Come Reagire a un Infarto

Scritto in collaborazione con: Harrison Lewis

La malattia coronarica, conosciuta anche come coronaropatia, è la principale causa di morte al mondo.[1] Questo disturbo provoca l'accumulo di placche di grasso nelle arterie coronarie, bloccando il flusso sanguigno e innescando di conseguenza un infarto. Senza l'apporto di sangue e ossigeno, i tessuti cardiaci iniziano rapidamente a morire. Per questo motivo è importante conoscere la malattia e prestare attenzione ai segni e sintomi di un attacco di cuore. Se temi che tu o qualcun altro stiate avendo un infarto, devi reagire immediatamente, perché più rapidamente affronti il problema, maggiori possibilità ci sono che il paziente sopravviva.[2]

Parte 1 di 4:
Riconoscere i Sintomi dell'Infarto

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    Interrompi l'attività che stai svolgendo, se provi dolore al torace. Fai molta attenzione ai sintomi. Le persone che hanno avuto un attacco di cuore descrivono il dolore come disagio, senso di costrizione toracica, sensazione di schiacciamento, bruciore, pressione fastidiosa o pesantezza al centro del petto. Questo dolore al torace è chiamato "angina".
    • Può essere un dolore intermittente. Di solito inizia in maniera moderata e gradualmente si intensifica raggiungendo il picco entro pochi minuti.
    • Se il dolore è dovuto a un infarto, non peggiora quando applichi pressione al petto o fai respiri profondi.
    • Solitamente questa sofferenza è causata da sforzo, da qualunque tipo di esercizio fisico o lavori di giardinaggio; anche un pasto abbondante può portare una maggiore concentrazione di sangue nel tratto gastrointestinale, deviandolo dal normale flusso. Se i sintomi si verificano a riposo, si parla di "angina instabile", che comporta un rischio maggiore di infarto mortale.[3]Le donne e i diabetici hanno più probabilità di soffrire di angina atipica.
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    Valuta se il dolore toracico può essere dovuto a un attacco di cuore. Possono esserci diversi fattori responsabili di questo sintomo; i più comuni sono l'indigestione, l'attacco di panico, uno strappo muscolare e l'infarto.[4]
    • Se hai appena finito un pasto abbondante o hai svolto un allenamento intenso per i muscoli pettorali, probabilmente i sintomi sono dovuti a cause diverse dall'infarto.
    • Se invece ritieni che non ci siano altri motivi che possano giustificare i sintomi, potresti presupporre che si tratti di un attacco cardiaco e dovresti cercare cure mediche il prima possibile.
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    Cerca altri segnali. Durante un infarto, la maggior parte della gente manifesta almeno un altro sintomo, oltre al dolore. Spesso si tratta di fiato corto, vertigini o palpitazioni, sudorazione, mal di stomaco e anche vomito.
    • I sintomi tipici dell'infarto includono una sensazione di soffocamento o nodo in gola, bruciore di stomaco, indigestione o la necessità di deglutire ripetutamente.
    • Durante un infarto potresti sudare e avere i brividi nello stesso tempo, potresti inoltre avere dei momenti in cui sudi freddo.
    • Le vittime di un attacco cardiaco provano intorpidimento nelle braccia, nelle mani o in entrambe.
    • Alcune persone lamentano un battito cardiaco rapido e irregolare, palpitazioni o mancanza di respiro.
    • Cerca i sintomi atipici. Per esempio, sebbene sia piuttosto raro, il paziente può provare un dolore acuto o sordo oppure anche un malessere al centro del torace.
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    Cerca i sintomi di malattie correlate. La coronaropatia, le placche coronariche e gli ateromi sono problemi complessi che possono portare alla stessa ostruzione delle arterie al cuore. Per esempio, le "placche" coronariche sono costituite da uno strato di colesterolo sul rivestimento dell'arteria, che crea piccole lacerazioni nei punti in cui la placca stessa ha iniziato a staccarsi con tempistiche differenti dalla parete dell'arteria. A questo punto, si formano dei coaguli di sangue in corrispondenza delle piccole lesioni sul rivestimento interno dell'arteria, innescando una maggiore risposta flogistica da parte dell'organismo.[5]
    • Dato che questa progressione nella formazione delle placche avviene lentamente con il passare del tempo, il paziente può avere dei periodi in cui prova dolore toracico o disagio e quindi ignorarlo. Oppure potrebbe manifestare tale malessere solo quando il muscolo cardiaco è sotto stress.
    • Tutto ciò può indurre l'individuo a non cercare cure mediche finché le placche non sono diventate così grandi da bloccare il flusso sanguigno in maniera significativa anche a riposo, quando il fabbisogno di ossigeno da parte del cuore è ridotto.
    • Può anche verificarsi una situazione peggiore, quando le placche bloccano completamente il flusso sanguigno, innescando un infarto. Questo può verificarsi in qualunque momento e per molte persone rappresenta il primo segno di un attacco cardiaco.
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    Tieni in considerazione i fattori di rischio. Quando stai analizzando i sintomi, in particolare il dolore toracico, il fattore successivo più importante o forse di importanza analoga, è il tuo "profilo di rischio". Esistono così tanti dati e informazioni in merito alle coronaropatie, che è ormai risaputo che si verificano con maggior frequenza in determinate categorie di persone. I fattori di rischio cardiovascolari sono: il sesso maschile, il fumo, il diabete, l'ipertensione, l'obesità (un indice di massa corporea superiore a 30), l'età maggiore di 55 anni e la familiarità per problemi cardiaci.
    • Maggiore è il numero dei fattori di rischio che possiedi e maggiori probabilità ci sono che i sintomi che manifesti siano imputabili a una coronaropatia di fondo. Conoscere tali fattori di rischio permette al medico di analizzare meglio i sintomi, in base alle possibilità che siano dovuti a un problema coronarico.
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Parte 2 di 4:
Reagire a un Infarto

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    Sii preparato per un'emergenza prima che si verifichi. Individua l'ospedale più vicino a casa o al luogo di lavoro. Tieni inoltre un elenco dei numeri di emergenza e delle informazioni in un luogo centrale e visibile dell'abitazione, in modo che chi si trova in casa possa vederli e usarli in caso di una situazione di emergenza.[6]
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    Agisci rapidamente. Un'azione tempestiva può evitare danni gravi al cuore e salvarti la vita. Più velocemente reagisci ai sintomi dell'infarto e maggiori probabilità hai di sopravvivere.[7]
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    Chiama i servizi d'emergenza o chiedi a qualcuno di portarti in ospedale. Non devi guidare l'auto. Fai in modo di sottoporti a cure mediche professionali il più velocemente possibile. In linea generale, non si deve lasciare la vittima da sola, se non per chiamare l'ambulanza.
    • Ottenere cure mediche entro la prima ora dall'inizio dell'infarto aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza.
    • Descrivi i sintomi all'operatore sanitario al telefono. Sii conciso e parla in maniera chiara.
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    Esegui la rianimazione cardiopolmonare subito dopo aver chiamato i soccorsi, se necessario. Se ti trovi davanti a qualcuno che sta avendo un attacco cardiaco, potrebbe essere necessario mettere in pratica la RCP. Eseguila solo se la vittima è in stato di incoscienza e non ha battito cardiaco o se l'operatore sanitario al telefono te la indica. Continua la rianimazione cardiopolmonare finché non arrivano l'ambulanza e i paramedici.
    • L'operatore telefonico potrebbe darti delle istruzioni dettagliate per come eseguire la RCP, se non sai come fare.
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    Dai conforto alla vittima, se è cosciente. Falla sedere o sdraiare e sollevale la testa. Allentale tutti gli indumenti stretti o costrittivi, in modo che possa muoversi agilmente e respirare facilmente. Non permetterle di camminare, se ha dolore al petto o ha avuto un infarto.
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    Prendi compresse di nitroglicerina seguendo le indicazioni del dottore. Se hai già avuto infarti in passato e ti è stato prescritto questo farmaco dal medico, prendi le compresse quando manifesti i sintomi di un attacco cardiaco. Il dottore ti avrà sicuramente fornito tutte le istruzioni in merito alle modalità di assunzione.
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    Mastica una normale aspirina mentre aspetti l'arrivo dei soccorsi. Questo farmaco è in grado di ridurre un po' l'adesività piastrinica, abbassando il rischio di trombi e facilitando il flusso di sangue nelle arterie. Se non hai un'aspirina a disposizione, non prendere altri farmaci; non esistono altri antidolorifici da banco che hanno lo stesso effetto.
    • Masticare il medicinale aiuta il sistema sanguigno ad assorbirlo più rapidamente rispetto alla semplice ingestione. Il tempismo è fondamentale quando si tratta di infarto.
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Parte 3 di 4:
Trattare l'Infarto con i Farmaci

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    Fornisci un resoconto completo dell'evento. Quando arrivi in ospedale o nell'ambulatorio medico, la visita inizia con un'attenta analisi dei sintomi, prestando particolare attenzione ai tempi di insorgenza del dolore, alle sue caratteristiche e ai sintomi associati. Dovrai anche fornire i dettagli dei tuoi fattori di rischio cardiovascolari.
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    Sottoponiti a un controllo medico completo. Un infermiere ti collegherà a un macchinario per un monitoraggio cardiaco costante. L'elettrocardiogramma permette di verificare eventuali cambiamenti del ritmo cardiaco compatibili con un afflusso ridotto di sangue.
    • Verranno eseguite delle analisi ematiche, compresa quella degli "enzimi cardiaci" che vengono prodotti dal cuore quando si verifica un danno; questi sono chiamati troponina e CK-MB.
    • Probabilmente ti verrà fatta una radiografia del torace per controllare se il cuore si è ingrandito o se c'è una perdita di liquidi nei polmoni dovuta a un'insufficienza cardiaca. Gli enzimi cardiaci vengono monitorati tre volte al giorno, per l'esattezza una volta ogni otto ore.
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    Ottieni immediate cure mediche. Se uno qualunque di questi esami rileva dei dati anomali, dovrai essere ricoverato. Se l'elettrocardiogramma mostra un innalzamento di alcuni segmenti, devi rivolgerti a un cardiologo per sottoporti a una cateterizzazione cardiaca urgente, chiamata angioplastica, per ripristinare il normale flusso sanguigno al cuore.[8]
    • La procedura consiste nel creare un accesso arterioso femorale attraverso cui si inserisce un tubicino con liquido di contrasto che permette di ottenere delle immagini dell'arteria coronarica alla ricerca di ostruzioni. Quante e quali arterie sono coinvolte nel blocco determineranno il modo di procedere.
    • In genere, le ostruzioni che bloccano più del 70% dell'arteria vengono eliminate con un catetere a palloncino e uno stent. Le ostruzioni che coinvolgono tra il 50 e il 70% del lume arterioso sono considerate intermedie e fino a qualche anno fa non venivano aperte, ma solo trattate con terapie farmacologiche.[9]
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    Sottoponiti alla chirurgia, se necessario. L'intervento chirurgico di bypass è quello più indicato quando il problema coinvolge l'arteria principale sinistra o sono ostruite più di due arterie. Verrà quindi programmata la procedura chirurgica e dovrai attendere il momento dell'intervento presso il reparto di terapia intensiva.
    • Il bypass aorto-coronarico consiste nel prendere una vena dalla gamba e posizionarla correttamente per aggirare (letteramente "bypassare") le ostruzioni dell'arteria cardiaca.
    • Durante la procedura verrai tenuto in uno stato ipotermico e il cuore smetterà di battere per un certo periodo di tempo, mentre il sangue circola fuori dal corpo attraverso una macchina cuore-polmone. A questo punto il chirurgo cardiotoracico può suturare la vena sul cuore. L'intervento a cuore battente non permette di eseguire questo lavoro delicato, dato che l'innesto deve essere cucito sul cuore e sulle arterie.
    • Inoltre, dato che gli innesti arteriosi sono migliori di quelli venosi, l'arteria mammaria sinistra interna verrà attentamente dissezionata dalla sua sede sulla parete toracica per deviarne il normale percorso e suturarla così sull'arteria discendente anteriore sinistra subito dopo l'ostruzione. Questa tecnica offre maggiori probabilità di ottenere un innesto che duri a lungo e che non si blocchi di nuovo. L'arteria discendente anteriore del cuore è molto importante, apporta sangue al ventricolo sinistro fondamentale, che è il motivo per cui viene intrapreso questo processo impegnativo.
    • Gli altri blocchi coronarici vengono "bypassati" delicatamente prelevando la vena safena della gamba.
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Parte 4 di 4:
Gestire la Malattia Coronarica

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    Concentrati sulla terapia medica. Se soffri di coronaropatia, ma le ostruzioni non sono abbastanza gravi da giustificare un intervento chirurgico, ti verranno semplicemente fornite delle raccomandazioni per evitare ulteriori episodi. Potresti essere stato sottoposto a un intervento di angioplastica con ostruzioni inferiori al 70% o avere subito un'operazione chirurgica per sostituire alcune arterie del cuore. In entrambi i casi, devi seguire i consigli del medico per quanto riguarda la convalescenza. Devi evitare situazioni stressanti e concentrarti sul rilassamento quando cerchi di guarire fisicamente da un infarto.
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    Riduci i livelli di colesterolo. Esiste un'importante ricerca che ha dimostrato che è possibile abbassare il rischio di infarto affrontando in modo drastico il colesterolo.[10] È possibile infatti diminuirne i livelli con farmaci e con cambiamenti nello stile di vita, per esempio seguendo un'alimentazione sana.[11]
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    Abbassa la pressione sanguigna. L'ipertensione è tra i principali fattori di rischio della coronaropatia. Nei pazienti affetti da questa malattia, un calo della pressione sistolica (quella massima) di soli 10 mm/Hg riduce i rischi cardiovascolari fino al 50%.[12]
    • Esistono diverse categorie di farmaci, dai betabloccanti agli ACE-inibitori, che possono aiutare a ridurre la pressione sanguigna.
    • Rivolgiti al medico per ottenere consigli e anche per farti prescrivere dei medicinali per la pressione.
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    Cambia lo stile di vita. È di estrema importanza ridurre il rischio di altri infarti. Sebbene sia possibile ottenere un aiuto in questo senso attraverso i farmaci, è anche una tua responsabilità apportare dei cambiamenti per ridurre le probabilità di nuovi episodi. Tra i cambiamenti importanti che puoi fare considera di:
    • Seguire una dieta iposodica: questo significa mangiare meno di 2 g di sodio al giorno.
    • Concentrarti sul ridurre lo stress: alcune persone si rilassano con la meditazione, con un programma di esercizio fisico controllato, mentre altre optano per gli hobby, come la lettura o lo yoga; anche la musicoterapia è un metodo altrettanto valido.
    • Perdere peso. Fai in modo che l'indice di massa corporea sia inferiore a 30 grazie a un'alimentazione sana e bilanciata. Rivolgiti a un dietologo o un nutrizionista per sviluppare un piano dietetico efficace per te. Tuttavia, se c'è il sospetto di una coronaropatia, devi consultare il medico prima di iniziare qualunque programma di esercizio fisico, dato che potrebbe scatenare un infarto.
    • Smettere di fumare. Questa è la cosa più importante che puoi fare. Il fumo di sigaretta contribuisce enormemente alla formazione delle placche coronariche e all'aterosclerosi. Delle ricerche autorevoli hanno riscontrato che aumenta il rischio di attacco cardiaco dal 25 al 45%, rispettivamente per la prevenzione primaria e secondaria.
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Consigli

  • Per quanto riguarda la malattia coronarica, si fa riferimento a una prevenzione primaria e una secondaria. Quella primaria indica una serie di misure di prevenzione adottate dalle persone che non hanno mai avuto disturbi coronarici in precedenza, pur avendo dei fattori di rischio, come una storia familiare o il diabete, su cui non possono intervenire. Le ricerche hanno dimostrato che è possibile ridurre in modo significativo le probabilità di un problema cardiovascolare ottimizzando appunto la prevenzione primaria. Se soffri di coronaropatia, hai già avuto un attacco di cuore e rientri nella categoria delle persone che devono fare una "prevenzione secondaria", puoi ancora migliorare la qualità della vita e vivere più a lungo seguendo scrupolosamente il protocollo di prevenzione secondaria ed evitando un secondo episodio cardiovascolare. Le ricerche hanno riscontrato che è veramente possibile ridurre il rischio di malattie coronariche.
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Informazioni su questo wikiHow

Soccorritore
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Harrison Lewis. Harrison Lewis è un Soccorritore Registrato a Livello Nazionale che vive in California. Ha conseguito la certificazione presso il NREMT (National Registry of Emergency Medical Technicians) e completato il corso di RCP/Primo Soccorso per Soccorritori Professionisti nel 2014.

Riferimenti

  1. https://www.urmc.rochester.edu/encyclopedia/content.aspx?ContentTypeID=1&ContentID=1828
  2. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/000063.htm
  3. Lahiri, A, Subramanian VB,, Craig MW, Pain in the Thenar Eminence A rare case if Atypical Angina, British Medical Journal,1980 Spt 20 281 6243-782
  4. https://www.urmc.rochester.edu/encyclopedia/content.aspx?ContentTypeID=1&ContentID=1828
  5. Mohammad C Sinno, Mohaz AL-Mallah,,Impact of Medical Therapy on Atheroma Volume Measured By Different Invasive Imaging Modalities:, Cardiology Residency Practice, 2010 July 1 doi 104061210034564
  6. https://www.urmc.rochester.edu/encyclopedia/content.aspx?ContentTypeID=1&ContentID=1828
  7. https://www.urmc.rochester.edu/encyclopedia/content.aspx?ContentTypeID=1&ContentID=1828
  8. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/angioplasty.html
  9. Nico Pijls MD, PhD, William Pearson MD Pim Tonino MD, Functional Flow Reserve versus Angiography for Guiding Percutaneous Intervention in Patients with Multi-vessel Coronary Artery Disease, Journal of the American College of Cardiology, Volume July 2010, 56 (3) 177-184
  1. Nissen, SE, Nichols, SJ, Ballentyne, CJ, Effect Of Very High Intensity Statin Therapy on Regression of Coronary Artherosclerosis:The ASTEROID Trial, JAMA , 2006 April 5 295 13 15556-65
  2. http://www.prevention.com/health/health-concerns/how-lower-cholesterol-naturally
  3. Clive Rosendorf Md PhD, Christopher, Cannon MD, Joel Gore MD Treatment of Hypertension in Prevention and Management of Ischemic Heart Disease, Circulation 2007, 115 2761-2786

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