Come Diagnosticare e Trattare la Scarlattina

Scritto in collaborazione con: Jonas DeMuro, MD

La scarlattina è una malattia infettiva causata dal batterio Streptococcus di gruppo A; in genere, si manifesta con mal di gola, febbre, gonfiore delle ghiandole del collo e sfoghi cutanei dal tipico colore scarlatto. Se sospetti che tu (o qualcun altro) ne siate affetti, devi rivolgerti subito al medico; una diagnosi tempestiva e una cura antibiotica sono gli aspetti chiave per prevenire possibili complicazioni nel lungo termine.

Metodo 1 di 3:
Riconoscere i Segni e i Sintomi

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    Riconosci i segni e i sintomi dell'infezione.[1] La scarlattina è causata dal batterio Streptococcus di gruppo A, lo stesso che provoca la faringite. I primi sintomi più comuni sono febbre e mal di gola, accompagnati anche da dolore e gonfiore dei linfonodi del collo; a questi è possibile a volte che se ne associno altri (ma non sempre), come dolore addominale, vomito e/o brividi.
    • In presenza di infezione da streptococco, le tonsille sono spesso ricoperte da macchie biancastre (chiamate "essudati"), che puoi vedere quando apri molto la bocca e le osservi allo specchio.
    • Il mal di gola provocato da questo batterio non scatena la tosse, differenziandosi così dalle altre infezioni.
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    Presta attenzione agli sfoghi cutanei caratteristici della scarlattina.[2] Oltre al mal di gola, il "segno distintivo" di questa malattia è rappresentato da un'infezione cutanea; gli sfoghi dermatologici sono in genere arrossati e ruvidi, simili alla carta vetrata. Questi potrebbero essere i sintomi che si manifestano per primi oppure potresti notarli fino a una settimana dopo l'insorgenza di altri disturbi.
    • Solitamente, l'esantema inizia a svilupparsi su collo, ascelle e zona inguinale.
    • Da qui inizia a diffondersi e colpire altre parti del corpo.
    • Gli sfoghi sono spesso accompagnati da lingua molto rossa (chiamata in genere "lingua a fragola"), viso arrossato e linee rosse in diverse pieghe della pelle, come quelle in corrispondenza di inguine, ascelle, ginocchia e gomiti.
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    Sappi quali sono le categorie a rischio.[3] La scarlattina colpisce più spesso i bambini e gli adolescenti dai 5 ai 15 anni; pertanto, se tuo figlio manifesta questi sintomi, devi portarlo subito dal pediatra. Tieni tuttavia presente che l'infezione può svilupparsi anche nelle persone di ogni età.
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Metodo 2 di 3:
Diagnosticare la Scarlattina

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    Vai dal medico.[4] Se hai un forte mal di gola senza tosse e con dell'essudato sulle tonsille, dovresti proprio fissare un appuntamento dal medico quanto prima possibile. Un mal di gola che presenta queste caratteristiche è probabilmente causato dal batterio streptococco di gruppo A; il dottore è in grado di eseguire degli esami diagnostici per confermare l'infezione e prescriverti i trattamenti adeguati.
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    Sottoponiti a un tampone faringeo.[5] Se il medico ritiene che il malanno sia una preoccupante infezione di questo batterio, può eseguire il test direttamente nel suo ambulatorio al momento della visita; si tratta di una procedura che non richiede più di qualche minuto. Viene prelevato un campione dalla parte posteriore della gola e inviato a un laboratorio d'analisi per verificare la presenza del batterio "incriminato". Se l'esame risulta positivo, dovrai sottoporti a una terapia antibiotica.
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    Vai subito dal medico se hai sviluppato gli sfoghi cutanei caratteristici della scarlattina. Può eseguire un esame fisico per valutare l'esantema e altri eventuali segni dell'infezione in maniera più approfondita. Se presenti una quantità sufficiente di sintomi, ti prescrive immediatamente una cura con antibiotici.
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Metodo 3 di 3:
Trattare la Scarlattina

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    Prendi degli antidolorifici da banco.[6] Per gestire la sofferenza della gola e controllare la febbre, è meglio prendere il paracetamolo (Tachipirina), disponibile in farmacia senza ricetta medica; il dosaggio giornaliero massimo è in genere di 3000 mg in 24 ore.[7] Rispetta le istruzioni del bugiardino e fai attenzione alla posologia speciale per i bambini (dosi ridotte).
    • Un altro farmaco da banco per gestire il dolore è l'ibuprofene (Brufen). Anche in questo caso, devi attenerti alle indicazioni del bugiardino, la dose tipica è di 400 mg ogni 4-6 ore in base al bisogno; se stai curando un bambino, il dosaggio deve essere modificato.
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    Succhia delle caramelle balsamiche.[8] Sono un rimedio alternativo per ridurre il mal di gola e puoi trovarle in vendita sia in farmacia sia al supermercato. Molte caramelle balsamiche hanno proprietà antimicrobiche (che combattono l'infezione) e anestetiche (che diminuiscono il dolore); non superare il dosaggio giornaliero consigliato sulla confezione.
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    Bevi molto.[9] Ogni volta che l'organismo deve combattere un'infezione diventa più suscettibile alla disidratazione; per questa ragione, devi bere almeno 8-10 bicchieri da 250 ml di acqua al giorno, ma se ti senti assetato, aumentane l'apporto. Anche la febbre contribuisce alla perdita di fluidi, devi quindi fare uno sforzo per reintegrarli adeguatamente.
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    Chiedi che ti venga prescritta la penicillina.[10] Si tratta dell'antibiotico di prima scelta contro le infezioni da streptococco (l'agente patogeno responsabile della scarlattina). Se il tampone faringeo è risultato positivo per questo batterio di gruppo A o manifesti l'eruzione cutanea tipica della malattia, devi assolutamente seguire l'intero ciclo di terapia antibiotica per più validi motivi, tra cui:
    • Gli antibiotici eliminano i sintomi più rapidamente e aiutano il sistema immunitario a debellare l'infezione;[11]
    • La terapia farmacologica riduce il rischio di contagio;
    • Aspetto fondamentale: portando a termine tutto il ciclo di cura, anche quando ti senti meglio, eviti che si sviluppino ceppi batterici resistenti al medicinale;
    • Il rischio maggiore della scarlattina non è l'infezione in sé, bensì le complicazioni nel lungo periodo.
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    Comprendi il rischio di sviluppare le complicanze di questa malattia.[12] Il motivo più importante per cui devi sottoporti alla terapia antibiotica non è la cura dell'infezione iniziale, quanto la prevenzione di altre gravi patologie che possono derivarne. Tra queste si ricordano:
    • Malattie renali;
    • Gravi infezioni dermatologiche;
    • Polmonite;
    • Febbre reumatica (una malattia infiammatoria che causa danno alle valvole del cuore e insufficienza cardiaca);[13]
    • Otite;
    • Artrite;
    • Ascesso in gola (una grave infezione molto difficile da curare).
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Informazioni su questo wikiHow

Specialista in Chirurgia delle Emergenze e dell'Area Critica
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Jonas DeMuro, MD. Il Dottor DeMuro lavora come Chirurgo Specializzato in Chirurgia delle Emergenze e dell’Area Critica Iscritto all’Albo degli Specialisti a New York. Si è laureato in Medicina presso la Stony Brook University School of Medicine nel 1996.

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