Come Far Addormentare un Bambino con il Metodo di Tracy Hogg

Scritto in collaborazione con: Lo Staff di wikiHow

Far dormire un neonato è da sempre uno dei maggiori problemi per i neo-genitori. Tracy Hogg, autrice del libro Il linguaggio segreto dei neonati, si è affidata alle migliori teorie elaborate da diverse scuole di pensiero sull'educazione infantile per sviluppare un metodo che incoraggi ad ascoltare, avere pazienza e stabilire una routine in modo da aiutare il neonato a prendere sonno e dormire tutta la notte. L'età di tuo figlio stabilirà come applicare il metodo della "Donna che sussurra ai bambini".

Parte 1 di 4:
Apprendere il Metodo

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    Comprendi il problema. I bambini appena nati hanno difficoltà a regolare il proprio ciclo di sonno e spesso i neogenitori non sanno educare i loro figli a dormire tutta la notte.
    • Alcuni specialisti, come ad esempio Richard Ferber (autore del "metodo Ferber”), propongono di lasciar piangere i neonati a intervalli crescenti affinché imparino a tranquillizzarsi da soli. Tuttavia, questo metodo è molto controverso e, portato agli estremi (ovvero, lasciando piangere i bambini per lunghi periodi di tempo), può causare nei figli piccoli stress psicologico e problemi di salute.
    • Altri esperti sostengono metodi che incoraggiano l'attaccamento ai genitori, come dormire insieme, allattare al seno durante la notte e cullare il bambino per farlo addormentare, ma che talvolta impediscono alla madre di riposare adeguatamente.
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    Impara la filosofia. Tracy Hogg, autrice de Il linguaggio segreto dei bambini, ritiene che lasciar piangere i bambini finché non prendono sonno ed essere troppo premurosi quando bisogna farli addormentare costituiscano due estremi che andrebbero evitati. Il suo criterio si pone come una via di mezzo tra i metodi più drastici che assecondano il pianto e quelli più moderati che incentivano l'attaccamento ai genitori.[1]
    • Il metodo della "Donna che sussurra ai bambini" comporta per il bambino una rigida routine diurna e notturna in modo che il suo corpi si abitui naturalmente ad addormentarsi al momento opportuno. Implica anche riconoscere i segnali trasmessi dal neonato e comunicare con lui in modo da sapere quando è stanco.
    • È necessario adattare questo metodo in base all'età del bambino. Infatti, nessun sistema che lo invogli ad addormentarsi va applicato nei primi 3 mesi di vita, quando innegabilmente dorme di continuo e non mostra molta partecipazione al gioco o a interagire con le persone.
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    Informati sul metodo denominato "E.A.S.Y." (acronimo inglese che racchiude anche la parola "facile"). L'acronimo racchiude le fasi di un procedimento rigorosamente strutturato, che sta alla base del metodo di Tracy Hogg.
    • E sta per "Eat" (mangiare). Quando il bambino si sveglia durante una pennichella o mentre dorme profondamente, la prima cosa da fare è dargli da mangiare. Che si tratti di uno spuntino o un pasto completo (latte o cibi solidi, a seconda dell'età), è importante seguire questo primo passaggio.[2]
    • A sta per "Activities" (attività). Dopo aver mangiato, per lui è il momento di giocare, impegnarsi in qualche attività o fare qualsiasi altra cosa che non sia mangiare o dormire. La quantità di tempo che deve dedicare all'attività varia a seconda dell'età del bambino: mentre quelli molto piccoli non riescono a giocare a lungo senza stancarsi, quelli più grandi spesso possono proseguire per diverse ore.
    • S sta per "Sleep" (dormire). È importante che a un'attività segua il sonno: dal momento che avrà giocato fino a manifestare i segnali tipici della stanchezza, dovrà andare a dormire direttamente, senza essere allattato al seno o artificialmente. Secondo Hogg, il seno e il biberon prima del sonno sono "strumenti" ai quali il neonato si affida per addormentarsi, che gli impediscono di imparare a tranquillizzarsi da solo.[3]
    • Y sta per "You Time" (tempo per te stessa), ed equivale ai momenti che ti restano quando segui la routine.
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    Impara il "pick up/pull down" o "pu/pd”" (prendere in braccio e mettere giù). Le abitudini delineate nel principio E.A.S.Y. ti forniscono un quadro strutturale su cui si fonda il metodo di Tracy Hogg, ma forse il cuore di tale metodo è la filosofia che sta dietro il "pu/pd".
    • Quando il bambino viene messo nel suo lettino per un riposino o una bella dormita, può tranquillamente "parlare" da solo, addormentarsi o piangere. Se piange, chi si occupa di lui deve prenderlo e mettere in pratica una serie di tecniche destinate a calmarlo, definite "Four S" (quattro S). Includono:
      • "Set the stage" (preparare il terreno): si tratta di stabilire il rituale che precede il momento di andare a letto e che dovrebbe essere uguale ogni volta, ma non durare più di 5 minuti in totale. In pratica, è una fase di rilassamento graduale che indica al neonato che è arrivato il momento di dormire. Ad esempio, puoi cambiargli il pannolino, chiudere le tende, spegnere la luce, cantare una certa canzone e dire una determinata frase che lo aiuti a rilassarsi (ad esempio "È il momento di fare la nanna").[4]
      • "Swaddling" (fasciare): non tutti i bambini amano essere fasciati, ma se il tuo lo gradisce, è una tecnica che può aiutarlo a tranquillizzarsi e prendere sonno.
      • "Sitting" (sedersi): sedersi in silenzio con il bebè.
      • "Shush-pat" (dare qualche pacca per calmarlo): questo metodo funziona meglio con i bambini più piccoli. Bisogna dare dei colpetti fermi al centro della schiena, imitando il battito cardiaco (pat-pat, pat-pat), e sussurrare contemporaneamente "shhhh" con un tono di voce abbastanza forte da distogliere il neonato dal pianto.[5]
    • Una volta che il bambino si sarà calmato (anche se probabilmente sarà ancora sveglio), chi si occupa di lui deve metterlo nella culla e uscire dalla camera. Queste operazioni (prendere in braccio, tranquillizzare e mettere giù) vanno eseguite ogni volta che si pone la necessità di stimolare delicatamente il sonno.[6]
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Parte 2 di 4:
Usare il Metodo con Bambini di 3-6 Mesi

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    Stabilisci una routine. Non esistono deroghe sugli elementi che compongono la routine: mangiare, giocare e dormire, in questo preciso ordine. Tuttavia, la durata di ognuno varia a seconda delle esigenze del bambino.
    • Rispetta l'orario in cui di solito si sveglia naturalmente al mattino. Sarà il punto di partenza della tua routine quotidiana.
    • Ricorda che Hogg non sceglie a caso il termine "routine", che non significa "programma scadenzato". Un programma con scadenze implica fare le cose alla stessa ora ogni giorno. Una routine, invece, comporta un ordine e una struttura invariati degli elementi che la compongono, ma non necessariamente agli stessi orari o nella medesima durata di tempo. All'interno di una routine puoi adottare una certa flessibilità, allungando o riducendo il tempo da dedicare ad alcune cose da fare nell'arco della giornata, ma devi rispettare costantemente il loro ordine giorno dopo giorno.
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    Dai da mangiare al bambino. Questo è il primo compito che ti spetta non appena si sveglia al mattino (tuttavia, potrebbe essere necessario cambiargli prima il pannolino). È un'operazione logica, dal momento che un neonato che si sveglia dopo una lunga dormita ha bisogno immediatamente di nutrirsi.
    • A questa età il bambino va nutrito solo con il latte materno o quello artificiale. La maggior parte dei neonati di 3-6 mesi deve assumere da 90 a 240 ml di latte artificiale a ogni poppata.[7] Se allatti tuo figlio al seno non puoi sapere quanto latte ingerisce, ma nutrilo finché non è più interessato a succhiare dalla mammella. Finché bagna e sporca regolarmente il pannolino e guadagna peso in modo appropriato, hai la certezza che sta assumendo la giusta quantità di latte.
    • In genere, a questa età una poppata al seno dovrebbe durare circa 30 minuti.
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    Gioca. Una volta che ha terminato di mangiare, deve dedicarsi a qualche attività in modo che venga sufficientemente stimolato prima di addormentarsi di nuovo. Riposato, sazio e con un pannolino asciutto, potrà concentrarsi sulle attività più importanti che lo aiutano a sviluppare le sue abilità motorie, cognitive e sociali.
    • Le sue attività dovrebbero essere varie: può giocare a pancia in giù (tummy time), guardare libri illustrati, fare una passeggiata e altre cose adatte alla sua età e capaci di stimolarlo. La durata del gioco varia a seconda dell'attenzione che riesce a dedicare (che si allunga con l'età) e dal livello di stanchezza. Molto probabilmente alla fine dovrai cambiargli il pannolino.
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    Stendi il bambino in modo che schiacci un pisolino. Con lo stomaco pieno e un pannolino asciutto, dovrebbe essere pronto per una pennichella. A 3 mesi, avrà bisogno di dormire 5 ore durante il giorno e 10 durante la notte.
    • Mettilo a dormire nella culla, quando mostra segni di stanchezza. Segui la routine preparatoria che precede il momento di andare a dormire, indipendentemente dall'ora, muovendoti con calma e cercando di rendere tranquillo l'ambiente circostante
    • Non stravolgere il rituale che precede il sonno. Lo schema in base al quale applichi il metodo di Tracy Hogg deve restare invariato tanto per un sonnellino quanto per il riposo notturno.
    • Se tuo figlio piange, consolalo. Inizia sussurrandogli "shhh". Se continua, dagli qualche colpetto sulla schiena per calmare il pianto. Se non è sufficiente, prendilo, ma non tenerlo in braccio per più di 2-3 minuti alla volta. Rimettilo nella culla e lascialo per la stessa quantità di tempo, poi ripeti l'operazione finché non si sarà calmato.
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    Ascolta tuo figlio. Mentre seguirai la routine, il bambino piangerà, si muoverà, emetterà suoni, grida o altre vocalizzazioni: è il suo modo di comunicare con te, dal momento che non sa ancora parlare. Con il tempo e la pratica, imparerai a decifrare vari comportamenti e modi di piangere, fondamentali per riconoscere quando vuole mangiare, giocare e dormire. Utilizzando queste informazioni, dovresti capire quanto tempo destinare a ciascuna fase della routine (mangiare, giocare e dormire).
    • Se il pianto è continuo e ritmico, vuol dire che ha fame. Se senti tuo figlio piangere in questo modo mentre dorme, significa che è arrivato il momento di allattarlo. In genere, i bambini di questa età non dormono di filato per tutta la notte senza mangiare.
    • Se il pianto è acuto e improvviso, accompagnato da movimenti a scatti, potrebbe indicare dolore o fastidio. Invece di consolarlo, dovresti controllarlo per escludere eventuali ferite o sintomi fisici.
    • Quando sono stanchi, i bambini possono strofinarsi gli occhi, sbadigliare o socchiudere le palpebre. Quando inizi a vedere questi segnali mentre è intento in qualche attività, vuol dire che è il momento di portarlo a letto. Può capitare che un'attività duri meno rispetto ad altre volte, a seconda di quanta stanchezza ha accumulato e dagli stimoli a cui è stato sottoposto.[8]
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    Ripeti la routine durante il giorno. Dovrai regolare i tempi: alcuni bambini si appisolano un po' la mattina e fanno due riposini pomeridiani più lunghi, mentre altri preferiscono fare sonnellini della stessa durata, perfettamente distribuiti nel corso della giornata.
    • La maggior parte dei bambini di questa età sonnecchiano tre volte per un totale di circa 5 ore durante il giorno e dormono per un totale di circa 10 ore durante la notte.[9]
    • Probabilmente dovrai applicare il metodo E.A.S.Y. e il metodo pu/pd per diversi giorni, o persino per varie settimane, prima che tuo figlio si regoli e accetti la routine. Secondo l'autrice, è vitale continuare a seguirlo (e non abbandonarlo) se oppone resistenza.[10] Tuttavia, dovresti sempre consultare il pediatra per qualsiasi disturbo nel sonno o nel comportamento per scongiurare problemi di salute, come il reflusso gastrico o le coliche.
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Parte 3 di 4:
Utilizzare il Metodo con Bambini di 6-8 Mesi

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    Regola la routine man mano che il bambino cresce. Anche se gli elementi che la compongono restano uguali (mangiare, giocare e dormire, in questo preciso ordine), la loro durata e le strategie che potresti sfruttare variano in base a quanta consapevolezza, interazione e attenzione mostra tuo figlio nelle attività quotidiane e a quanta cognizione ha della tua assenza durante la notte.[11]
    • A 6 mesi, la maggior parte dei bambini non dovrebbe svegliarsi per mangiare durante la notte, soprattutto se sono passati a un'alimentazione solida.[12]
    • Quando il bambino comincia a dormire tutta la notte, puoi allungare le sue attività quotidiane, facendolo giocare per 2 ore o poco più tra un sonnellino e l'altro. Ci saranno anche momenti in cui forse dovrai essere flessibile con gli orari, magari durante le vacanze o quando devi fare qualche commissione che ti tiene occupata per più di 2 ore.
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    Stai attento ai segnali che tuo figlio ti comunica prima di prenderlo in braccio. Quando riposano o dormono, i bambini di questa età spesso "parlano" da soli, balbettano o piangono perché sono troppo stanchi e in questo modo si addormentano. È importante non precipitarsi se non hanno ancora avuto la possibilità di stendersi per prendere sonno. Ascolta in che modo piange tuo figlio.
    • Il segnale più comune che comunica il desiderio di essere consolato arriva quando il bambino tende le mani verso il genitore. Quando lo prendi in braccio, tienilo in posizione orizzontale e digli qualche parola di conforto, prima di rimetterlo nella culla.
    • Se si agita di più, allontanati dalla culla ed evita di guardarlo negli occhi. In questo modo potrebbe distrarsi.
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    Introduci un elemento di passaggio. A questa età, il bambino è più consapevole dell'assenza del genitore, pertanto può giovare la presenza di un oggetto che lo aiuti a consolarsi e a tranquillizzarsi prima di chiudere gli occhi, come una coperta morbida o un giocattolo che non comporti pericoli.
    • Se puoi, prova a utilizzare lo stesso oggetto ogni volta che si appisola e prima che si corichi la notte, limitandone l'uso solo quando sta nel lettino. In questo modo, il bambino imparerà ad associarlo al sonno e non a un momento di ricreazione, e molto probabilmente lo userà per tranquillizzarsi e non per giocare.
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Parte 4 di 4:
Usare il Metodo con Bambini sopra gli 8 Mesi

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    Continua ad aggiornare la routine a seconda delle necessità. Ciò vuol dire che dovrai continuare ad aumentare i momenti di gioco e attività, diminuendo i sonnellini quotidiani. Presta sempre attenzione ai segnali che ti manda, in modo tale da capire meglio le sue necessità.
    • Da circa 8 mesi a 1 anno, il bambino dovrebbe arrivare ad appisolarsi 2 volte al giorno. Dopo un anno, la maggior parte dei bambini ha bisogno di un solo riposino, ma dovresti capire dalla stanchezza di tuo figlio e dalla sua attenzione mentre gioca se è pronto a fare una sola pennichella al giorno.
    • I sonnellini possono variare da 20 minuti a diverse ore, a seconda del bambino. Continua a osservare i segnali che ti manda.
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    Lascia che il bambino si calmi da solo. Mettilo nel lettino e allontanati. Non prenderlo in braccio a meno che non sia veramente agitato.
    • Un baby monitor può essere utile soprattutto in questa fase. Se vedi che tuo figlio è così agitato da sedersi e alzarsi, vai nella sua camera, sollevalo e mettilo a pancia in giù.
    • Se non si calma da solo, lascialo nel lettino (invece di prenderlo in braccio) e digli qualcosa che lo tranquillizzi. I bambini di questa età riescono a capire parecchie parole, per cui potresti usare una frase rassicurante come "Mamma è qui. È ora di fare la nanna". Prova a ripeterla ogni volta che deve dormire per aiutarlo a prendere sonno. Puoi mettere una mano sulla sua schiena per qualche minuto.
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    Aspetta quando piange di notte prima di correre subito da lui. Potrebbe essere in grado di calmarsi da solo.
    • È normale che un bambino pianga o chiami di notte, così come per gli adulti è normale parlare mentre dormono. Dal momento che non sa parlare, spesso borbotta, geme, urla o piange durante il sonno. Se ti precipiti da lui a consolarlo, rischi di svegliarlo e interrompere il ciclo del sonno.[13]
    • Se il pianto aumenta o sembra inconsueto, vai da lui e consolalo.
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Consigli

  • Leggi il libro di Tracy Hogg Il linguaggio segreto dei neonati, che spiega su quale filosofia si basa questo approccio, offrendo consigli da applicare in casi particolari.
  • Assicurati che il tuo partner capisca questo metodo in modo che possa collaborare, soprattutto durante le prime notti, quando cerchi di stabilire un certo ritmo alle dormite. Può essere faticoso per un genitore far abituare il bambino al metodo pd/pu (l'autrice del libro segnala che probabilmente sarà necessario prenderlo in braccio e rimetterlo nel lettino centinaia di volte, all'inizio!).[14]
  • Cerca di avere un approccio positivo verso questo metodo. Procedi con pazienza e dolcemente. Non è facile da applicare, ma così facendo contribuirai a far nascere nel tuo bambino un senso di indipendenza che durerà per tutta la vita.[15]
  • Limita l'uso quotidiano della televisione, soprattutto se tuo figlio tende a fare brutti sogni. Anche se pensi che non la stia guardando, la televisione costituisce un fattore ambientale che può favorire un'attività onirica piuttosto agitata.[16]
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Avvertenze

  • Non adottare questo metodo finché tuo figlio non ha almeno 3 mesi di età.
  • Qualsiasi metodo che regoli i tempi di veglia e sonno o che insegni un comportamento a un bambino in fasce può essere portato agli estremi fino al punto da nuocere a genitori e figli. Parlane col pediatra, cercando di capire se è una buona scelta per la tua famiglia.
  • Se non riesci a interpretare i segnali di stanchezza che ti manda tuo figlio, rischi di farlo stancare ancora di più tanto da rendere molto difficoltose le operazioni per farlo addormentare.
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Informazioni su questo wikiHow

Scritto in collaborazione con:
Redazione di wikiHow
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro team di editor e ricercatori esperti che ne hanno approvato accuratezza ed esaustività.

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