Come Guarire dalla Chikungunya

La chikungunya è un virus che viene trasmesso agli esseri umani attraverso la puntura di una zanzara infetta. Questo tipo di zanzare può anche portare altre malattie, come la dengue e la febbre gialla. La chikungunya è presente in tutto il mondo, tra cui i Caraibi, le zone tropicali dell'Asia, Africa, Sud America e Nord America. Ad oggi non ci sono cure, vaccini o trattamenti per la malattia. La sola cosa possibile da fare è alleviare i sintomi. È importante riconoscere e curare i segni e i sintomi della chikungunya, oltre a essere consapevoli delle complicazioni derivanti dalla malattia.

Parte 1 di 3:
Riconoscere i Segni e i Sintomi

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    Osserva i sintomi nella fase acuta della malattia. Questa fase consiste in un rapido ma breve periodo in cui manifesti la patologia. I sintomi potrebbero non apparire fino a 2-12 giorni dopo essere stato punto della zanzara infetta. Generalmente, però, la sintomatologia non è evidente per i primi 3 o 7 giorni. Quando inizia la fase acuta, la sua durata è di circa 10 giorni, dopodiché inizi a sentirti meglio. Ecco un breve elenco dei sintomi:
    • Febbre: di solito arriva anche a 39 - 40,5 °C e può durare da 3 giorni a una settimana. La febbre può seguire un andamento bifasico (ossia scompare per qualche giorno e poi si ripresenta con temperature inferiori, di circa 38,3 - 38,9 °C). Durante questo periodo il virus si accumula nel sistema sanguigno, diffondendosi in diverse parti del corpo.
    • Artrite (dolore alle articolazioni): di solito il dolore articolare si presenta nelle giunture più piccole, come quelle delle mani, polsi, caviglie e in quelle più grandi, come ginocchia e spalle, ma non nei fianchi. Più del 70% delle vittime prova un dolore che si diffonde da un'articolazione a un'altra, una volta che quella precedente inizia a migliorare. Il dolore di solito è peggiore al mattino, ma si riduce facendo attività fisica moderata. Le articolazioni potrebbero anche gonfiarsi, diventare dolenti al tatto e potresti provare una certa infiammazione ai tendini (tenosinovite). Questo tipo di malessere solitamente si risolve in 1-3 settimane, mentre la sofferenza maggiore si attenua dopo la prima settimana.
    • Sfoghi cutanei: circa il 40-50% delle vittime li presenta. L'eruzione cutanea più diffusa è quella simile al morbillo (maculopapulare), che si manifesta con sfoghi arrossati ricoperti da ponfi, che possono apparire 3 o 5 giorni dopo l'insorgenza della febbre e che si riducono entro 3 o 4 giorni. In genere iniziano a presentarsi sugli arti superiori e in seguito colpiscono il viso e il torace/tronco. Togli la maglietta, controllati allo specchio e prendi nota se vedi una vasta zona con brufoli arrossati e pruriginosi. Assicurati di guardare anche l'area della schiena, la parte posteriore del collo e alza le braccia per esaminare anche le ascelle.
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    Individua i sintomi nella fase subacuta. Questa fase si manifesta da uno a tre mesi dopo che la fase acuta della malattia è terminata. Durante questo periodo il sintomo principale è l'artrite, ma potresti anche soffrire di disturbi dei vasi sanguigni, come per esempio il fenomeno di Raynaud.
    • Questo disturbo consiste in una riduzione della circolazione del sangue nelle mani e nei piedi, come risposta all'esposizione del corpo al freddo o allo stress. Osserva con attenzione le punte delle dita e prendi nota se sono fredde e appaiono di colore scuro o bluastro.
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    Riconosci i sintomi della fase cronica. Questa fase inizia 3 mesi dopo quella iniziale ed è caratterizzata da un dolore continuo alle articolazioni; il 33% delle vittime prova dolore articolare (artralgia) per 4 mesi, il 15% per 20 mesi e il 12% da 3 a 5 anni. Uno studio ha rilevato che il 64% dei pazienti ha sofferto di rigidità e/o dolore alle articolazioni per più di un anno dopo aver contratto l'infezione. Potresti anche manifestare recidive di febbre, astenia (un'anomala debolezza fisica e/o calo di energia), artrite (infiammazione/gonfiore delle articolazioni) in più giunture e tenosinovite (infiammazione dei tendini).
    • Se hai già problemi articolari causati da patologie come l'artrite reumatoide, hai maggiori probabilità di sviluppare lo stato cronico della chikungunya.
    • In rari casi si è riscontrata l'artrite reumatoide subito dopo la fase iniziale dell'infezione, anche se la sua insorgenza è più comune dopo 10 mesi dall'esposizione al virus.
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    Conosci gli altri sintomi. Anche se la febbre, gli sfoghi cutanei e i dolori articolari sono i più comuni e tipici, molti pazienti possono anche mostrare altri disagi. Tra questi i principali sono:
    • Mialgia (dolori muscolari e alla schiena).
    • Mal di testa.
    • Disagio e dolore alla gola.
    • Dolori addominali.
    • Costipazione.
    • Gonfiore dei linfonodi del collo.
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    Distingui la chikungunya da altre malattie simili. Dato che molti sintomi di questa patologia assomigliano ad altri disturbi provocati dalle zanzare, è importante saperli differenziare. Ecco un elenco delle malattie che possono essere confuse con la chikungunya:
    • Leptospirosi: presta attenzione se i muscoli del polpaccio (quelli della parte inferiore della gamba) sono dolenti o provi dolore quando cammini. Dovresti anche verificare allo specchio se la parte bianca degli occhi è di un colore rosso brillante (emorragia sottocongiuntivale). Questo disturbo è causato dalla rottura di capillari sottili. Cerca di ricordare se sei stato a contatto con animali o acqua di una fattoria perché gli animali contaminati possono diffondere la malattia attraverso l'acqua o nel suolo.
    • Febbre dengue: valuta le probabilità di essere stato punto da una zanzara, se ti sei recato in regioni dal clima tropicale come Africa, Sud America, America Centrale, Caraibi, India o gli Stati meridionali degli USA, dato che la dengue è presente soprattutto in queste zone. Guardati allo specchio alla ricerca di ecchimosi sulla pelle, arrossamento o sanguinamento della sclera, emorragia gengivale o comunque del cavo orale ed epistassi continua. In effetti il sanguinamento è la caratteristica principale che distingue la dengue dalla chikungunya.
    • Malaria: tieni in considerazione la possibilità di essere stato punto dalle zanzare, se ti sei recato in zone del Sud America, Africa, India, Medio Oriente e Sud Est Asiatico. Verifica in particolare se provi freddo e brividi seguiti da febbre e sudorazione. Questi sintomi possono durare da 6 a 10 ore e potresti avere degli episodi recidivanti.
    • Meningite: verifica se si sono riscontrati focolai di questa malattia nelle aree o strutture densamente popolate. Se ti sei trovato in quelle zone potresti avere contratto la malattia. Misurati la temperatura per verificare la presenza di febbre e presta attenzione se noti rigidità del collo o dolore/fastidio quando lo muovi. Potresti anche provare un forte mal di testa e la sensazione di stanchezza/confusione.
    • Febbre reumatica: questa malattia è più frequente nei bambini o ragazzi tra i 5 e i 15 anni. Controlla tuo figlio per capire se soffre di un dolore multiplo alle articolazioni che si sposta da una giuntura all'altra (quando una migliora, un'altra diventa sofferente) e se ha la febbre come con la chikungunya. In questo caso, però, ci sono notevoli differenze nei sintomi, in quanto il bambino può mostrare movimenti incontrollati o scatti del corpo (corea di Huntington), piccoli noduli dolorosi sotto la pelle e uno sfogo cutaneo. Le eruzioni cutanee appaiono piatte o leggermente sollevate con i bordi frastagliati (eritema marginato) e possono presentarsi a macchie o circolari con un anello esterno rosa più scuro e la zona centrale più chiara.
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Parte 2 di 3:
Trattare i Sintomi

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    Sappi quando è il caso di rivolgersi a un medico. Il medico potrebbe prescriverti un prelievo del sangue per analizzarlo e cercare il virus chikungunya o di altre malattie trasmesse dalle zanzare. Dovresti andare in ospedale anche se manifesti i seguenti sintomi:
    • Febbre che dura più di 5 giorni.
    • Vertigini (che potrebbero essere dovute a un problema neurologico o disidratazione).
    • Dita delle mani o piedi fredde (fenomeno di Raynaud).
    • Sanguinamento dalla bocca o sottopelle (in questo caso può trattarsi di dengue).
    • Scarsa produzione di urina (potrebbe essere dovuta alla disidratazione che, a sua volta, danneggia i reni).
      • Se il dolore articolare è davvero insopportabile o non migliora dopo l'assunzione di farmaci FANS consigliati dal medico, egli potrebbe prescriverti l'idrossiclorochina da prendere in dosi da 200 mg per via orale una volta al giorno oppure 300 mg di clorochina fosfato una volta al giorno per 4 settimane.
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    Informati in merito agli esami di laboratorio per la chikungunya. Il medico potrebbe prelevare un campione di sangue per farlo analizzare in laboratorio. Ci sono diversi esami o tecniche diagnostiche per analizzare i campioni di sangue. Il test ELISA (Saggio Immuno-Assorbente legato a un Enzima) cerca degli specifici anticorpi che combattono il virus. Questi anticorpi, in genere, si sviluppano verso la fine della prima settimana della malattia e il loro picco massimo potrebbe durare da tre settimane fino anche a due mesi. Se il test dà esito negativo, il medico potrebbe valutare l'opportunità di ripetere l'esame del sangue per verificare se gli anticorpi sono aumentati.
    • Un altro test utile per verificare la crescita degli anticorpi è rappresentato dalle colture virali. Queste in genere vengono eseguite entro i primi 3 giorni della malattia, quando il virus si sta sviluppando rapidamente.
    • La RT-PCR (reazione a catena della polimerasi trascrittasi inversa) è una tecnica che sfrutta le proteine virali responsabili della codifica di un gene particolare per replicare i geni specifici della chikungunya. Se si tratta effettivamente di questa malattia, allora il laboratorio noterà una quantità di geni del virus superiore al normale, che vengono visualizzati su un grafico computerizzato.
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    Riposa. Non esiste un trattamento specifico/raccomandato per curare questo virus e non ci sono vaccini che possano prevenire l'infezione. La sola cosa che si può fare è quella di gestire i sintomi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di iniziare a curarsi a casa attraverso il riposo, in modo da alleviare i sintomi e dare al corpo il tempo di recuperare. Cerca di riposare in un ambiente che non sia troppo umido o troppo caldo, perché potrebbe aggravare i dolori articolari.
    • Applica un impacco freddo per ridurre il dolore e l'infiammazione. Puoi usare un sacchetto di verdure surgelate, carne confezionata o un impacco di ghiaccio. Avvolgi il ghiaccio in un telo e applicalo sulla zona dolorante. Assicurati di non metterlo a contatto diretto con la pelle, perché potresti danneggiare i tessuti.
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    Prendi degli antidolorifici. Se hai la febbre e dolori articolari, prendi il paracetamolo. Puoi assumere 2 compresse da 500 mg con dell'acqua 4 volte al giorno. Assicurati di bere una quantità adeguata di acqua durante tutto il giorno. Dato che la febbre può causare disidratazione e creare uno squilibrio negli elettroliti, dovresti bere almeno 2 litri di acqua al giorno aggiungendo del sale (che imita il sodio).
    • Se soffri di preesistenti malattie al fegato o ai reni, devi consultare il medico prima di assumere il paracetamolo.
    • Non prendere l'aspirina o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l'ibuprofene, il naprossene e così via. La chikungunya può apparire simile ad altre malattie trasmesse dalle zanzare, come la dengue che causa un eccessivo sanguinamento. L'aspirina e gli altri FANS possono fluidificare il sangue e aggravare l'emorragia. Prima di assumere questi farmaci dovresti rivolgerti al medico, in modo che possa escludere la possibilità che si tratti di dengue.
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    Fai attività fisica. Limitati a fare un esercizio moderato, così da non aggravare il dolore muscolare o articolare. Se puoi, fissa un appuntamento con un fisioterapista o sottoponiti a dei trattamenti specifici. In questo modo puoi allungare la muscolatura nella zona delle articolazioni e ridurre il dolore e la rigidità. Cerca di allenarti al mattino, quando le condizioni articolari sono peggiori. Prova alcuni di questi semplici movimenti:
    • Siediti su una sedia. Estendi una gamba parallela al pavimento e sollevala per 10 secondi prima di riappoggiare al suolo la pianta del piede; fai lo stesso esercizio con l'altra gamba. Ripeti diverse volte al giorno, facendo 2 o 3 sessioni di 10 ripetizioni per gamba.
    • Cerca di restare sulla punta dei piedi con i piedi uniti tra loro e continua a sollevarti e abbassarti più volte.
    • Stenditi a terra su un fianco. Solleva una gamba per un secondo prima di appoggiarla sull'altra. Ripeti questo esercizio 10 volte per gamba; poi girati sull'altro lato e ripeti. Fai una sessione di 10 sollevamenti per gamba diverse volte al giorno.
    • Puoi anche decidere di fare esercizi aerobici a bassa intensità. Assicurati però di non fare movimenti troppo energici e non usare i pesi.
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    Applica un olio o una crema sulla pelle irritata. La malattia provoca secchezza della cute che può squamarsi (xerosi) o sfoghi cutanei pruriginosi (come con il morbillo) ma, sebbene si tratti di sintomi che non richiedono trattamenti, puoi alleviare il prurito e ridare alla pelle la giusta idratazione e il suo aspetto naturale. Applica un olio minerale, una crema idratante o una lozione a base di calamina. Se hai degli sfoghi pruriginosi prendi degli antistaminici per uso orale, come la difenidramina, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Questo farmaco riduce le cellule infiammatorie che rilasciano le proteine responsabili del prurito.
    • Se noti delle zone di pelle iperpigmentate che persistono nel tempo, rivolgiti a un dermatologo che saprà consigliarti un buon prodotto. Non farti tentare dalle creme con idrochinone che puoi acquistare online, la Comunità Europea ne ha bandito l'uso per i gravi effetti collaterali.
    • Chiedi sempre consiglio al tuo medico perché l'offerta commerciale di prodotti e creme per la cura delle irritazioni cutanee è davvero ampia.
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    Prova dei rimedi a base di erbe. Si ritiene che la combinazione di varie erbe e piante possa essere di aiuto per alleviare i sintomi della chikungunya. Dato che puoi trovare molti di questi prodotti nei negozi di articoli naturali o erboristerie, anche in questo caso dovresti chiedere il parere del medico prima di prendere degli integratori o usare rimedi erboristici. Tra questi ci sono:
    • Eupatorium perfoliatum C 200: questo è in assoluto il rimedio omeopatico migliore per la chikungunya. È l'estratto di una pianta che puoi usare quando manifesti i sintomi nella fase acuta, in quanto è in grado di alleviare il fastidio e il dolore articolare. Per usarlo, prendi 6 gocce a piena potenza per un mese, mentre manifesti i sintomi.
    • Echinacea: si tratta dell'estratto di un fiore usato spesso per trattare i sintomi dell'infezione virale, in modo da rafforzare il sistema immunitario. Prendine 40 gocce al giorno, suddividendole in tre dosi.
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Prestare Attenzione alle Complicazioni e Prevenire la Chikungunya

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    Verifica la presenza di eventuali complicazioni cardiache. In particolare presta attenzione se si manifesta aritmia, un ritmo anomalo del cuore, che può essere potenzialmente mortale. Per controllarla, appoggia delicatamente i polpastrelli dell'indice e medio sul polso, sotto il pollice. Dovresti sentire la pulsazione dell'arteria radiale. Conta il numero di battiti che percepisci in un minuto; se ne conti tra 60 e 100, la situazione è normale. Osserva anche il ritmo dei battiti: deve essere costante. Se la frequenza cardiaca è molto alta o i battiti si interrompono in maniera anomala, significa che soffri di aritmia. Il medico potrebbe anche consigliarti di sottoporti a un elettrocardiogramma, che consiste nell'applicare degli elettrodi sul petto per controllare il battito cardiaco.
    • Il virus della chikungunya può invadere i tessuti cardiaci provocando infiammazione (miocardite) che causa un ritmo anomalo dei battiti del cuore.
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    Presta attenzione a complicazioni di natura neurologica. Verifica se hai febbre, senso di spossatezza e confusione mentale, tutti segni di encefalite o infiammazione del cervello. Anche l'incapacità di concentrazione e disorientamento sono altri segnali tipici dell'infezione. Se provi un forte mal di testa, dolore e rigidità nucale, sensibilità alla luce, febbre, brividi, visione doppia, nausea e vomito, oltre ai sintomi dell'encefalite, potresti avere la meningoencefalite, una grave patologia che unisce la meningite (infiammazione del tessuto del midollo spinale che è collegato al cervello) con l'encefalite.
    • Se manifesti danni al sistema nervoso che iniziano dalle gambe o dalle braccia, potresti soffrire della sindrome di Guillain Barré. Presta attenzione alla perdita o diminuzione della sensibilità tattile, dei riflessi e della capacità di movimento in entrambi i lati del corpo. Verifica anche se provi dolore in entrambi i lati del corpo che assomiglia a una puntura o formicolio lancinante con una sensazione di bruciore. Questo disturbo può peggiorare gradualmente e aumentare fino a danneggiare i nervi che gestiscono i muscoli respiratori.
    • Se hai problemi respiratori, vai subito al pronto soccorso.
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    Presta attenzione alle complicazioni agli occhi. Stai attento se provi dolore agli occhi e se lacrimano o si arrossano facilmente. Questi sono sintomi di infiammazione del rivestimento degli occhi causata da congiuntivite, episclerite e uveite. In caso di uveite potresti anche notare visione sfocata e sensibilità alla luce.
    • Se hai difficoltà a vedere gli oggetti di fronte a te (visione centrale) e se i colori sembrano diventare ogni giorno più opachi, potresti soffrire di neuroretinite.
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    Controlla la pelle alla ricerca di segni di epatite. Guardati allo specchio per verificare che la cute o la sclera degli occhi non siano gialli (itterizia). Questi potrebbero essere segni indicatori di epatite, un'infiammazione del fegato. Questa infiammazione può provocare uno sversamento delle secrezioni del fegato (bilirubina) che rende la cute gialla e pruriginosa. In questo caso rivolgiti subito a un medico.
    • Se non viene trattata, l'epatite può causare seri danni al fegato.
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    Verifica se sei disidratato controllando i segni di insufficienza renale. La chikungunya può provocare disidratazione, in quanto il sangue non riesce a raggiungere correttamente i reni, impedendo loro di svolgere la normale funzione. Ciò può provocare danni renali, pertanto è bene controllare l'urina. Se ti accorgi che la minzione si è ridotta drasticamente e l'urina è molto concentrata e ha un aspetto scuro, vai in ospedale.
    • Il tuo dottore o quelli del pronto soccorso ti sottoporranno a degli esami di laboratorio più accurati e faranno delle misurazioni per rilevare la funzione renale.
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    Previeni la chikungunya quando viaggi. Visita il sito del Cesmet (Centro di medicina preventiva e tropicale) per individuare le aree del mondo dove questo virus è endemico. Se devi viaggiare in alcune di queste aree geografiche ci sono diverse cose che puoi fare per cercare di prevenire la malattia. Le principali misure preventive sono:
    • Passeggia o resta all'aperto quando inizia a fare buio. Anche se la zanzara può pungere a tutte le ore, è comunque più attiva durante le ore di luce.
    • Indossa degli abiti con le maniche lunghe e proteggi il più possibile il corpo dalle zanzare. Cerca di mettere indumenti di colore chiaro per individuare più facilmente le zanzare e altri insetti, se si appoggiano sui vestiti.
    • Dormi sotto una zanzariera la notte, per proteggerti dalle zanzare durante il sonno.
    • Applica dei repellenti che abbiano più del 20% di DEET. Altre sostanze deterrenti per le zanzare sono l'eucalipto, l'icaridina e l'IR3535. Generalmente più è alta la concentrazione di principio attivo e più duratura è l'efficacia.
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Consigli

  • L'idrossiclorochina e la clorochina fosfato sono farmaci la cui destinazione d'uso viene modificata; in genere sono prescritti per trattare l'artrite reumatoide, ma possono essere efficaci anche nel caso di una grave artrite causata dalla chikungunya. Per verificare se ci sono stati dei danni o cambiamenti nelle cartilagine delle articolazioni, di solito viene fatta una radiografia.
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Avvertenze

  • Non prendere l'aspirina perché può provocare un'emorragia nello stomaco e nell'intestino, oltre alla sindrome di Reye nei bambini che hanno meno di 12 anni. Questa è una grave malattia che può colpire i bambini tra i 4 e i 12 anni e che provoca seri danni al cervello e problemi epatici e può anche essere mortale.


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