi addominali.
    • Quando fai dei piccoli pasti, l'addome si svuota più spesso, condizione che può alleviare i sintomi causati dalla SSI.
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    Fai attività fisica regolarmente e pratica yoga o meditazione. Dato che lo stress può contribuire ad aggravare i sintomi della malattia, le tecniche che consentono di alleviarlo sono uno strumento valido e altamente consigliato.
    • Fai ogni giorno 20 minuti di esercizio fisico. Puoi scegliere di camminare, correre, andare in bicicletta, nuotare, praticare uno sport di squadra, eccetera. Una sufficiente dose di movimento consente di ridurre lo stress, mantenendo al contempo il corpo in salute.
    • Prova lo yoga o la meditazione. Iscriviti a un corso di yoga nella tua città per imparare le posizioni; se invece le conosci già, trova il tempo di eseguirle a casa. Anche meditare è molto utile per alleviare lo stress, fai un tentativo se non hai la possibilità di fare yoga.[15]
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Parte 3 di 3:
Comprendere le Cause e i Sintomi della SSI

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    Apprendi quali sono le cause che provocano la malattia. Le motivazioni possono essere varie e differire da persona a persona, non tutti reagiscono infatti in modo uguale allo stesso stimolo. Le cause e i fattori scatenanti più comuni includono:
    • Alimentazione: la relazione che lega il consumo di alimenti alla SSI deve essere ancora approfondita, ciononostante alcuni individui manifestano un aggravarsi dei sintomi quando mangiano certi cibi. Questo articolo si concentra principalmente sulle cause di tipo alimentari, ma di seguito sono elencati anche altri possibili fattori scatenanti.
      • I cibi che potrebbero essere coinvolti nell'insorgere della sindrome sono numerosi: cioccolato, spezie, grassi, frutta, fagioli, cavoli, cavolfiori, broccoli, latte, bevande gassate e alcolici sono solo alcuni tra quelli.
    • Ormoni: cambiamenti nei livelli di ormoni dell'organismo possono aggravare i sintomi collegati alla sindrome. Dato che questi squilibri interessano in particolar modo il genere femminile, le donne hanno una maggiore probabilità di soffrire di SSI. La maggior parte dei sintomi si manifestano durante o in prossimità del ciclo mestruale.
    • Altre patologie mediche: la SSI può essere indotta da altre malattie, tra cui la proliferazione batterica (elevato numero di batteri negli intestini) o la gastroenterite (dissenteria acuta di tipo infettivo).
    • Stress: la maggior parte delle persone che soffrono di SSI nota che i sintomi peggiorano in caso di situazioni stressanti. Sebbene non sia la causa dei sintomi, lo stress ha il potere di aggravarli.[16]
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    Riconosci i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile. La SSI può manifestarsi sotto forma di numerosi indizi e disturbi, che possono variare da persona a persona. Inoltre, alcuni segnali possono essere simili a quelli di altre malattie. Ciononostante i più comuni sono:
    • Dolori addominali: crampi e dolore nell'area dello stomaco;
    • Disagio causato dai gas: flatulenza o meteorismo;
    • Gonfiore addominale: sensazione di pienezza e di pesantezza che interessa lo stomaco;
    • Costipazione: incapacità di espellere le feci, movimenti intestinali dolorosi o faticosi, feci molto dure;
    • Dissenteria: feci liquide o semiliquide;
    • Muco nelle feci.[17]
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    Ottieni una diagnosi. Se ancora non ti è stata diagnosticata la SSI, dovresti rivolgerti al tuo medico curante perché alcuni sintomi sono simili a quelli causati da altri disturbi o patologie.
    • Il medico ti aiuterà a escludere altre malattie e, se non hai altri disturbi e hai sofferto di malessere addominale almeno tre giorni al mese negli scorsi tre mesi, sperimentando sollievo dopo un movimento intestinale e/o avendo manifestato un'alterazione della frequenza o della consistenza delle feci, formulerà una diagnosi di SSI.
    • Se sei colpito anche da uno o più dei seguenti sintomi, rivolgiti immediatamente al medico:
      • Sanguinamento rettale (sangue nelle feci);
      • Perdita di peso involontaria;
      • Dolori addominali che si aggravano o si manifestano di notte.[18]
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Informazioni su questo wikiHow

Medico Naturopata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Zora Degrandpre, ND. La Dottoressa Degrandpre lavora come Medico Naturopata Registrato a Washington. Ha conseguito la Laurea in Naturopatia presso il National College of Natural Medicine nel 2007.

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