Come Trattare la Zampa Rotta del Criceto

Scritto in collaborazione con: Pippa Elliott, MRCVS

I criceti sono piccole creature veloci. Sfortunatamente, la loro abitudine a divincolarsi può causare degli incidenti; se cadono da una certa altezza è molto probabile che possano rompersi le zampe, più spesso quelle posteriori. Un osso rotto, conosciuto anche come frattura, è un problema grave e devi sempre pensare al benessere del tuo animaletto, prima di decidere il trattamento migliore. Se il criceto ha una frattura esposta, devi portarlo dal veterinario; se invece è chiusa, può essere di aiuto lasciarlo nella gabbia a riposare per consentire all'osso di guarire.

Parte 1 di 2:
Intervenire in Caso di Frattura

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    Cerca i segni della frattura. Puoi capire se il criceto soffre perché non è attivo o non è in grado di muoversi affatto. Altri segnali che possono farti capire che l'animale ha una frattura sono:[1]
    • Gonfiore;
    • Un crepitio o uno schiocco (dovuto all'osso che strofina contro se stesso);
    • L'osso esce visibilmente dalla ferita aperta (piuttosto raramente).
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    Distingui una frattura esposta da una chiusa. Quando sospetti che il criceto abbia un osso rotto, devi stabilire di quale tipo di frattura si tratta. Se è esposta, dovresti notare chiaramente l'osso di colore bianco che ha attraversato la pelle; se si tratta invece di una frattura chiusa, l'osso non è visibile, la pelle è intatta e l'osso resta bloccato all'interno dei muscoli della zampa. In questo secondo caso dovresti notare:[2]
    • Il criceto trascina la zampa;
    • Evita di mettere peso sulla zampa ferita;
    • Una sensazione di scricchiolio sotto le dita quando tocchi delicatamente la zona.
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    Sappi quando è opportuno andare dal veterinario. Se il criceto ha una frattura esposta, devi portarlo dal medico per una visita. Se vuoi trattare questo tipo di ferita a casa e senza delle cure mediche adeguate, sappi che ci sono parecchie probabilità che il moncone d'osso si infetti, provocando un'infezione generale dei tessuti, setticemia e anche la morte. Si tratta di un'agonia lenta e dolorosa, devi quindi cercare aiuto immediato.
    • Dovresti prepararti alla possibilità che il veterinario proponga l'eutanasia, per evitare che il criceto soffra ulteriormente. Se non ci sono cure efficaci per trattare la zampa, questa soluzione può risparmiargli dolore e sofferenze.
    Consiglio dell'Esperto
    Pippa Elliott, MRCVS

    Pippa Elliott, MRCVS

    Veterinaria
    Laureata in Scienze Veterinarie e membro del Royal College of Veterinary Surgeons, la Dottoressa Elliott ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della chirurgia veterinaria e nella pratica della medicina per animali di compagnia. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia veterinaria alla University of Glasgow nel 1987. Lavora da più di 20 anni presso la stessa clinica veterinaria della sua città natale.
    Pippa Elliott, MRCVS
    Pippa Elliott, MRCVS
    Veterinaria

    Pippa Elliott, veterinaria, raccomanda: "Devi portare il criceto dal veterinario anche se sospetti soltanto che abbia una frattura. L'animale potrebbe soffrire molto e aver bisogno di essere visitato per ricevere quantomeno un'adeguata terapia antidolorifica."

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    Sii preparato all'eventualità di un intervento chirurgico. Se l'animale ha subito una frattura esposta, il veterinario potrebbe suggerirti che la soluzione migliore è l'amputazione dell'arto o il tentativo di riduzione della frattura. Entrambe sono procedure ad alto rischio, che devono essere eseguite in un ambiente chirurgico sterile, per evitare possibili infezioni; il criceto dovrà sottoporsi all'anestesia, per gestire il dolore. Sii consapevole del fatto che l'intervento è pericoloso e ci sono molte probabilità che l'animaletto non sopravviva.
    • Non cercare di rimettere a posto l'estremità dell'osso sottopelle senza l'anestesia, dato che sarebbe estremamente doloroso. È una procedura che deve essere eseguita solo sotto il controllo di un veterinario esperto.
    • Non somministrargli antidolorifici a casa, in quanto le dimensioni ridotte del criceto portano inevitabilmente a un'overdose di farmaco. Una quantità eccessiva di medicinali può essere tossica, causare ulcere gastriche o anche la morte.
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Parte 2 di 2:
Gestire le Cure di una Frattura Chiusa

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    Concedi al criceto molto riposo. Togli la ruota dalla gabbia per evitare che possa subire ulteriori danni alla zampa. Se la sua gabbia è costituita da un reticolo di tunnel a più livelli e vari tubi su cui può arrampicarsi, elimina tutti i collegamenti, ripiani e scalini per lasciare l'animale su un unico piano. Devi anche impedirgli di entrare nella palla di esercizio mentre la zampa sta guarendo. In linea generale, evita di maneggiarlo se vedi che fa sforzi e muove in maniera goffa la zampa rotta.[3]
    • Impedendogli di essere troppo attivo, gli consenti di ridurre la quantità di peso che appoggia sulla zampa; in questo modo, le estremità della frattura iniziano a saldarsi nuovamente e a guarire.
    • Se il criceto è attivo e usa la ruota, può interrompere la prima fase di sviluppo del tessuto cicatriziale e rallentare o impedire la guarigione.
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    Assicuragli una dieta ricca di nutrienti. Parla con il veterinario e fatti consigliare degli alimenti sani che comprendano frutta fresca e verdura. Valuta di dare all'animale delle verdure essiccate e altro cibo in pellet, in modo che non marcisca quando il criceto cerca di farne scorta mettendolo negli angoli della gabbia. Dovresti anche offrirgli del latte da bere, in quanto il calcio stimola il processo di guarigione delle ossa. Assicurati però che sia fresco e sostituiscilo almeno ogni due giorni, per evitare la contaminazione batterica. Non nutrire troppo il piccolo roditore, altrimenti ingrassa, con il rischio di mettere ulteriore peso sulla zampa rotta.[4]
    • Non tutti i criceti possono digerire il latte, se ti accorgi pertanto che le feci iniziano a diventare morbide o noti segni di diarrea, interrompi la somministrazione di questo alimento.
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    Non fasciare la ferita. Dato che il criceto è così piccolo, è impossibile riuscire a bendare la frattura in qualunque modo che possa facilitare il processo di guarigione. È invece più probabile che l'attrito della benda sulla pelle causi degli sfoghi cutanei o possa angosciare il criceto, che a quel punto vorrebbe rosicchiarla per toglierla, con il rischio di ingerirla; senza contare il fatto che la compressione del bendaggio sulla frattura provocherebbe maggior dolore.[5]
    • Tieni presente che diversamente dagli altri animali, come i gatti o i cani, nei quali le fratture vengono supportate da fasciature che aiutano ad allineare le ossa più velocemente, le dimensioni ridotte del criceto rendono impossibile tale trattamento.
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    Sii paziente e controlla i segnali di guarigione. Generalmente, una frattura impiega almeno 4 settimane per guarire, ma alcuni criceti possono richiedere anche un tempo maggiore, fino a 12 settimane. Trascorso questo periodo, cerca i segni di miglioramento, ad esempio il criceto inizia ad appoggiare la zampa o non vedi più gonfiore sul sito della frattura. Se la frattura è guarita, l'animale non dovrebbe reagire manifestando dolore e non dovrebbe provare irritazione quando gli tocchi delicatamente la zampa. Se invece noti che è ancora dolorante, smetti immediatamente di maneggiarlo.
    • La maniera più semplice per capire se è completamente guarito è quella di sottoporlo ai raggi X. Si tratta però di una procedura costosa e il criceto deve essere anestetizzato.[6]
    • Una volta guarito, puoi introdurre nuovamente la ruota, gli altri cunicoli e tubi su più livelli all'interno della gabbia. C'è una possibilità che la zampa non guarisca completamente. In questo caso, non farti prendere dal panico; semplicemente, continua a monitorare l'animaletto e andrà tutto bene.
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Veterinaria
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Pippa Elliott, MRCVS. Laureata in Scienze Veterinarie e membro del Royal College of Veterinary Surgeons, la Dottoressa Elliott ha oltre 30 anni di esperienza nel settore della chirurgia veterinaria e nella pratica della medicina per animali di compagnia. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia veterinaria alla University of Glasgow nel 1987. Lavora da più di 20 anni presso la stessa clinica veterinaria della sua città natale.
Categorie: Animali

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