Come Presentarsi in Giapponese

Scritto in collaborazione con: Lo Staff di wikiHow

Forse hai incontrato una persona che parla giapponese e ora vuoi mostrare il tuo rispetto all'Impero del Sol Levante, espletando le formalità nella sua lingua d'origine. Non importa se si tratta di un collega, uno studente che partecipa a un progetto interculturale, un vicino o un amico in comune, non importa neppure che parli o meno italiano. In questo articolo sono descritte alcune regole basilari che dovrebbero aiutarti a fare una buona prima impressione.

Parte 1 di 2:
Saluti Iniziali

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    Pronuncia la parola "Hajimemashite". Il suo significato è assimilabile a "piacere di conoscerla" oppure "spero che saremo amici". Pronuncia questa parola, perché uno scambio di "Hajimemashite" è in genere il primo passaggio per presentarsi in giapponese. Si tratta di una coniugazione del verbo "hajimeru" che significa "iniziare".[1]
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    Scegli il saluto in base all'ora. È accettabile, seppur meno comune, sostituire "Hajimemashite" con una delle seguenti formule di saluto. Nella lingua nipponica ci sono tre modi per salutare: ohayou, konnichiwa e konbanwa. Proprio come gli italiani dicono "buongiorno", "buon pomeriggio" e "buonasera", anche i giapponesi hanno formule differenti in base al momento della giornata.
    • "Ohayou" (che si pronuncia come il nome dello stato americano "Ohio") significa "buongiorno" e viene usato praticamente in qualunque ora prima di mezzogiorno. Per essere ancora più cortese puoi dire: "ohayou gozaimasu" (che suona come go-zah-ii-MAHS).
    • "Konnichiwa" (KO-nii-cii-wah) significa "buon pomeriggio" e rappresenta anche la formula di saluto standard; si utilizza da mezzogiorno fino alle 17:00 circa.[2]
    • "Konbanwa" (kon-BAHN-wah) corrisponde a "buona sera" e si pronuncia dopo le 17:00 fino a mezzanotte. Se vuoi variare un po' le cose, puoi usare l'equivalente di "saluti", cioè aisatsu (AH-ii-saht-su).
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    Presentati. Il modo più comune e semplice per presentarsi in giapponese è pronunciare la frase: "Watashi no namae wa ___ desu" (wah-TAH-scii no nah-MAH-eh wah ___ dess). Il significato corrisponde a: "Mi chiamo___". Se vuoi dire sia il nome sia il cognome, pronuncia prima il cognome.[3]
    • Ad esempio: "Watashi no namae wa Miyazaki Hayao desu" significa "Mi chiamo Hayao Miyazaki".
    • Ricorda che il popolo nipponico raramente usa il termine "watashi" durante una conversazione. Quando ti presenti, puoi omettere "watashi wa", se te la senti di provare a parlare come la gente del posto. Allo stesso modo, si evita anche la parola "Anata", che si traduce con "tu".[4] Puoi quindi dire semplicemente: "Giovanni desu" per informare una persona che il tuo nome è Giovanni.
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    Pronuncia la frase "Yoroshiku onegaishimasu" per porre termine all'introduzione iniziale. La pronuncia è: yor-OH-sci-ku oh-nay-guy-ii-scii-mass. Questa formula può essere tradotta a grandi linee come: "per favore sii gentile con me". Dire una frase del genere non è certo comune in italiano, ma si tratta di un passaggio molto importante da ricordare quando ti presenti a un giapponese madrelingua. Si tratta di solito dell'ultima frase che le persone utilizzano per presentarsi.[5]
    • Se vuoi utilizzare una frase meno formale, puoi limitarti a dire "Yoroshiku". Nella maggior parte dei casi dovresti però scegliere sempre l'opzione più formale ed educata.
    • Se ti stai presentando in maniera amichevole a una persona giovane che possiede il tuo stesso status sociale, puoi omettere la maggior parte delle parole in più. Ad esempio, puoi dire: "Giovanni desu. Yoroshiku" che significa :"Mi chiamo Giovanni, piacere di conoscerti".[6]
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Parte 2 di 2:
Iniziare una Conversazione

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    Racconta qualcosa di più su di te. Puoi usare l'espressione "Watashi wa ___ desu" per comunicare altre caratteristiche, come l'età, la nazionalità o la professione. "Watashi wa Amerikajin desu," (wah-TAH-scii wah a-mer-i-cah-scin dess) significa "Sono americano". "Watashi wa juugosai desu" (wah-TAH-scii wah ju-u-go-sai dess) vuol dire "ho quindici anni".
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    Inizia con una frase gentile per rompere il ghiaccio. L'equivalente giapponese di "Come sta?" è "Ogenki desu ka?" (oh-GEN-kii dess kah). Tuttavia, è anche considerata una frase che si intromette nella sfera privata della persona, dato che affronta il tema della salute. Se preferisci evitare questa situazione, puoi optare per "Otenki wa ii desu ne?" (oh-TEN-kii wah II dess neh) che si può tradurre con "il tempo è bello, non è vero?".
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    Rispondi. Se hai pronunciato la frase "Ogenki desu ka" devi essere pronto a replicare alla risposta del tuo interlocutore. In genere, l'altra persona può rispondere "Genki desu" (GEN-kii dess) o "Maamaa desu" (MAH-MAH dess). La prima frase corrisponde a "sto bene" e la seconda "sto così così". In ogni caso, l'interlocutore ti rivolgerà la stessa attenzione ribattendo "Anata wa?" (ah-NAH-tah wah) che si traduce con "E tu?". A questo punto, puoi dire "Genki desu, arigatou," (GEN-kii dess, ah-rii-GAH-to) che significa "Sto bene, grazie".
    • Puoi anche sostituire "arigatou" con "okagesama de" (oh-KAH-geh-sah-mah deh) che è in pratica un sinonimo.
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    Impara a chiedere scusa. Se ti trovi in una situazione in cui non sai cosa dire (o non hai capito cosa ha appena detto l'altra persona), non temere di chiedere scusa ed esporre il tuo problema. Puoi farlo in italiano, se devi, ma cerca di usare un linguaggio del corpo che veicoli il tuo pensiero. In ogni caso, è sempre utile sapere come scusarsi in giapponese. Se ne hai bisogno, pronuncia le parole "gomen nasai"(ごめんなさい)(goh-mehn nah-SAH-ii) che si traduce con "mi dispiace".
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Consigli

  • Non preoccuparti se commetti errori di pronuncia; i giapponesi trovano carino quando gli stranieri pasticciano con la loro lingua e apprezzano in genere quando qualcuno fa uno sforzo per esprimersi con l'idioma nazionale; per tutti questi motivi non sentirti imbarazzato!
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Avvertenze

  • Se ti trovi in un'occasione in cui puoi essere rispettoso o informale, opta per il primo atteggiamento, anche se hai la sensazione che si tratti di una situazione poco formale.
  • Non pronunciare mai un titolo onorifico (-san, -chan, -kun e via dicendo) dopo il tuo stesso nome, perché viene considerato un atteggiamento scortese ed egoistico.
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Redazione di wikiHow
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro team di editor e ricercatori esperti che ne hanno approvato accuratezza ed esaustività.
Categorie: Lingue

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