Come Riconoscere i Segni Premonitori di un Ictus

Scritto in collaborazione con: Chris M. Matsko, MD

Secondo la National Stroke Organization americana, ogni anno circa 800.000 persone soffrono di un ictus. Ogni quattro minuti una persona muore a causa di questa patologia, ma l'80% dei casi in realtà è prevedibile. Negli Stati Uniti si tratta della quinta causa di morte e rappresenta la principale causa di invalidità negli adulti.[1] Ci sono tre diversi tipi di ictus, che presentano sintomi simili, ma richiedono trattamenti differenti. Durante un episodio di ictus l'apporto di sangue a una parte del cervello viene interrotto e le cellule non sono in grado di ricevere ossigeno. Se non si riesce a ristabilire immediatamente il normale flusso, le cellule cerebrali si danneggiano irrimediabilmente, portando di conseguenza a delle significative disabilità fisiche o mentali.[2] È fondamentale, quindi, imparare a riconoscere i sintomi e i fattori di rischio, in modo da ricevere un adeguato intervento medico durante un attacco cerebrale.

Parte 1 di 3:
Individuare i Segni e i Sintomi

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    Presta attenzione ai segni di debolezza dei muscoli facciali o degli arti. Il paziente potrebbe non riuscire a tenere degli oggetti o potrebbe perdere improvvisamente l'equilibrio quando è in piedi. Verifica se i segni di debolezza si manifestano solo su un lato del viso o del corpo. Il soggetto potrebbe abbassare un lato della bocca quando sorride oppure potrebbe non riuscire a sollevare entrambe le braccia oltre la testa.[3]
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    Verifica se il paziente appare confuso, ha difficoltà a parlare o a comprendere un discorso. Quando vengono colpite alcune parti specifiche del cervello, l'individuo può avere problemi a parlare o capire ciò che gli si sta dicendo. Potrebbe essere confuso dalle tue parole, rispondere in maniera tale da rendere evidente che non ha compreso ciò che gli hai detto, biascicare le parole o fare discorsi ingarbugliati senza senso.[4] Tutto ciò potrebbe spaventare parecchio sia te sia il paziente. Fai del tuo meglio per calmarlo dopo avere chiamato l'ambulanza per un soccorso immediato.
    • A volte, alcune persone non riescono a parlare affatto.
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    Chiedi al soggetto se è compromessa la visione di un occhio o di entrambi. Durante un ictus, può capitare che la vista venga colpita improvvisamente e in maniera grave. Alcuni pazienti lamentano la perdita della vista o la visione doppia in uno o entrambi gli occhi. Chiedi all'individuo se non è in grado di vedere o se vede doppio (qualora non riuscisse a parlare, digli di fare un cenno con il capo per dire sì o no, se possibile).[5]
    • Potresti accorgerti che la vittima gira completamente la testa sul lato sinistro per vedere cosa c'è nel campo visivo a sinistra, usando l'occhio destro.
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    Controlla la perdita di coordinazione o equilibrio. Quando il soggetto perde la forza nelle braccia o gambe, potresti accorgerti che ha difficoltà a mantenere l'equilibrio e la coordinazione. Potrebbe non essere in grado di afferrare una penna o di coordinare i movimenti quando cammina, a causa della perdita della funzionalità di una gamba.[6]
    • Potresti anche notare una debolezza generale oppure che inciampa o cade improvvisamente.
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    Verifica se presenta una cefalea improvvisa e grave. L'ictus è anche definito "attacco cerebrale" e può portare a un repentino mal di testa che viene descritto come il peggiore che si possa mai avere. Spesso è accompagnato da nausea e vomito dovuti all'aumento della pressione intracranica.[7]
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    Presta attenzione a un attacco ischemico transitorio (TIA). Questo disturbo si manifesta in maniera simile all'ictus (spesso viene chiamato "mini-ictus"), ma dura meno di cinque minuti e non causa danni duraturi. Tuttavia, è necessario chiamare i servizi d'emergenza e deve essere trattato per ridurre il rischio potenziale di ictus. Dopo un episodio di TIA, infatti, ci sono molte probabilità di soffrire di un conseguente ictus invalidante nell'arco di qualche ora o alcuni giorni.[8] I medici ritengono che i sintomi siano dovuti a un blocco temporaneo delle arterie nel cervello.
    • Circa il 20% delle persone che soffrono di TIA avrà un ictus più grave entro 90 giorni e circa il 2% soffrirà di ictus entro due giorni.
    • I soggetti colpiti da TIA con il tempo possono arrivare a soffrire di demenza multinfartuale o di perdita di memoria.
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    Memorizza l'acronimo inglese FAST. Il termine deriva dalle parole inglesi Face (viso), Arms (braccia), Speech (parlata) e Time (tempo) e aiuta a ricordare cosa è importante osservare quando si sospetta che una persona stia avendo un ictus, oltre al fattore importante del tempo. Se noti i sintomi descritti in precedenza, è fondamentale chiamare i servizi di emergenza immediatamente. Ogni minuto è di estrema importanza quando si vuole garantire il trattamento migliore e una prognosi favorevole.[9]
    • Viso: chiedi alla vittima di sorridere e verifica se un lato della faccia cede verso il basso.
    • Braccia: chiedi di sollevare entrambe le braccia. È in grado di farlo? Un braccio resta in basso?
    • Parlata: il soggetto mostra afasia? Non è in grado di parlare affatto? Si mostra confuso davanti alla semplice richiesta di ripetere frasi brevi?
    • Tempo: chiama immediatamente i soccorsi se noti questi sintomi, non devi esitare.
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Parte 2 di 3:
Trattare l'Ictus

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    Prendi delle iniziative appropriate. Se tu o un'altra persona manifestate questi sintomi, devi cercare cure mediche immediatamente. Tutti i segni descritti in precedenza sono chiari indicatori di ictus.
    • Devi contattare il servizio d'emergenza più vicino anche se i sintomi spariscono velocemente o non sono dolorosi.
    • Presta attenzione al tempo che intercorre dalla manifestazione del primo sintomo, in modo da aiutare lo staff medico a definire il trattamento adeguato.
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    Permetti al medico di eseguire un'anamnesi e una visita medica. Anche se si tratta di un'emergenza, il medico eseguirà una visita e una rapida anamnesi prima di prescrivere degli esami e dei trattamenti. I test necessari includono:[10]
    • Tomografia computerizzata. Si tratta di un esame radiologico che elabora un'immagine dettagliata del cervello subito dopo un sospetto ictus.
    • Risonanza magnetica. Permette di individuare i danni al cervello; può essere eseguita in sostituzione o in aggiunta alla tomografia computerizzata.
    • Ecografia carotidea. È una procedura non dolorosa che mostra il restringimento delle arterie carotidi. Può essere di aiuto dopo un episodio di TIA, quando non è previsto alcun danno permanente al cervello. Se il medico riscontra un'ostruzione del 70%, è necessario intervenire chirurgicamente per evitare un ictus.
    • Angiografia carotidea. Grazie ai raggi X, permette di visualizzare l'interno delle arterie dopo avere inserito un catetere e un colorante.
    • Ecocardiogramma. Permette ai medici di valutare la salute del cuore e la presenza di fattori di rischio noti per l'ictus.
    • Può anche essere richiesta un'analisi del sangue per ricercare un basso livello glicemico, che in natura appare simile a un ictus, e la capacità di coagulazione, un aspetto che può indicare un alto fattore di rischio per un ictus emorragico.
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    Individua i tipi di ictus. Sebbene i sintomi fisici e le conseguenze siano simili, esistono differenti tipi di attacchi cerebrali. Il medico potrà classificare quello in corso basandosi sui risultati di tutti gli esami.
    • Ictus emorragico:[11] i vasi sanguigni nel cervello si rompono o perdono sangue, che viene rilasciato all'interno o attorno al cervello stesso, a seconda del sito specifico in cui si trovano i vasi, provocando pressione e gonfiore. Ciò comporta dei danni alle cellule e ai tessuti. L'ictus emorragico più comune è quello intracerebrale e avviene all'interno del tessuto del cervello, quando scoppia un vaso sanguigno. L'emorragia subaracnoidea consiste in un sanguinamento localizzato tra il cervello e il tessuto che lo copre, appunto nello spazio subaracnoideo.
    • Ictus ischemico: si tratta del tipo più comune e rappresenta l'83% dei casi diagnosticati.[12] In questa tipologia di ictus si verifica un blocco in un'arteria del cervello dovuto a un coagulo di sangue (chiamato anche trombo) o accumulo arterioso (aterosclerosi) che impedisce al sangue e all'ossigeno di raggiungere le cellule e i tessuti cerebrali, riducendo il flusso sanguigno (ischemia) e causando di conseguenza un ictus ischemico.[13]
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    Preparati a dei trattamenti d'emergenza per l'ictus emorragico. In questo caso, i medici devono intervenire rapidamente per fermare il sanguinamento. Tra i possibili trattamenti ci sono:[14]
    • Clipping chirurgico o embolizzazione endovascolare per fermare l'emorragia alla base dell'aneurisma, se è stato questo il responsabile dell'ictus.
    • Intervento chirurgico per eliminare il sangue che non è stato assorbito dai tessuti cerebrali e per alleviare la pressione nel cervello (frequente nei casi gravi).
    • Intervento chirurgico per rimuovere una malformazione artero-venosa (MAV), se è localizzata in un punto accessibile. Una tecnica avanzata, minimamente invasiva, che viene utilizzata per rimuovere la MAV è la radiochirurgia stereotassica.
    • Bypass intracranico per aumentare il flusso sanguigno in alcuni specifici casi.
    • Interruzione immediata della terapia anticoagulante, che rende più difficile fermare il sanguinamento nel cervello.
    • Cure mediche di supporto quando il sangue viene riassorbito dall'organismo, come quelle eseguite dopo una contusione.
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    Preparati per altri trattamenti e farmaci nel caso di ictus ischemico. Entrambi questi approcci sono utili per bloccare l'ictus o prevenire eventuali danni al cervello. Alcune di queste opzioni includono:[15]
    • Attivatore tissutale del plasminogeno (t-PA) per spezzare i coaguli di sangue nelle arterie cerebrali. Il farmaco viene iniettato nel braccio della vittima che soffre di ictus causato da un'ostruzione. Può essere somministrato entro quattro ore dall'inizio dell'attacco; prima viene dato al paziente e migliore sarà la prognosi.
    • Farmaci antiaggreganti per fermare la formazione di altri coaguli nel cervello e impedire ulteriori danni. Tuttavia, si tratta di medicinali che devono essere assunti entro 48 ore e possono causare danni maggiori, se il soggetto è stato colpito da un ictus emorragico; pertanto è di estrema importanza che la diagnosi sia corretta.
    • Endoarteriectomia carotidea o angioplastica, se il paziente è affetto da malattie cardiache. Durante questa procedura, il chirurgo rimuove il rivestimento interno o la carotide, se è ostruita da una placca o se è diventata spessa e rigida. In questo modo, i vasi carotidei si aprono e permettono un maggiore apporto di sangue ossigenato al cervello. Si tratta di un intervento che viene eseguito quando l'arteria è bloccata per almeno il 70%.
    • Trombolisi intrarteriosa, durante la quale un chirurgo inserisce nell'inguine un catetere che raggiunge il cervello, dove può rilasciare un farmaco direttamente nella zona circostante il coagulo che deve essere eliminato.
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Parte 3 di 3:
Individuare i Fattori di Rischio

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    Tieni in considerazione l'età. Questo è il fattore di rischio più importante quando si vogliono determinare le probabilità di ictus. Il rischio di attacco cerebrale quasi raddoppia ogni dieci anni quando la persona raggiunge i 55 anni.[16]
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    Considera possibili ictus o TIA che si sono verificati in passato. Uno dei maggiori fattori di rischio consiste proprio negli episodi precedenti di ictus o di attacco ischemico transitorio ("mini-ictus").[17] Collabora attivamente con il medico per ridurre al minimo altri fattori di rischio, se hai già una storia pregressa di ictus.
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    Sappi che le donne hanno maggiori probabilità di morire a causa di un ictus. Sebbene gli uomini corrano maggiori rischi di soffrirne, le donne hanno più possibilità di essere colpite da un ictus mortale. Anche l'uso della pillola anticoncezionale aumenta il rischio.[18]
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    Tieni in considerazione la fibrillazione atriale. Si tratta di un battito cardiaco rapido, irregolare e debole nell'atrio sinistro. Questa patologia porta a un rallentamento del flusso sanguigno e di conseguenza a un maggior rischio di trombi. È possibile diagnosticare tale disturbo attraverso un elettrocardiogramma.[19]
    • Tra i sintomi della fibrillazione atriale si nota una sensazione di palpitazione toracica, dolore al petto, vertigini, fiato corto e senso di spossatezza.[20]
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    Presta attenzione alla presenza di malformazioni artero-venose (MAV). Questi disturbi impediscono ai vasi sanguigni dentro o attorno al cervello di aggirare i normali tessuti, aumentando così il rischio di ictus. Spesso le MAV sono congenite (sebbene non ereditarie) e si verificano in meno dell'1% della popolazione. Tuttavia, sono più frequenti negli uomini rispetto alle donne.[21]
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    Sottoponiti a degli esami per l'arteriopatia obliterante periferica. Si tratta di una patologia per la quale le arterie si restringono, provocando di conseguenza un numero maggiore di trombi che impediscono la corretta circolazione del sangue attraverso tutto il corpo.[22]
    • Le arterie delle gambe sono quelle colpite con maggiore frequenza.
    • L'arteriopatia obliterante periferica è uno dei principali fattori di rischio dell'ictus.
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    Controlla la pressione del sangue. Quando è alta, sottopone le arterie e gli altri vasi sanguigni a uno sforzo eccessivo. Di conseguenza, alcuni punti delle pareti vascolari si possono rompere facilmente (ictus emorragico) oppure possono assottigliarsi e dilatarsi come un palloncino fino a protrudere (aneurisma).[23]
    • I danni alle arterie possono anche provocare la formazione di trombi che impediscono al sangue di scorrere correttamente, generando di conseguenza degli ictus ischemici.
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    Informati sui rischi del diabete mellito. Se hai il diabete, corri un rischio maggiore di ictus, a causa dei problemi di salute associati alla patologia. I diabetici, infatti, spesso soffrono anche di problemi come il colesterolo alto, l'ipertensione arteriosa e altre forme di malattie cardiache, tutti disturbi che possono aumentare il rischio di ictus.[24]
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    Abbassa i livelli di colesterolo. Anche l'ipercolesterolemia è un fattore di rischio per l'attacco cerebrale; infatti, provoca la formazione di placche nelle arterie, che possono bloccare il flusso sanguigno e portare a un ictus. Segui una dieta sana, con pochi grassi trans per mantenere i livelli di colesterolo nella norma.[25]
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    Non fare uso di prodotti del tabacco. Il fumo danneggia sia il cuore sia i vasi sanguigni; inoltre, la nicotina alza la pressione del sangue. Entrambi questi fattori inducono a un maggior rischio di ictus.[26]
    • Tieni presente che anche il fumo passivo aumenta il rischio di ictus tra i non fumatori.[27]
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    Riduci il consumo di alcool. Se ne bevi in quantità eccessiva, puoi soffrire di diverse patologie, come l'ipertensione e il diabete, che possono portare a un maggior rischio di ictus.
    • Il consumo di alcool provoca un raggruppamento di piastrine, che può causare un ictus o un attacco cardiaco. Inoltre, l'abuso di alcolici può portare alla cardiomiopatia (indebolimento o insufficienza del muscolo cardiaco) e a un'anomalia nel ritmo cardiaco, come la fibrillazione atriale, responsabile della formazione di coaguli che può provocare possibili ictus.[28]
    • Gli esperti raccomandano alle donne di non bere più di una bevanda alcolica al giorno, mentre agli uomini non più di due.[29]
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    Tieni sotto controllo il peso per evitare l'obesità. Anche questo fattore può provocare problemi di salute, come il diabete e la pressione alta che, come già detto, possono aumentare le probabilità di essere colpiti da un ictus.[30]
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    Fai attività fisica per mantenerti in buona salute. Un regolare esercizio fisico può prevenire in maniera efficace molte delle patologie elencate in precedenza, come l'ipertensione, il colesterolo alto e il diabete.[31] Prefiggiti di fare almeno 30 minuti di esercizi cardio ogni giorno.
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    Tieni in considerazione le origini familiari. Alcune etnie sono più soggette a soffrire di ictus rispetto ad altre. Ciò è dovuto alla differenza di caratteristiche genetiche e fisiche. I neri, gli ispanici, i nativi americani e dell'Alaska sono le popolazioni maggiormente a rischio di ictus, in quanto più predisposte.[32]
    • Le popolazioni nere e ispaniche corrono anche maggiori rischi di soffrire di anemia falciforme, caratterizzata da una forma anomala dei globuli rossi che li rende più propensi a restare bloccati nei vasi sanguigni, provocando un potenziale aumento delle probabilità di ictus ischemico.[33]
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Consigli

  • Memorizza l'acronimo FAST per analizzare rapidamente la situazione e ottenere immediate cure mediche per l'ictus.
  • Le persone che soffrono di ictus ischemico hanno maggiori probabilità di superare la malattia, se vengono trattate entro le prime ore dalla manifestazione dei sintomi. I trattamenti possono essere farmacologici e/o interventi medici.
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Avvertenze

  • Anche se la TIA non provoca danni permanenti, resta un chiaro indicatore della possibilità di un altro ictus più grave o di un attacco cardiaco imminente. Se tu o un tuo caro presentate dei sintomi riconducibili a un ictus che sembrano risolversi entro pochi minuti, è molto importante che cerchiate cure mediche, per ridurre il potenziale rischio di un problema peggiore.
  • Sebbene questo articolo offra informazioni mediche in merito all'ictus, non può sostituire una valutazione medica. Devi sempre cercare cure professionali immediate se pensi che tu o qualche persona vicina stiate soffrendo di un ictus.
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Informazioni su questo wikiHow

Medico di Medicina Generale
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Chris M. Matsko, MD. Il Dottor Matsko è un Medico in pensione che vive in Pennsylvania. Si è laureato presso la Temple University School of Medicine nel 2007.
Categorie: Salute

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