Come Riconoscere l'Allergia alle Arachidi

Scritto in collaborazione con: Victor Catania, MD

Le arachidi fanno parte dei primi otto allergeni che, globalmente, causano il 90% di tutte le allergie alimentari. Gli altri sette sono: latte (latticini), uova, pesci con le pinne, crostacei, frutta a guscio, frumento e soia. Da un punto di vista medico, l'allergia alle arachidi può essere trattata come le altre di natura alimentare, in termini di sintomi, trattamenti ed esami diagnostici.

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Tenere Traccia dei Sintomi

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    Osserva i sintomi che possono indicare una reazione allergica. Il burro di arachidi è uno degli alimenti di base per i bambini in età scolastica negli Stati Uniti, perché è ricco di principi nutritivi e poco costoso. Se vivi negli USA, è importante stabilire se tuo figlio è allergico prima di mandarlo a scuola, dove è più probabile che ne sia esposto, a meno che non prendi delle misure preventive.
    • Un bambino che non ha una storia familiare di allergie alimentari probabilmente non deve sottoporsi a un test allergologico.
      • I fratelli di bambini con allergia alle arachidi devono essere valutati e testati con l'esame immunoCap, per verificare se sono allergici a loro volta.[1]
    • Si ritiene che le allergie non si manifestino fino alla seconda esposizione o più. Alla prima esposizione il corpo è in grado di determinare se il cibo è "sicuro" o no; un ottimo approccio può essere quindi quello di introdurre il cibo in modo graduale e a piccole dosi nell'arco di diverse settimane, proprio come si fa quando si abituano i neonati a un nuovo alimento.
    • Una persona molto allergica ha le mucose particolarmente sensibili; pertanto, non è sempre necessario mangiare l'alimento per eseguire il test. Per prima cosa, dovresti vedere se tuo figlio manifesta una certa avversione all'odore (dolore ai seni nasali o starnuti), se mostra reazioni cutanee sul dorso delle mani, bruciore o formicolio sulle labbra quando entrano in contatto con il cibo.
    • Nel caso di un rischio alto, dovresti essere molto cauto con i primi 8 alimenti allergenici, perché una volta che la sostanza è entrata nello stomaco, difficilmente riesci a eliminarla completamente, neppure con il vomito.
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    Segui le linee guida di questo articolo per riconoscere le reazioni allergiche alimentari.
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    Prendi nota di tutti i cibi che la persona ha mangiato nelle ore precedenti la reazione, inclusa la quantità e gli ingredienti.
    • Presta attenzione alle altre allergie. Una percentuale compresa tra il 25 e il 35% delle persone allergiche alle arachidi è sensibile anche alla frutta secca. Se un soggetto manifesta reazioni anomale mangiando la frutta a guscio, è probabile che sia allergico anche alle arachidi.
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    Leggi l'etichetta degli ingredienti. Se temi per questa allergia, devi leggere l'etichetta degli alimenti che sono stati consumati recentemente. Le arachidi si trovano spesso nei cibi lavorati oppure alcune produzioni industriali possono subire contaminazioni crociate durante il processo di trasformazione.
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Parte 2 di 3:
Confermare l'Allergia alle Arachidi

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    Rivolgiti a un allergologo o immunologo. Se tu o il tuo medico di famiglia sospettate questa allergia, devi fissare un appuntamento da uno specialista il prima possibile. L'allergologo vorrà per prima cosa conoscere la tua storia medica e sottoporti a un esame fisico. La cosa principale che vorrà capire durante la visita è la tua reazione quando mangi arachidi o frutta secca.
    • Il fatto di soffrire di allergie alimentari può avere un impatto notevole sullo stile e la qualità della vita, oltre che sulla salute mentale. È importante essere preparati a possibili reazioni allergiche, ma non devi neppure vivere nella paura basandoti solo su alcuni test, dato che potresti ottenere dei falsi positivi.
    • Informati in merito alla possibilità di sottoporti all'immunoterapia, un trattamento che prevede la desensibilizzazione agli allergeni, in modo da ridurre il rischio di gravi reazioni a causa di un'esposizione accidentale. Esistono diversi protocolli immunoterapici, alcuni dei quali sono ancora in fase di sperimentazione clinica.
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    Sottoponiti ai test allergologici. Esistono diversi tipi di test che puoi fare per provocare una risposta delle immunoglobuline E (igE). Questi esami aiutano a valutare la portata dell'allergia, anche se in ultima analisi il solo modo per avere la certezza assoluta è quello di eseguire il test di tolleranza orale.
    • Se il paziente ha già avuto in passato qualche episodio di anafilassi, il medico probabilmente vorrà iniziare con un esame del sangue, per evitare il rischio di scatenare altre reazioni. In genere, il primo esame che viene svolto è il prick test.
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    Sottoponiti a un prick test cutaneo. Durante l'esame vieni esposto ai potenziali allergeni ed esiste la possibilità di manifestare una reazione anafilattica. Tuttavia, il test viene condotto in una struttura ospedaliera e sotto stretto controllo da parte di un allergologo e immunologo esperti, che sono anche in grado di gestire un'evenienza del genere.
    • L'allergologo esegue la parte iniziale del test diagnostico esponendoti agli allergeni comuni. Vengono applicate sulla pelle delle minime quantità di soluzione calibrata contenente la sostanza a cui sei potenzialmente allergico e poi la pelle viene graffiata superficialmente con uno strumento speciale che non causa dolore.
    • L'allergologo traccia una "mappa" dei vari graffi per ricordare quale sostanza è stata inoculata in ogni sezione.
    • Verrai quindi controllato per monitorare ogni risposta acuta e pericolosa che richiede un intervento immediato. Nel caso non sia necessario un intervento urgente, si analizzano i graffi alla ricerca di eventuali ponfi, zone pruriginose di pelle rigonfia, che indicano l'allergia.
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    Esegui le analisi del sangue. L'allergologo preleva un campione di sangue che viene usato per verificare la risposta delle IgE. Questo esame ha il vantaggio di non causare alcun rischio potenziale al paziente, dato che non c'è alcuna esposizione diretta all'allergene. Tuttavia, le analisi del sangue tendono ad avere alcuni falsi positivi.
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    Sottoponiti a un test di tolleranza orale. È l'unico modo per accertarsi che l'allergia non esista. Dato che la maggior parte delle reazioni avverse alle arachidi è grave, con un elevato rischio di crisi anafilattica, l'esame deve essere condotto solo sotto la supervisione medica e in un ambiente protetto, come l'ospedale, in cui sia possibile fornire le cure di emergenza in caso di necessità.
    • L'esame consiste nell'esporti a piccole dosi di allergene iniziando solo dalle labbra, prima di ingerirlo. A ogni somministrazione segue un periodo di osservazione e la dose successiva viene aumentata fino a una certa soglia o finché non si manifesta una reazione.
    • Dopo l'ultima somministrazione devi attendere quattro ore prima delle dimissioni, per essere certi che non ci sia alcuna reazione.
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    Sottoponiti a un test di tolleranza in doppio cieco contro placebo, come ultima risorsa. Questo esame, abbreviato con 1 DBPCFC, permette di confermare un'allergia specifica; viene usato anche per determinare se un paziente è un buon candidato per una sperimentazione clinica. Si tratta di una procedura costosa e lunga.
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Parte 3 di 3:
Proteggere una Persona che Soffre di Allergia alle Arachidi

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    Chiedi che ti venga prescritto un autoiniettore di epinefrina. Questo dispositivo permette di iniettare l'epinefrina per contrastare la crisi anafilattica. Se sei a rischio di questa grave reazione sistemica, devi farti prescrivere tale dispositivo salvavita.
    • Portalo sempre con te. Se il soggetto allergico è un bambino, vale la pena averne uno a scuola e un altro a casa da portare ovunque vada. Gli adulti e gli adolescenti dovrebbero sempre avere con sé l'autoiniettore.
    • Fatti spiegare dal medico le modalità d'uso dello strumento.
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    Informa i membri della famiglia, gli insegnanti e il personale scolastico dell'allergia. È di vitale importanza che ci sia una comunità che protegge il soggetto allergico alle arachidi. Presta particolare attenzione a scuola. Un'alta percentuale delle crisi allergiche avviene proprio nell'ambiente scolastico e in certi casi con esiti fatali. Il personale scolastico può aspettarsi che, nell'arco di due anni, il 18% della popolazione studentesca allergica manifesti almeno una reazione negativa proprio a scuola.[5]
    • Insegna all'infermiere scolastico, ai membri della famiglia e a chi si prende cura della persona allergica come si utilizza un autoiniettore di epinefrina, nel caso di ingestione accidentale di arachidi.
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    Leggi le etichette con attenzione. È molto importante saperle leggere e interpretare. L'industria alimentare è obbligata per legge a indicare la presenza di arachidi nei propri prodotti, nonché l'eventuale rischio di contaminazione crociata. Questo significa che devi evitare gli alimenti sulla cui confezione sono riportate le diciture: "potrebbe contenere arachidi", "prodotto in uno stabilimento dove si utilizzano anche le arachidi".[6]
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    Se una persona manifesta una reazione anafilattica di qualche tipo, aspettati che sia anche allergica alle arachidi. Questo tipo di crisi può essere causato da qualcosa di più della sola sensibilità alle arachidi, per esempio una puntura d'ape.[7] Le allergie alimentari rappresentano una delle cause di crisi anafilattica nei bambini con meno di quattro anni che vengono condotti al pronto soccorso.[8] Considera una persona come allergica alle arachidi finché i test condotti dallo specialista non affermano il contrario.
    • Ad esempio, negli Stati Uniti ci sono circa 30000 episodi di anafilassi, 2000 ricoveri ospedalieri e 200 morti all'anno.[9]
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    Ottieni un immediato intervento medico in caso di anafilassi. Se la persona mostra questa grave reazione sistemica, devi portarla subito al pronto soccorso. Ha bisogno di un'iniezione tempestiva di epinefrina eseguita con l'autoiniettore.[10] Il medico potrebbe eseguire una o più delle seguenti procedure sulla vittima; nel 90% dei casi si tratta di interventi che evitano la morte del paziente:
    • La vittima viene sottoposta a un'iniezione endovenosa di epinefrina al pronto soccorso.
    • Viene collegata a un respiratore se manifesta insufficienza respiratoria o laringospasmo, che indica un'imminente incapacità di respirare. È fondamentale che la vittima venga intubata (viene inserito un tubo in trachea) prima che la laringe inizi a contrarsi e impedisca la procedura.[11]
    • Potrebbe essere necessario somministrare in vena degli H2 antagonisti, come la famotidina o la ranitidina, per ridurre la risposta delle istamine.
    • La vittima potrebbe ricevere supporto per la pressione arteriosa con dei vasocostrittori, se necessario.[12]
    • Un ritardo della diagnosi è associato a una somministrazione tardiva dell'epinefrina. Anche quando l'anafilassi viene riconosciuta tempestivamente e trattata rapidamente con iniezioni di questo farmaco, si riscontra un decesso nel 10% dei casi.[13]
    • La vittima viene tenuta in osservazione per diverse ore al pronto soccorso o in astanteria dopo la crisi iniziale, dato che a volte può manifestarsi una seconda reazione tardiva entro alcune ore. Questo periodo di monitoraggio è indispensabile per delle dimissioni sicure.
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Consigli

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Informazioni su questo wikiHow

Medico di Medicina Generale
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Victor Catania, MD. Il Dottor Catania è un Medico di Medicina Generale Iscritto all'Albo in Pennsylvania. Si è laureato in Medicina alla Medical University of the Americas nel 2012.

Riferimenti

  1. Joel J Liem, Saital Huq, Anita Kozyrskyz, Should Younger Siblings of peanut -allergic patients be assessed by an allergist prior to be being fed peanuts?, Journal of Allergy and Clinical Immunology 2008, 4 144-149.
  2. http://acaai.org/allergies/types/food-allergies
  3. http://my.clevelandclinic.org/health/diagnostics/hic-allergy-tests/hic-food-challenge-test
  4. http://www.nutritionj.com/content/12/1/22
  5. Christina A Eldredge MD, Kenneth Schlerase MD, MPH Food Allergies, A School Based Approach to Management of Allergens in Children, American family Physician 2012 , pp 16-18.
  6. http://www.kidswithfoodallergies.org/page/peanut-allergy.aspx
  7. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/anaphylaxis/basics/definition/con-20014324
  8. Hugh Sampson MD Peanut Allergies, New England Journal of Medicine Volume 346 No 17 April 25,2000, 1294-1299
  9. Sampson, 2000
  1. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/anaphylaxis/basics/definition/con-20014324
  2. Sampson, 2000
  3. Sampson, 2000
  4. Sampson, 2000
  5. Kurt Kowalski MD and Robert Boxer MD, Food Allergies: Detection and Management, American Family Physician 2008, 15, 77, 12, 1678-1686

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