Come Gestire un Familiare che Soffre di Dipendenza Affettiva Patologica

Essere patologicamente dipendenti dal punto di vista affettivo sembra essere il punto debole della nuova generazione, anche se molte persone non riescono ancora a capire bene il fenomeno. Per molto tempo la dipendenza affettiva patologica, come dimostra il nome, era fenomeno circoscritto alla sfera della psichiatria, ma oggi è talmente prominente che si potrebbe considerare al pari di un'epidemia. Anche se le definizioni sono molte, la dipendenza affettiva può essere considerata "un modo immaturo di interagire con gli altri", spesso una malattia che è tramandata di generazione in generazione all'interno di una famiglia.

Nonostante la nostra natura di individui formanti parte di una società implica che, in qualche modo, dipendiamo tutti l'uno dall'altro, molti di noi – o forse tutti – possiamo diventare patologicamente dipendenti a causa di abitudini sbagliate o del desiderio di adeguarci alle circostanze. Purtroppo, questa propensione può portare a maltrattamenti o a un comportamento manipolativo e perfino distruttivo. Avendo personalmente identificato e sconfitto la propria dipendenza affettiva patologica, come devi comportarti con i membri della tua famiglia che ne sono ancora schiavi?

Passaggi

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    Cerca di capire i motivi per cui non puoi "curare" i membri della tua famiglia che sono patologicamente dipendenti. Ci sono molti fattori che dipendono dalla personalità unica dell'individuo. Potresti aver tirato in ballo la questione con uno o più dei tuoi familiari che dipendono patologicamente l'uno dall'altro e forse sei rimasto sorpreso nel vedere che non sembravano entusiasti – o addirittura ben disposti – all'idea di una possibile cura per la condizione di cui soffrono. La spiegazione per questo comportamento sta, in parte, nella psiche dell'individuo e nel modo in cui si autogestisce. Anche se tu hai deciso di smettere di servirti di questo modo poco appagante e produttivo per gestire i tuoi rapporti con gli altri, i tuoi familiari la vedono in modo diverso. È probabile che loro credano di cavarsela egregiamente nella vita, sia con te sia con chiunque altro.
    • Anche il tuo sarebbe un comportamento patologico, se cercassi di forzarli a vedere le cose allo stesso tuo modo. Infatti, la cosa migliore sarebbe evitare di citare del tutto il termine “dipendenza affettiva patologica”. Cercare di costringere un familiare ad accettare che il suo comportamento sia da considerarsi patologico potrebbe peggiorare le cose.
    • È improbabile che il tuo familiare cerchi di curarsi, finché non riuscirà a capire da solo che è l'unica soluzione possibile. Ricorda che la dipendenza patologica dagli altri è il modo in cui ha scelto di vivere la sua vita e di gestire i problemi. Per come la vede lui, la cosa funziona benissimo: lui ti manipola e tu reagisci. Non basterà una chiacchierata per fargli cambiare idea.
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    Ricorda che essere inamovibile, incrollabile e non lasciarti manipolare avrà un impatto sulla tua famiglia. Anche se non sarai mai in grado di costringere i tuoi familiari a fare a meno della loro dipendenza affettiva patologica, l'accettare questo fatto avrà delle ripercussioni enormi. Discutere di questa malattia o lasciare in giro libri e riviste che trattino l'argomento non ti sarà di alcun aiuto, probabilmente. Stiamo parlando della natura umana in questo caso, e i tuoi tentativi, per quanto motivati da buone intenzioni, non sono altro che un'ulteriore manifestazione della tua dipendenza patologica dalla tua famiglia. È solo quando smetti di cercare di cambiare qualcuno che dai a questa persona una possibilità concreta per cambiare veramente.
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    Impara a dire di no senza dar troppo sfogo alle tue emozioni. La dipendenza affettiva patologica tra due o più persone si instaura maggiormente quando c'è familiarità tra loro e sanno quali tasti premere. Liberarti da questo modo di interagire con gli altri significa stabilire dei limiti dove prima non ce n'erano; ti sarebbe d'aiuto prendere le distanze dal membro della tua famiglia con il quale hai stabilito una maggiore dipendenza patologica (di solito ce n'è uno) o da tutti i tuoi familiari, a seconda del rapporto che hai con loro. Dopodiché, prova a stabilire un nuovo contatto secondo le tue regole. E cerca di capire che questo gioco del prendere le distanze per poi riavvicinarti può avvenire svariate volte in un giorno, o anche in un'ora.
    • Anche se le prime volte il tuo rifiuto a sottostare al comportamento manipolativo e patologico che il tuo familiare ha nei tuoi confronti sarà accompagnato da una buona dose di emotività, cerca di capire che il tuo scopo dovrebbe essere quello di avere una reazione accettabile ed equilibrata (da parte tua: lui potrà comportarsi come meglio preferisce). Fatto ciò, da un punto di vista emotivo sarai in netto vantaggio, ma come avrai già capito, vantarti della tua superiorità non è il miglior modo di agire.
    • Prendiamo ad esempio una risposta del tipo: "Dal momento che la metti in questo modo, ti rispondo di no". Anche se molto scarsa, in un primo momento potrebbe rivelarsi efficace, ma, in ultima analisi, è solo controproducente perché rallenterà il processo di guarigione del tuo familiare dalla dipendenza patologica.
    • Le risposte più efficaci sono quelle prive di carica emotiva, esposte in modo calmo e sereno: "Mi dispiace, non mi sentirei a mio agio a farlo", oppure: "D'accordo, è ovvio che la pensiamo in modo diverso; non stiamo comunicando". Questo può essere abbastanza difficile per una persona che era abituata ad avere una dipendenza patologica dal suo interlocutore, ma ricordati che, essendo un adulto, non devi spiegazioni a nessuno.
      • "No" non è una parolaccia. Ha solo una connotazione negativa, soprattutto per i bambini. Per quanto riguarda gli adulti, se è la risposta appropriata, è anche quella migliore da dare.
      • Cerca di capire che essere libero dalla dipendenza patologica ti permetterà di dare risposte oneste. D'altro canto, una persona che ne è affetta segue uno schema preciso nel comunicare con gli altri (si può scrivere un copione preciso, prima ancora che la conversazione sia iniziata). Alcune risposte che solitamente sarebbe meglio evitare (come "Dato che la metti in questo modo, ti rispondo di no", che abbiamo citato prima), potrebbero essere perfettamente accettabili in alcune circostanze.
    • Devi capire che se sei nato in una famiglia dove la dipendenza affettiva patologica è la norma, hai usato metodi di comunicazione che possono definirsi "violenti" per tutta la vita. Fai una ricerca per "comunicazione non violenta" e prova a mettere in pratica i consigli che ti saranno dati. Quello è il modo e lo spirito nel quale gli adulti comunicano tra loro.
    • Se sei minorenne, la strada migliore da seguire potrebbe essere quella di esprimere il tuo dissenso in modo rispettoso senza rancore e senza causare problemi in famiglia. In alcune situazioni ciò potrebbe non essere sufficiente e potresti cercare una soluzione più drastica, come andare a vivere con un altro familiare o chiedere di essere dato in affidamento. Queste "cure", però, possono fare più male che bene. La cosa migliore per te, probabilmente, è quella di far buon viso a cattivo gioco piuttosto che scappare da quella che è anche casa tua. Comportandoti in questo modo, trarrai grandi benefici dal punto di vista del tuo sviluppo personale.
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    Aspettati cambiamenti lenti. Rinunciare a una dipendenza patologica richiede tempo, ma abbi fede nel tuo atteggiamento positivo e noterai un cambiamento profondo. Fai attenzione, però: a volte accade che reagendo in modo diverso al comportamento dettato dalla dipendenza affettiva patologica di un familiare, questi si arrabbi e adotti un comportamento verbalmente o fisicamente aggressivo nei tuoi confronti. La paura è un fattore importante in tutte le relazioni che si basano sulla dipendenza patologica.
    • Il tuo familiare noterà che eri già preparato alle sue reazioni infantili e pronto a sostenere un attacco verbale senza scomporti (ora non ti senti più "in balia dei venti" psicologicamente). Questo avrà il suo effetto su di lui. La maggior parte delle persone ricorre a reazioni violente quando sono loro stessi ad avere paura, e il fatto che tu sembri non aver più paura di loro è una cosa da ritenersi spaventosa per quanto li riguarda.
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    Renditi conto che il modo migliore per gestire la dipendenza affettiva patologica di un familiare è di prendere le distanze; basta considerarla come un capriccio. Anche se il tuo familiare potrebbe vederla in modo diverso da un punto di vista emotivo, è solo perché è abituato a comportarsi così da anni. Potrebbe cambiare atteggiamento di fronte alla tua risolutezza, ma comunque vada ricordati che, più o meno, hai a che fare con una persona che ha la mentalità di un adolescente o di un bambino – non importa che età abbia realmente.
    • Sii l'adulto della situazione. Questo vuol dire non avere un atteggiamento di superiorità, che sarebbe un comportamento molto infantile. È il modo migliore per gestire un familiare che abbia una dipendenza affettiva patologica dagli altri membri della famiglia.
    • Ricorda che ora sei una persona diversa. Non temere di rifiutare inviti che prima sentivi l'obbligo di accettare per via della tua dipendenza patologica (e viceversa). Prepara una risposta rispettosa per quando respingerai l'invito.
    • Hai ottenuto una perla di saggezza ed è stata la tua dipendenza affettiva a pagarne il prezzo. I tuoi familiari che ne sono afflitti non gradiranno molto la cosa. Il miglior modo per renderli partecipi è di non parlarne con loro, anche quando ti fanno domande circa il tuo cambiamento, per quanto strano possa sembrare questo consiglio. Essere onesto non ha funzionato, ma facendo sembrare il tuo cambiamento qualcosa di "misterioso" o una cosa alla quale pensi non sarebbero interessati (ancora una volta, senza avere un atteggiamento di superiorità), sembra essere un buon metodo per ottenere risultati con i propri familiari. Questa è anche la scelta più naturale per qualcuno che desideri comportarsi in modo emotivamente maturo: rispettare i confini e le scelte altrui.
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    Tratta gli altri membri della famiglia come se fossero emotivamente maturi. Non dimenticare che anche tu hai passato gran parte della tua vita a essere patologicamente dipendente da loro, manipolandoli e così via. Far pratica a comportarti in modo emotivamente maturo con i membri della tua famiglia è la cosa migliore che tu possa fare, sia per te che per loro. Puoi comunque esserci quando avranno bisogno di te, ma in modo maturo, affinché tutti possiate trarre giovamento dal vostro nuovo rapporto.
    • Questo vuol dire che quando vuoi qualcosa, devi limitarti a chiederla. Prima, forse, sentivi il bisogno di manipolarli o di offrire loro qualcosa in cambio. Ora devi combattere la loro e la tua dipendenza affettiva patologica, sostituendo questi comportamenti con altri più maturi. Anche se questo potrebbe risultarti difficile, le prime volte, i risultati saranno talmente sorprendenti che diventerà più facile molto in fretta: una nuova abitudine.
    • Stai attento, perché sarai tentato di porti nei loro confronti come "quello maturo", le prime volte; la voglia sarà tanta è difficilmente riuscirai a resistere, ma cerca di fare attenzione al modo in cui ti comporti e di astenerti (per quanto possibile) dall'avere atteggiamenti di superiorità. Questo è il modo migliore per procedere.
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    La dipendenza patologica può essere un problema serio se sei tu a essere "il bambino" e i tuoi genitori (spesso genitori che pensano che tutto sia loro dovuto) sono quelli a essere immaturi e ad avere una dipendenza affettiva patologica da te. Devi capire che loro, proprio come te, sono prodotti della loro generazione e stanno solo seguendo gli ordini con i quali sono stati programmati.I tuoi genitori hanno imparato a comportarsi così dai tuoi nonni; i tuoi nonni l'hanno imparato dai bisnonni e via dicendo. Tu sei fortunato perché hai la possibilità di porre rimedio alla situazione. Anche se ti senti frustrato, cerca di capire che i tuoi non hanno fatto niente di "male", e che dando loro il tuo amore, senza essere patologicamente dipendente da loro, li aiuterai gradualmente a migliorare se stessi.
    • Cerca di capire che, essendo più giovane di loro, la tua mente è più flessibile rispetto a quella dei tuoi; hai imparato a fare a meno della dipendenza affettiva patologica, ma loro non conoscono altro modo di interagire con le persone. I "bambini" spesso non vogliono imparare le lezioni delle quali hanno più bisogno. Cerca di essere compassionevole, ma stai attento perché la compassione, alcune volte, può essere scambiata per pietà e le persone che sono patologicamente dipendenti tra loro sono molto sensibili all'argomento. In definitiva, dovresti cercare di stabilire un rapporto maturo basato sull'amore.
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Categorie: Famiglia

Riferimenti

  1. Basato in parte sul libro Codependent No More: How to Stop Controlling Others and Start Caring for Yourself di Melody Beattie, (editore: Hazelden, 1986) ISBN 978-0894864025
  2. http://en.wikipedia.org/wiki/Stan_Katz è un link a Stan Katz, che ha scritto " Codependency Conspiracy " con Aimee Liu; un libro scritto per aiutare gli alcolisti cronici che riesce ad aiutare chi soffre di una dipendenza patologica senza considerarla una vera e propria malattia (e questo è proprio il punto del libro).

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