Come Riconoscere e Curare la Dengue

Scritto in collaborazione con: Chris M. Matsko, MD

La febbre dengue è un'infezione virale che viene trasmessa da due specie particolari di zanzara, la Aedes aegypti e la Aedes albopictus. Il numero di persone che sviluppano ogni anno questa febbre ha raggiunto proporzioni globali. Uno studio recente effettuato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che ogni anno si verificano più di 400 milioni di casi, di cui 500.000, per la maggioranza bambini, sviluppano la forma più grave della dengue, che richiede l'ospedalizzazione. Purtroppo, circa 12.500 pazienti muoiono. L'obiettivo principale dell'intervento medico è quello di fornire trattamenti di supporto, prestando particolare attenzione al riconoscimento delle forme più gravi dell'infezione, in modo da trovare cure adeguate.

Parte 1 di 5:
Riconoscere i Sintomi della Febbre Dengue

  1. 1
    Preparati a un periodo di incubazione di quattro o sei giorni. Questo è il tempo medio previsto prima che inizino a manifestarsi i sintomi, una volta che la zanzara portatrice del virus ti ha punto.[1]
    • Quello indicato è il periodo medio di incubazione, ma potresti iniziare a notare i sintomi anche prima, come dopo tre giorni, oppure più tardi, fino a due settimane dopo la puntura dell'insetto.[2]
  2. 2
    Misura la temperatura del corpo. Il primo sintomo che compare è una febbre alta.[3]
    • La dengue causa una febbre elevata, che può variare dai 38,9 ai 40,6 °C.[4]
    • Questa febbre dura da due a sette giorni, dopodiché la temperatura corporea torna ai livelli normali e in seguito può ripresentarsi. Potrai sviluppare ancora la febbre alta e questa può durare qualche giorno in più.[5]
  3. 3
    Presta attenzione ai sintomi simil-influenzali. Generalmente, i sintomi che si manifestano dopo avere sviluppato la febbre iniziale non sono specifici e vengono descritti come di natura influenzale.[6]
    • Tra i più comuni ci sono un forte mal di testa frontale, dolore dietro gli occhi, grave dolore articolare e muscolare, nausea e vomito, senso di spossatezza e sfoghi cutanei.[7]
    • Un tempo la dengue veniva chiamata "febbre spacca-ossa", a causa del forte dolore che a volte provoca alle articolazioni e ai muscoli.[8]
  4. 4
    Controlla la presenza di un insolito sanguinamento. Il virus può causare altri sintomi tipici, come dei cambiamenti emodinamici o altre variazioni del flusso sanguigno nel corpo.[9]
    • Tra questi cambiamenti nella circolazione del sangue potresti notare epistassi, sanguinamento delle gengive ed ematomi.[10]
    • Oltre a tali variazioni nel flusso sanguigno, potrebbe manifestarsi un evidente arrossamento della zona degli occhi e dolore o infiammazione della gola.[11]
  5. 5
    Osserva gli sfoghi cutanei. Questi, di solito, iniziano a formarsi tre o quattro giorni dopo avere sviluppato la febbre, possono ridursi per un paio di giorni, ma poi si ripresentano.[12]
    • Spesso, le eruzioni cutanee colpiscono inizialmente la zona del viso e possono apparire come aree di pelle arrossata, brufolosa e infiammata, ma non pruriginosa.[13]
    • In seguito, gli sfoghi cutanei si manifestano sulla zona del tronco, diffondendosi su viso, braccia e gambe. Questo secondo rash può durare da due a tre giorni.[14]
    • In alcuni casi, i rash hanno l'aspetto di piccoli punti, chiamati petecchie, che possono formarsi in qualunque parte del corpo, una volta che la febbre è calata. A volte, possono svilupparsi altri tipi di eruzioni cutanee, come sfoghi pruriginosi sui palmi delle mani e sulla pianta dei piedi.[15]
    Pubblicità

Parte 2 di 5:
Diagnosticare la Febbre Dengue

  1. 1
    Fatti visitare dal medico. Se presenti dei sintomi che corrispondono alla febbre dengue, devi rivolgerti al medico il prima possibile per ottenere una diagnosi corretta.
    • Probabilmente, il medico ti farà eseguire un esame del sangue per stabilire se ti sei esposto al virus.[16]
    • L'esame del sangue permette di individuare gli anticorpi che il sistema immunitario sviluppa per difendersi dalla dengue. Sono necessarie diverse settimane prima di ottenere i risultati dall'esame ematico.[17]
    • È possibile controllare un cambiamento nella conta piastrinica per verificare la diagnosi. I pazienti colpiti da questa infezione presentano una quantità inferiore di piastrine rispetto al normale.[18]
    • Esiste un ulteriore esame che può aiutare a diagnosticare la malattia, chiamato "prova del laccio" o "test di fragilità capillare", che fornisce al medico informazioni importanti circa la condizione dei capillari. Questo esame non è conclusivo, ma può essere eseguito per facilitare la formulazione della diagnosi.[19]
    • Ci sono ricerche in corso per sviluppare nuovi test che possano confermare la diagnosi, compresi alcuni esami point-of-care. Questi test vengono eseguiti presso l'ambulatorio medico o in una struttura ospedaliera e possono confermare rapidamente l'eventuale presenza dell'infezione.[20]
    • I segni e i sintomi presenti spesso sono sufficienti affinché il medico possa determinare l'infezione da febbre dengue, iniziare un trattamento di supporto e monitorare i miglioramenti.[21]
  2. 2
    Tieni in considerazione le zone geografiche a rischio di dengue. Sebbene si tratti di un problema che ha raggiunto dimensioni mondiali, ci sono alcune aree in cui l'infezione è endemica, mentre esistono altre regioni in cui non si è riscontrato alcun caso.[22]
    • Le aree del mondo in cui è più probabile essere punti dalla zanzara portatrice dell'infezione sono le zone tropicali, come Puerto Rico, l'America Latina, il Messico, l'Honduras, il Sud-est asiatico e le isole del Pacifico.[23]
    • L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato anche altre aree in cui si sono riportati frequenti casi di dengue, incluse alcune zone dell'Africa, del Sud America, Australia, Medio Oriente e le isole della zona ovest del Pacifico.[24]
    • Recentemente, si sono riscontrati episodi di dengue anche in Europa, Francia, Croazia, isole Madera (isole del Portogallo), Cina, Singapore, Costarica e Giappone.[25]
  3. 3
    Valuta le aree vulnerabili degli Stati Uniti. Nel 2013 si sono riportati diversi casi in Florida.[26]
    • Uno studio recente pubblicato a luglio del 2015 ha affermato che in Florida, durante l'anno, non si è avuto alcun paziente di dengue.[27]
    • Negli ultimi due anni si sono riportati casi di febbre dengue in dieci contee della California.[28]
    • A partire da luglio 2015, ci sono stati diversi nuovi episodi in Texas, lungo il confine con il Messico.[29]
    • Fino ad oggi, i casi rilevati negli Stati Uniti si sono limitati agli stati della Florida, della California e ultimamente al Texas. L'infezione da dengue non si è sviluppata in alcun'altra area geografica del territorio nord americano.[30]
  4. 4
    Analizza i tuoi viaggi recenti. Se pensi di avere contratto il virus, devi ripensare alle zone geografiche che hai visitato nelle ultime due settimane o le aree in cui vivi.[31]
    • Se ti rechi negli Stati Uniti, i sintomi che manifesti difficilmente sono attribuibili alla dengue, a meno che tu non abbia visitato nelle ultime settimane stati come California, Texas, Florida oppure aree del mondo note per questa infezione endemica.[32]
  5. 5
    Riconosci la zanzara. L'insetto portatore del virus ha dei tratti caratteristici unici.[33]
    • La zanzara Aedes aegypti è piccola e scura, con delle fasce bianche sulle zampe. Ha anche uno motivo bianco-argentato sul corpo, che ricorda la forma di uno strumento musicale chiamato lira.[34]
    • Potresti anche ricordare di essere stato punto dalla zanzara. Se hai presente l'aspetto della zanzara che ti ha punto, può essere un'informazione utile per facilitare la diagnosi.
    Pubblicità

Parte 3 di 5:
Trattare la Febbre Dengue

  1. 1
    Cerca cure mediche il prima possibile. Sebbene non vi siano trattamenti specifici per questa infezione, hai bisogno di assistenza medica perché rischi di sviluppare problemi circolatori causati dal virus.[35]
    • La maggior parte dei pazienti migliora in circa due settimane con dei trattamenti generici.[36]
  2. 2
    Attieniti alle cure che ti vengono prescritte. Il metodo più comune per trattare la dengue consiste nel seguire determinati accorgimenti per permettere al corpo di guarire.[37]
    • Riposa molto a letto;[38]
    • Bevi molti liquidi;[39]
    • Prendi dei farmaci per tenere sotto controllo la febbre;[40]
    • Per ridurre la febbre e il disagio causati dall'infezione, viene consigliato il paracetamolo.[41]
  3. 3
    Evita le medicine contenenti acido salicilico. Dato che questo principio attivo tende ad aumentare la fluidità del sangue, non è adatto per gestire il dolore o la febbre associati alla dengue.[42]
    • Chiedi al medico quali farmaci antinfiammatori da banco sono adatti per la tua situazione. Medicinali come l'ibuprofene o il naprossene aiutano a ridurre la febbre e gestire il malessere.
    • A volte, non è consigliato assumere questi antinfiammatori generici se stai già assumendo altri farmaci su prescrizione dai principi attivi simili o quando c'è il timore che tu possa essere soggetto a emorragie gastrointestinali, un effetto collaterale saltuario di questi agenti.[43]
    • Segui le indicazioni riportate sul bugiardino per quanto riguarda la posologia e non superare mai la dose raccomandata.
    • Prima di prendere altri prodotti da banco, rivolgiti al medico, soprattutto se stai già assumendo degli anticoagulanti o dei farmaci contro il dolore.
  4. 4
    Preparati a una convalescenza di diverse settimane. La maggior parte dei pazienti guarisce dalla dengue in circa due settimane.[44]
    • Molte persone, soprattutto gli adulti, continuano a sentirsi stanche e a volte depresse per diverse settimane o mesi, una volta colpite da questo virus.[45]
  5. 5
    Cerca cure mediche d'emergenza. Se i sintomi persistono o sviluppi altre complicazioni, come le emorragie, devi rivolgerti immediatamente al pronto soccorso. Qui di seguito trovi un elenco di alcuni dei sintomi a cui devi prestare particolare attenzione e che potrebbero indicare difficoltà dell'organismo a mantenere integri i vasi sanguigni:[46]
    • Nausea e vomito persistenti;[47]
    • Vomitare sostanze sanguinolenti o simili ai chicchi di caffè;[48]
    • Presenza di sangue nell'urina;[49]
    • Dolore addominale;[50]
    • Difficoltà a respirare;[51]
    • Problemi di epistassi o gengive sanguinanti;[52]
    • Facile sviluppo di ematomi.[53]
    • Quando ti rivolgi al pronto soccorso, molto probabilmente verrai ricoverato. Una volta in ospedale, verrai curato con dei trattamenti di supporto che possono salvarti la vita.[54]
    • Alcuni esempi di questi trattamenti comprendono un reintegro di fluidi ed elettroliti e altre iniziative per curare o prevenire possibili shock.[55]
    Pubblicità

Parte 4 di 5:
Monitorare Eventuali Complicazioni

  1. 1
    Continua a seguire le cure mediche. Durante la convalescenza resta in contatto con il medico e riferiscigli qualunque cambiamento nei sintomi, se si ripresentano o peggiorano.
    • Il medico saprà come intervenire nel caso la patologia dovesse aggravarsi e diventare dengue emorragica o sindrome da shock da dengue.[56]
  2. 2
    Monitora minuziosamente i sintomi persistenti. Se non si riducono dopo sette giorni, continui a manifestare vomito, anche con tracce di sangue, hai forti dolori addominali, difficoltà a respirare, zone violacee sotto l'epidermide simili a lividi e costante epistassi o sanguinamento delle gengive, devi cercare immediate cure mediche.[57]
    • Potresti sviluppare la febbre dengue emorragica, che è una grave patologia potenzialmente mortale.[58]
    • Se presenti questi sintomi, significa che ti trovi in una fase che dura 24-48 ore, durante la quale i capillari, i vasi sanguigni più sottili del corpo, iniziano a diventare permeabili e trasudano sangue.[59]
    • Dai capillari deboli fuoriescono sangue e liquidi che si accumulano nel torace e nella cavità addominale, provocando una patologia chiamata ascite ed effusione pleurica.[60]
    • In questa circostanza, l'organismo va incontro a un collasso del sistema circolatorio che porta a uno shock e, se non viene risolto immediatamente, può provocare la morte.[61]
  3. 3
    Recati al pronto soccorso. Se stai manifestando qualunque sintomo della dengue emorragica o della sindrome da shock da dengue, devi farti ricoverare immediatamente e sottoporti alle cure mediche, in quanto la situazione è davvero grave, potenzialmente mortale.[62]
    • Chiama il 118 o cerca cure mediche il più velocemente possibile: si tratta di un'emergenza sanitaria.[63]
    • La sindrome da shock da dengue è riconoscibile dai sintomi precoci, come la perdita di appetito, febbre continua, vomito persistente e la presenza costante dei sintomi tipici della dengue.[64] Il momento di maggiore rischio di shock è compreso tra il terzo e settimo giorno della malattia.
    • Se non viene adeguatamente curata, l'emorragia interna continua. I sintomi di questo disturbo includono sanguinamento sotto lo strato di pelle, continui lividi e macchie violacee, peggioramento dei sintomi, emorragie anomale, braccia e gambe fredde, umidicce e sudorazione.[65]
    • Questi sintomi indicano che il paziente è – o sta per entrare presto – in uno stato di shock.[66]
    • La sindrome da shock da dengue può essere mortale. Quando il paziente sopravvive, può avere danni cerebrali, perdita di alcune funzioni cerebrali, danni epatici o crisi convulsive.[67]
    • Le cure di questa malattia prevedono il controllo della perdita di sangue, la reintroduzione di liquidi, tentativi di riportare la pressione sanguigna a livelli normali, somministrazione di ossigeno ed eventualmente anche la trasfusione di sangue, per ristabilire il corretto livello piastrinico e fornire nuovo sangue agli organi vitali.[68]
    Pubblicità

Parte 5 di 5:
Prevenire la Febbre Dengue

  1. 1
    Evita le zanzare. Questi insetti portatori del virus molto spesso si nutrono durante il giorno, generalmente al mattino presto o nelle ore del tardo pomeriggio.[69]
    • Resta al chiuso in questi orari, accendi il condizionatore e tieni le zanzariere di porte e finestre chiuse.
    • Cerca di viaggiare e spostarti nelle fasce orarie in cui le zanzare sono meno attive.[70]
  2. 2
    Prendi iniziative per coprire la pelle. Indossa indumenti che proteggono tutto il corpo.[71] Anche se il clima è caldo, dovresti mettere camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi, indossare calze, scarpe e anche i guanti, se devi uscire nei momenti della giornata in cui è maggiore il rischio di essere punti dalle zanzare.[72]
    • Metti una zanzariera sopra il letto.[73]
  3. 3
    Applica dei prodotti repellenti; quelli a base di DEET si sono dimostrati efficaci.[74]
    • Tra gli altri prodotti repellenti utili contro gli insetti ci sono quelli a base di icaridina, di olio di eucalipto citrato o di IR3535.[75]
  4. 4
    Ispeziona le tue proprietà. Le zanzare che trasmettono la dengue si trovano molto spesso vicino alle abitazioni.[76]
    • Possono svilupparsi nell'acqua presente nei contenitori artificiali, come le taniche d'acqua, i vasi di fiori, le ciotole degli animali domestici o i vecchi copertoni.[77]
    • Elimina tutta l'acqua che si deposita in questi contenitori e che non è necessaria.[78]
    • Controlla anche eventuali fonti nascoste di acqua stagnante. I canali di scolo e le grondaie intasate, i pozzi, i tombini e le fosse settiche possono avere delle zone in cui resta dell'acqua ferma. Pulisci queste aree o riparale, in modo che l'acqua scorra evitando che possa depositarsi per troppo tempo.[79]
    • Sbarazzati di tutti i contenitori pieni di acqua stagnante che si trovano attorno o vicino alla porta d'ingresso della casa. Pulisci i sottovasi, gli abbeveratoi per uccelli, le fontane e le ciotole per gli animali domestici almeno una volta a settimana, in modo da eliminare qualunque larva.[80]
    • Fai una buona manutenzione della piscina e introduci dei pesci che si nutrono di zanzare nei piccoli stagni o laghetti.[81]
    • Assicurati che tutte le zanzariere si adattino perfettamente ai serramenti e che porte e finestre si chiudano correttamente.[82]
    Pubblicità

Informazioni su questo wikiHow

Medico di Medicina Generale
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Chris M. Matsko, MD. Il Dottor Matsko è un Medico in pensione che vive in Pennsylvania. Si è laureato presso la Temple University School of Medicine nel 2007.
  1. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  2. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  3. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  4. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  5. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  6. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  7. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  8. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  9. http://www.medscape.com/viewarticle/725639
  10. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3073123/
  11. http://www.medscape.com/viewarticle/725639
  12. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  13. http://www.cdc.gov/dengue/
  14. http://www.cdc.gov/dengue/
  15. http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs117/en/
  16. http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs117/en/
  17. http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs117/en/
  18. http://outbreaknewstoday.com/florida-no-local-transmission-of-dengue-or-chikungunya-in-2015-to-date-26855/
  19. http://outbreaknewstoday.com/florida-no-local-transmission-of-dengue-or-chikungunya-in-2015-to-date-26855/
  20. http://www.cdc.gov/dengue/
  21. http://www.cdc.gov/dengue/
  22. http://www.cdc.gov/dengue/
  23. http://www.cdc.gov/dengue/
  24. http://www.nature.com/scitable/topicpage/dengue-transmission-22399758
  25. http://www.nature.com/scitable/topicpage/dengue-transmission-22399758
  26. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  27. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  28. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  29. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  30. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  31. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  32. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  33. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  34. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  35. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  36. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  37. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  38. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  39. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  40. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  41. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  42. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  43. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  44. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  45. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  46. http://www.niaid.nih.gov/topics/denguefever/understanding/pages/overview.aspx
  47. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  48. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  49. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  50. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  51. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  52. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  53. http://www.cdc.gov/dengue/fAQFacts/index.html
  54. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  55. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  56. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  57. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  58. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  59. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  60. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  61. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  62. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  63. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  64. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  65. http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001373.htm
  66. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  67. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  68. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  69. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  70. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  71. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  72. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444
  73. http://promedmail.org/direct.php?id=20150512.3358444

Hai trovato utile questo articolo?

No
Pubblicità