Come Insegnare a Tuo Figlio a Restare a Galla

Sebbene non tutti abbiamo una piscina o viviamo in riva al mare, insegnare ai bambini a restare a galla è comunque importante. Potrebbe accadere almeno una volta nella vita tuo figlio di dover mettere in pratica le tecniche di galleggiamento per evitare di annegare. Per insegnare a tuo figlio a restare a galla, organizza le lezioni, insegnagli i movimenti corretti sulla terra ferma e dopo faglieli ripetere in acqua.

Metodo 1 di 2:
Insegnare i Movimenti Corretti

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    Insegna a tuo figlio a restare a galla ancora prima che impari a nuotare, appena è in grado di seguire le indicazioni e imitare l’esempio degli adulti.[1]
    • Poiché i bambini più piccoli sono maggiormente soggetti all’annegamento, apprendere le tecniche di galleggiamento aumenta le loro probabilità di sopravvivenza qualora dovessero cadere accidentalmente in acqua.
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    Anziché affrontare da subito il problema di restare a galla, è preferibile dare la priorità ai movimenti da eseguire con gli arti stando sulla terra ferma.
    • Il posto ideale per esercitarsi è il parco giochi. Infatti, attraverso il gioco i bambini ricordano meglio ciò che imparano.
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    Assicurati che tuo figlio sappia che deve rimanere in posizione verticale. Se non è in posizione verticale e con la testa fuori dall’acqua, tecnicamente sta nuotando. Sebbene sia importante insegnare a nuotare a tuo figlio, dovrebbe riuscire prima a restare a galla.
    • Aiuta tuo figlio a mantenere la calma e a rallentare il respiro, aspetti entrambi importanti per galleggiare.[2]
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    Mostra a tuo figlio i movimenti corretti delle mani e delle braccia mentre è sulla terra ferma, dove ha spazio a sufficienza per allungare le braccia. [3] Potrebbe fingere di farsi strada tra l'erba alta.
    • Dovresti mostrare a tuo figlio che deve tenere le mani in fuori e muovere lentamente le braccia in avanti e indietro, non verso l’alto e il basso. I palmi delle mani dovrebbero seguire il movimento delle braccia.
    • Quando le braccia del bambino si spingono fino alla sua schiena, dovrebbe ruotare le mani, affinché i palmi delle stesse siano rivolti in avanti. Questi movimenti dovrebbero essere eseguiti lentamente e regolarmente per non sprecare le forze.
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    Fai mettere tuo figlio in posizione tale che possa imparare i movimenti corretti da eseguire con le gambe. Ce ne sono parecchi utili per galleggiare, ma alcuni potrebbero risultare più difficili in base all’età, al livello di coordinazione oppure ad altri fattori soggettivi.
    • La cosa più importante è che il bambino impari a eseguire almeno uno dei movimenti corretti in maniera lenta e costante, per essere in grado di restare a galla. Se scalcia in modo incontrollato si stancherà velocemente.
    • Esercitarsi al parco rende più facile insegnare i movimenti corretti delle gambe perché il bambino potrebbe appendersi a una barra orizzontale o agli anelli ed esercitarsi con il tuo aiuto.
    • Potresti mostrargli i movimenti eseguendoli tu stesso oppure muovere le gambe di tuo figlio, finché non sarà autonomo.
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    Scopri i differenti movimenti delle gambe. Uno dei più semplici da imparare è la sforbiciata in cui il bambino muove le gambe avanti e indietro come le lame delle forbici.
    • Nel movimento della rana il bambino, partendo con le gambe unite, allarga i piedi verso l'esterno e poi rapidamente li porta indietro, come una rana che saltella.
    • Il movimento delle gambe più efficace, ma anche più difficile, è quello rotatorio, in cui una gamba esegue dei movimenti in senso orario, mentre l’altra esegue dei movimenti in senso antiorario.
    • Il movimento delle gambe deve essere coordinato in modo tale che mentre la gamba destra si allontana dalla posizione neutra, quella sinistra si avvicina, e viceversa.
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Metodo 2 di 2:
Esercitarsi in Acqua

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    Lascia che tuo figlio si eserciti a stare a galla in una piscina. Dopo che ha imparato a muovere le braccia e le gambe, le lezioni dovrebbero essere tenute in acqua. La piscina è il posto migliore in quanto è più sicura del mare o del lago.
    • La piscina deve essere profonda a sufficienza da non consentire a tuo figlio di toccare il fondo con i piedi.
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    Per motivi di sicurezza entra in acqua con tuo figlio. Se non è mai stato in piscina precedentemente, concedigli il tempo necessario per abituarsi.
    • Poiché la testa del bambino potrebbe andare sott’acqua mentre impara a galleggiare, assicurati che non venga assalito dal panico. A tale scopo fagli trattenere il respiro e tenere il naso chiuso, mentre lo spingi con delicatezza sott’acqua e poi lo fai riemergere.
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    Inizia le lezioni a bordo piscina. In questo modo il bambino si sentirà più sicuro tenendosi al muretto con una mano ed eseguendo i movimenti con il braccio libero.
    • Una volta che il bambino riesce a galleggiare reggendosi al muretto, dovrebbe essere spronato a mollare la presa e ad allontanarsi.
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    Dai a tuo figlio un aiuto extra se è necessario. Se il bambino ha timore di allontanarsi dal muretto, reggilo dalla vita, senza però impedirgli i movimenti delle braccia e delle gambe.
    • Il bambino potrebbe anche indossare i braccioli, il salvagente oppure un giubbotto che lo aiuti a tenere la testa fuori dall’acqua e gli consenta di muovere sia le braccia che le gambe.
    • Quando sia tu che il bambino vi sentirete sicuri, egli dovrebbe riuscire a restare a galla senza il tuo aiuto e senza altri dispositivi di galleggiamento.
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    Sprona tuo figlio a esercitarsi a restare a galla per periodi sempre più lunghi ogni volta. Non si può prevedere per quanto tempo dovrà restare a galla in caso di emergenza. A seconda del luogo dell’incidente, i soccorsi potrebbero arrivare dopo molte ore. Pertanto è preferibile cercare di prolungare i tempi di galleggiamento di volta in volta. In tal modo, il bambino non solo aumenterà il suo rendimento, ma anche la sua resistenza.
    • A seconda delle capacità di tuo figlio, dovresti iniziare con un paio di minuti di galleggiamento senza aiuto e aumentare di dieci minuti a ogni lezione.
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Consigli

  • Resta accanto a tuo figlio quando è in acqua e chiedigli di fingere di scavare delle buche con entrambe le braccia e contemporaneamente di pedalare.[4]
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