Come Gestire un Parente Affetto da Disturbo Bipolare

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC, MS

La convivenza con un familiare affetto da disturbo bipolare non è semplice e richiede molta pazienza e comprensione. Per stare fattivamente vicina a un soggetto bipolare è fondamentale che tu gli offra il tuo sostegno morale, che ti prenda cura di te stessa e infine che approfondisca le tue conoscenze in merito a questa patologia.

Parte 1 di 3:
Sostenere il proprio Familiare

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    Cerca di comprendere che alcuni dei comportamenti del tuo familiare sono caratteristici del disturbo bipolare. Per esempio, una persona che non fa altro che vantarsi o che si comporta egoisticamente, normalmente viene considerata arrogante o egocentrica. Gli stessi atteggiamenti in una persona con disturbo bipolare sono sintomi di mania, al pari di altri modi di agire socialmente inaccettabili. Riconoscerli come sintomi del disturbo, anziché come reazioni volontarie da parte del tuo congiunto, è utile per accettare la sua condizione. Tuttavia stai attenta a non associare ciascun cambiamento d'umore al suo disturbo, poiché rischieresti di invalidare i suoi "veri" sentimenti.
    • La chiave per comprendere più a fondo il disturbo del tuo familiare è la comunicazione. Dovresti chiedergli di parlarti apertamente della sua esperienza, cercando di essere discreta e assicurandoti che non si senta a disagio, ancor prima di tentare qualsiasi approccio. Se ti sembra troppo azzardato, potresti semplicemente chiedergli come si sente e ottenere maggiori informazioni sull'esperienza vissuta in quel momento.
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    Sostieni il tuo familiare nel suo percorso di psicoterapia. Siccome la psicoterapia, associata alla terapia farmacologica, gioca un ruolo fondamentale nella cura del disturbo bipolare, è importante che lo aiuti a essere costante. Un ottimo sistema per essergli di supporto è partecipare alle sedute di psicoterapia. La terapia di impostazione familiare potrebbe rappresentare un'utile risorsa per sostenere un soggetto con disturbo bipolare.
    • Cerca di cooperare con il terapeuta del tuo familiare. Se quest'ultimo ti ha concesso l'autorizzazione di conferire liberamente con il suo psicoterapeuta o dottore, puoi comunicargli i problemi e le preoccupazioni man mano che sorgono. Potresti anche chiedergli ulteriori suggerimenti per assistere adeguatamente il tuo familiare.
    • Se non è in cura presso uno psicoterapeuta, puoi incoraggiarlo o aiutarlo a cercarne uno. In rete puoi trovare molte risorse utili e cercare gli psicologi e gli psichiatri specializzati nel trattamento del disturbo bipolare che operano sul territorio. Tuttavia, non costringere il tuo familiare a intraprendere un percorso di psicoterapia se si mostra riluttante (a meno che non sia potenzialmente pericoloso per se stesso e per gli altri), perché potresti spaventarlo e incrinare il vostro rapporto.
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    Fai in modo che assuma la terapia farmacologica in maniera costante. È comune tra i soggetti affetti da disturbo bipolare la tendenza a evitare di assumere i farmaci, soprattutto durante la fase maniacale o ipomaniacale. Se noti che ha smesso di prendere le sue medicine, dovresti comunicarlo tempestivamente al medico. Nella maggior parte dei casi il medico parlerà con il paziente e ti suggerirà come procedere. Se non riesci a contattare il medico, puoi incoraggiare il tuo familiare ad assumere i farmaci oppure proporgli degli incentivi (promettendogli dei regali oppure di fare qualcosa che gli piace particolarmente) se accetta di essere più remissivo.
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    Segui scrupolosamente il regime farmacologico. Tieni a mente che seguire la terapia farmacologia non è necessariamente legato a decidere se prendere una pillola o meno. I farmaci impiegati comunemente per trattare questo tipo di disturbo hanno spesso degli effetti collaterali significativi; possono causare sintomi come smemoratezza, sonnolenza, disturbi gastrointestinali, sudorazione eccessiva, sostanziale aumento di peso, perdita dei capelli, eruzioni cutanee, problemi sessuali e altri problemi spiacevoli.
    • Se una persona a te cara ha smesso di prendere i farmaci o ha intenzione di interrompere la terapia, potrebbe essere utile chiedergli quali siano le sue ragioni. Potrebbero avere delle motivazioni abbastanza convincenti che vanno ben oltre il semplice "Sto meglio e non ne ho più bisogno". Altri potrebbero affermare che apprezzano particolarmente lo stato mentale dell'ipomania e non vogliono prendere alcun farmaco che va a interrompere tale senso di euforia.[1]
    • Gli effetti collaterali vengono spesso avvertiti quando si comincia ad assumere un nuovo farmaco o quando se ne incrementa la dose; in ogni caso, i sintomi possono manifestarsi in qualsiasi momento della terapia e possono essere causa di fastidio o sostanziale sofferenza per il paziente. Se la persona a te cara non sta seguendo la terapia a causa degli effetti collaterali, fai di tutto per incoraggiarla a consultare il suo medico curante per determinare se è necessario cambiare la posologia del farmaco o per trovarne uno alternativo che possa alleviare o minimizzare il problema a un livello più sopportabile.
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    Aiutalo durante la fase maniacale o ipomaniacale, onde evitare danni irreparabili.
    • Trova dei compromessi per ridurre gli effetti nocivi derivanti da alcuni comportamenti a rischio (gioco d'azzardo, spese eccessive, abuso di droghe, guida spericolata).
    • Tieni lontano i bambini, i disabili e le persone vulnerabili, affinché non assistano a situazioni spiacevoli.
    • Rivolgiti al suo medico, chiama il 118 oppure telefona a una linea amica per la prevenzione del suicidio, se assume comportamenti a rischio per se stesso o per gli altri.
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    Tieniti pronta ad affrontare le crisi. È importante avere un piano d'intervento da adottare in caso di emergenza, per ridimensionare la gravità della situazione. Tieni sempre a portata di mano i numeri telefonici di un parente che potrebbe aiutarti, del medico e dell'ospedale. Non memorizzarli soltanto sul cellulare, perché questo potrebbe scaricarsi da un momento all'altro; annotali su un foglietto di carta che porterai sempre con te (nel portafoglio, per esempio) e danne una copia anche al tuo familiare. Potresti perfino stabilire un piano di emergenza insieme a lui quando è emotivamente stabile.
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    Aiuta il tuo familiare a evitare i fattori scatenanti, cioè le situazioni e i comportamenti che potrebbero innescare una reazione negativa, ossia un episodio maniaco, ipomaniaco o depressivo. Tra i fattori di rischio si possono elencare la caffeina, l'alcol e altre sostanze d'abuso,[2] e anche gli eventi stressanti, una dieta sbilanciata, la compromissione del ciclo sonno-veglia e i conflitti interpersonali. Sicuramente ci saranno dei fattori che stimolano particolarmente la vulnerabilità del tuo familiare, pertanto puoi dargli una mano evitando che sia coinvolto in determinate situazioni o aiutandolo a classificare le sue responsabilità in ordine di importanza, per ridurre lo stress.
    • Le critiche distruttive e le persone che offrono consigli inutili sono fattori potenzialmente nocivi per le persone affette da disturbo bipolare.
    • Se vivi sotto lo stesso tetto del tuo familiare, potresti eliminare le sostanze come l'alcol e cercare di creare un'atmosfera rilassante regolando i livelli della luce, della musica e dell'energia.
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    Cerca di essere compassionevole. Più sarai informata sul disturbo bipolare, più riuscirai a essere comprensiva e accomodante. Sebbene sia difficile gestire questo tipo di disturbo a livello familiare, il tuo interesse e la tua gentilezza possono essere determinanti nel sostenere il tuo familiare.
    • Un ottimo sistema per dimostrare il tuo interesse consiste semplicemente nel comunicare al tuo familiare che sei presente e vuoi aiutarlo a guarire. Puoi anche offrirti di ascoltarlo, se vuole parlarti della sua malattia.
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Parte 2 di 3:
Prendersi Cura di Sé

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    Pratica l'empatia. Metterti nei panni del tuo familiare è un sistema utile per acquisire maggiore familiarità con il suo comportamento e ridimensionare le reazioni negative al suo disturbo mentale. Cerca di immaginare cosa significherebbe svegliarti ogni mattina non sapendo se precipiterai nella depressione o in uno stato di frenesia eccessiva.
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    Concentrati sulla tua salute mentale. Prendersi cura di una persona cara affetta da disturbo bipolare talvolta può causare stress e sintomi depressivi.[3] Ricordati che puoi essere di aiuto a qualcuno soltanto se hai il pieno controllo delle tue facoltà mentali. Cerca di essere consapevole dei tuoi atteggiamenti e dei tuoi sentimenti nei confronti del tuo familiare.
    • Rinuncia al controllo. È importante che comprenda e ricordi (ad alta voce o nella mente) che non puoi controllare i comportamenti del tuo familiare, perché è affetto da un disturbo da cui non si può guarire definitivamente.
    • Focalizza la tua attenzione sulle tue esigenze. Per esempio potresti scrivere un elenco dei tuoi obiettivi personali e impegnarti per raggiungerli.
    • Sfrutta le strategie di coping. Queste rappresentano le modalità di adattamento con le quali si fronteggiano situazioni stressanti e sono vitali per la cura di te stessa. Potrebbero includere gli hobby che preferisci, come la lettura, la scrittura, l'arte, la musica e le attività all'aria aperta, l'esercizio fisico e lo sport. Anche le tecniche di rilassamento (come il rilassamento muscolare progressivo), la meditazione, scrivere un diario, la meditazione consapevole e l'arte-terapia producono un effetto terapeutico. Un'altra strategia di coping consiste nel mantenere le distanze o allontanarti quando la situazione diventa particolarmente insostenibile.
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    Rivolgiti a un professionista. Se ritieni di non essere in grado di gestire i sintomi del disturbo bipolare del tuo familiare, potresti trarre beneficio dalla psicoterapia. È stato dimostrato che la terapia familiare (e non soltanto l'informazione) può aiutare (specialmente i genitori) a gestire un familiare con disturbo bipolare.[4]
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Parte 3 di 3:
Comprendere il Disturbo Bipolare

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    Comprendi che il disturbo bipolare dipende da uno squilibrio biochimico. Ciò significa che presenta una forte componente di predisposizione genetica, ossia i familiari di una persona affetta hanno maggiore probabilità di sviluppare il disturbo. Pertanto può essere considerato una patologia che non è possibile controllare attraverso la semplice forza si volontà.[5]
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    Cerca di distinguere i diversi sintomi. Ci sono due forme principali di disturbo bipolare, quello di tipo 1 e quello di tipo 2. È importante identificare il tipo di disturbo da cui è affetto il tuo familiare per capire i suoi sintomi e atteggiamenti.
    • Il disturbo bipolare di tipo 1 è caratterizzato dalla presenza di uno o più episodi maniacali per almeno una settimana. Alcuni dei sintomi degli episodi maniacali includono: umore irritabile o sovraeccitato, aumento dell'autostima e della fiducia nelle proprie capacità, diminuzione del bisogno di dormire, tendenza a parlare molto, facile distraibilità, ritmi lavorativi frenetici e marcata tendenza a comportamenti potenzialmente dannosi sul piano sociale o economico (disinibizione sessuale, gioco d'azzardo ecc.).[6]
    • Il disturbo bipolare di tipo 2 è caratterizzato dalla presenza di uno o più episodi depressivi maggiori e da uno o più episodi ipomaniacali (simili all'episodio maniacale, ma meno gravi e di durata inferiore).[7]
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    Cerca di approfondire le tue conoscenze in merito alle cure indicate per il disturbo bipolare. Solitamente si consiglia la terapia farmacologica in associazione con la psicoterapia. Gli psichiatri e i medici spesso prescrivono degli stabilizzatori di umore come il litio per alleviare i sintomi del disturbo bipolare. Gli psicologi e i terapeuti familiari aiutano il paziente a gestire i propri sintomi. Le terapie più comuni sono la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia di impostazione relazionale e familiare.[8]
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    Informati sugli effetti tipici che il disturbo bipolare ha sulle relazioni interpersonali. I familiari dei soggetti affetti da disturbo bipolare spesso avvertono un senso di stanchezza e vulnerabilità. Inoltre, i loro partner potrebbero sentirsi soli, ma rifiutarsi di chiedere aiuto.[9]
    • Se il familiare ritiene che il soggetto affetto da disturbo bipolare abbia il pieno controllo della sua malattia, potrebbe sentirsi insoddisfatto del rapporto.[10]
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Consigli

  • Cerca di rispettare la privacy. Ricordati che puoi parlare con il medico del tuo familiare se quest'ultimo è un minore sotto la tua custodia o se ti ha autorizzato a farlo. Tuttavia, in mancanza delle due condizioni precedenti, il terapeuta potrebbe rifiutarsi di parlare con te, per proteggere il diritto del paziente alla riservatezza delle informazioni personali.
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Avvertenze

  • In caso di emergenza, invece di chiamare la polizia, che potrebbe traumatizzare il soggetto, telefona al 118 oppure recati al pronto soccorso.
  • Se il tuo familiare manifesta pensieri suicidi o minaccia di ferire altre persone, cerca aiuto immediatamente, chiamando il 118, telefonando al suo psicologo o contattando un numero verde per la prevenzione del suicidio.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC, MS. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Salute

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