Come Trattare un Disturbo Alimentare

Scritto in collaborazione con: Trudi Griffin, LPC

I disturbi alimentari sono costituiti da atteggiamenti, convinzioni e comportamenti in merito al cibo e all'immagine del corpo che derivano da sentimenti negativi associati al cibo stesso.[1] I comportamenti possono essere molteplici, dall'assumere una quantità ridotta di cibo, a vomitare dopo i pasti, fino a mangiare esageratamente e in maniera compulsiva. Se desideri trattare un disturbo alimentare, probabilmente sei già consapevole che dovrai impegnarti molto per avere un rapporto più sano con il cibo. Può essere difficile ammettere di avere un problema, ma può essere ancora più difficile chiedere aiuto e iniziare la cura. Tieni presente che molte altre persone hanno affrontato i problemi emotivi associati ai disturbi alimentari e puoi farlo anche tu.

Parte 1 di 4:
Chiedere Aiuto

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    Contatta un professionista della salute mentale. Al centro di un disturbo alimentare c'è spesso un dolore estremo, problemi di autostima, vergogna e difficoltà a esprimere emozioni.[2] La persona più indicata con cui parlare è un terapista specializzato e competente che possa aiutarti a iniziare il processo di recupero. I disturbi alimentari sono potenzialmente mortali e, sebbene insegnanti, amici e persone care possano tutti prendersi cura di te e cercare di aiutarti a gestire al meglio il problema, è fondamentale che tu ti rivolga a uno psicologo che ti aiuti e di cui tu ti possa fidare.
    • Se vai ancora alle medie o alle scuole superiori, rivolgiti allo psicologo scolastico. Se nel tuo istituto non è prevista tale figura, parla con l'infermiere scolastico di ciò che stai attraversando.
    • In alcune università è disponibile uno psicologo a cui è possibile rivolgersi. Potresti anche avere accesso al centro di salute dove è presente un medico; parecchie università offrono questo servizio, soprattutto quelle che propongono un'ampia gamma di facoltà, compresa quella infermieristica e medica.
    • Se sei un adulto, cerca un medico specializzato nel settore dei disturbi alimentari; puoi fare una ricerca online per trovarne alcuni nella tua zona. Anche la terapia ambulatoriale è un buon punto di partenza per iniziare il percorso di recupero e può aiutarti ad affrontare i bisogni emotivi che accompagnano questa malattia.[3]
    • La terapia dialettico-comportamentale e quella cognitivo-comportamentale sono efficaci nel trattare il problema.[4][5] Questi approcci aiutano ad affrontare i pensieri e le emozioni, che sono fattori cruciali da esaminare quando si tratta di disturbi alimentari.
    • Anche la terapia familiare è spesso un componente importante nella cura di questa patologia.[6] I familiari potrebbero aver bisogno di capire meglio la problematica e imparare a relazionarsi in maniera più comprensiva con un membro della famiglia affetto dalla malattia; a volte, infatti, le dinamiche familiari possono aggravare la situazione.
    • Molte persone sono state curate con successo dai disturbi alimentari e non hanno più sofferto emotivamente; sono arrivate a vivere un'esistenza felice, serena e appagante.
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    Contatta un medico. I disturbi alimentari, in particolare l'anoressia, possono provocare danni notevoli al corpo e persino la morte.[7] Prendi in considerazione seriamente la tua salute. Ottieni una valutazione medica complessiva da un dottore competente che possa stabilire il tuo stato di salute. Potrebbero evidenziarsi dei problemi di fondo dovuti al disturbo alimentare, come osteoporosi, bradicardia anomala, grave disidratazione, insufficienza renale, perforazione gastrica o ulcera peptica.[8]
    • Per prenderti cura di te devi iniziare a nutrirti e impostare un rapporto migliore tra la mente, il corpo e le emozioni.
    • Sottoponiti regolarmente ai controlli medici durante tutto il processo di guarigione.
    • Se soffri di bulimia nervosa o del disturbo da alimentazione incontrollata, il medico potrebbe prescriverti la fluoxetina (Prozac) per ridurre la frequenza delle abbuffate.[9]
    • Il tasso di mortalità nelle persone che non si sottopongono a delle cure per questa malattia è molto alto.[10] Se vuoi avere maggiori probabilità di trascorrere una vita lunga e in salute, devi cercare delle cure mediche e trattamenti psicologici.
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    Monitora la salute mentale. Se soffri di depressione, ansia o altri problemi di natura mentale, rivolgiti a un terapista e/o prendi i farmaci per controllarli.[11] La terapia insegna a sviluppare le abilità di gestione per restare in buona salute e affrontare i fattori stressanti della vita. Se ti senti particolarmente ansioso o depresso, corri maggiori rischi di ricadere in qualche disturbo alimentare, è quindi fondamentale impegnarsi per acquisire tali abilità.
    • Molte persone affette da questa patologia hanno una storia pregressa di traumi, come la mancanza di attenzioni durante l'infanzia, il bullismo, gli abusi fisici o sessuali, tutti fattori che portano ad avere una bassa autostima.[12] Durante il lavoro con lo psicologo è importante parlare di questi sentimenti e superare i traumi.
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    Trova supporto dagli amici e dai familiari più cari. Circondati di persone che ti amano e che ti possano sostenere; mantieni un contatto intimo con coloro che ti vogliono felice e sano. Stai invece lontano da quelli che incoraggiano le abitudini alimentari malsane o che ti fanno sentire a disagio con il tuo corpo.[13]
    • Dovresti trovare amici o gruppi di amici diversi che ti aiutino a evitare i fattori scatenanti. Fai in modo che le persone che ti amano ti siano vicine e ti supportino, non demoralizzarti e ignora il giudizio di chiunque.
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    Valuta di sottoporti a un trattamento ospedaliero o residenziale. Sono ottime opzioni per coloro che non riescono a gestire da soli i sintomi psicologici e/o fisici e che hanno bisogno di cure più intensive.[14] Un trattamento ospedaliero prevede di rivolgersi a un centro specializzato in disturbi alimentari per ricevere maggiori cure mediche e psicologiche. Quello residenziale è invece più indicato per le persone che sono clinicamente più stabili e si concentra perlopiù su dei trattamenti psicologici con un supporto farmacologico. In molti centri operano anche dei dietologi che possono aiutarti a pianificare o fornire una dieta adeguata.[15]
    • Se pensi di avere bisogno di un supporto maggiore rispetto alla terapia settimanale oppure hai grosse difficoltà a gestire i sintomi psicologici e fisici, puoi cercare questo tipo di cure.
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Parte 2 di 4:
Conoscere i Sintomi

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    Riconosci i sintomi emotivi. Sebbene i disturbi alimentari possano variare da una persona all'altra, alcuni segnali sono simili per tutte le tipologie del problema. La maggior parte delle persone malate è esageratamente preoccupata del proprio corpo, peso e aspetto. Tra i sintomi emotivi principali ci sono:[16]
    • Preoccupazione in merito al cibo e al conteggio delle calorie;
    • Timore di certi alimenti, come quelli che contengono i grassi;
    • Estrema paura di aumentare di peso o di essere "grasso";
    • Autostima e percezione di sé basata sulla sensazione fisica del corpo;
    • Allontamento da situazioni che implicano cibo;
    • Pesarsi spesso;
    • Negazione dei problemi alimentari o della perdita di peso;
    • Isolamento dagli amici.
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    Cerca i sintomi dell'anoressia. Può essere difficile distinguere una perdita di peso sana da quella pericolosa in ogni singola persona. Se il dimagrimento e i sentimenti negativi riguardo il corpo ti destano preoccupazione, non sei e non sarai soddisfatto del tuo aspetto, pensi di essere grasso a prescindere da quanto stai dimagrendo, sei a rischio di soffrire di anoressia.[17] Questa è una grave malattia che può anche portare alla morte. Alcuni dei sintomi sono:[18]
    • Estrema limitazione dei cibi;
    • Estrema magrezza, deperimento;
    • Incapacità di mantenere un peso nella norma, tentativo costante di mantenere un aspetto più magro e più slanciato;
    • Amenorrea nelle donne e ragazze;
    • Pelle secca e giallastra, capelli fragili;
    • Ipotensione.
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    Riconosci i sintomi della bulimia. Questo disturbo è caratterizzato dal mangiare una grossa quantità di cibo (abbuffata) e poi evitare di ingrassare vomitando, prendendo dei lassativi o altri farmaci oppure facendo troppo esercizio fisico.[19] La maggior parte dei soggetti che soffrono di bulimia tende ad avere un peso nella media o appena superiore. I sintomi prevedono:[20][21]
    • Mangiare grandi quantità di cibo in una volta;
    • Perdere il controllo durante le abbuffate;
    • Mangiare oltre il senso di sazietà;
    • Mangiare finché non si sta male;
    • Trovare conforto nel cibo dopo avere vissuto emozioni di tristezza o solitudine;
    • Vomitare, prendere dei lassativi o fare attività fisica subito dopo aver mangiato;
    • Abbuffarsi e/o purgarsi in segreto;
    • Avere lo smalto dei denti usurato;
    • Avere la gola dolente o gonfia.
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    Controlla i sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata. Questa patologia, chiamata anche abbuffata compulsiva, si verifica quando una persona mangia una quantità eccessiva di cibo, ma non prende nessuna iniziativa successiva per perdere peso.[22] Durante l'abbuffata, il paziente può perdere il controllo o anche depersonalizzarsi completamente; di solito, è una persona tendenzialmente in sovrappeso o obesa. Spesso, tale comportamento porta a provare sentimenti di vergogna e imbarazzo, che a loro volta inducono a mangiare ancora di più.[23]
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Parte 3 di 4:
Cambiare le Abitudini Dannose

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    Individua i tuoi fattori scatenanti. Potresti essere indotto a seguire cattive abitudini alimentari guardando le immagini di persone famose magre, cercando in internet dei siti web pro-ana (a favore dell'anoressia), preparandoti alla stagione del bikini oppure a causa dello stress per un esame o per l'anniversario di un evento doloroso. Tieni presente che quando ti senti vulnerabile è più facile ricadere nel disturbo alimentare.[24]
    • Una volta identificati i fattori che ti inducono ai comportamenti malati, puoi impostare un piano per gestirli. Puoi chiamare tua sorella o il tuo miglior amico, dire una preghiera o rivolgerti a uno psicologo.
    • Il terapista può insegnarti dei modi sani per gestire gli episodi scatenanti quando si verificano.
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    Evita i regimi alimentari. Le diete sono un po' come quando si impedisce a un bambino di usare un gioco divertente: se non riesce a ottenerlo, lo desidera ancora di più. Può essere un concetto valido anche per i disordini alimentari: quando non hai la possibilità di raggiungere determinati alimenti, la tentazione di mangiarli aumenta e quando li mangi continui a provare vergogna e senso di colpa. Le diete possono portare a desiderare il cibo in maniera compulsiva.[25]
    • Collabora con un dietologo che ti aiuti a tornare a delle sane abitudini alimentari.
    • Puoi decidere di diventare un vegetariano o un vegano, ma valuta le tue motivazioni. Se fai queste scelte per limitare alcuni alimenti e non per motivazioni puramente salutari o morali, devi riconsiderare questo stile di vita.[26]
    • Concediti dei dolcetti occasionali. Se ti piace la torta al cioccolato o il cheeseburger, non rinunciare a mangiarne un po' di tanto in tanto.[27] Il cibo ha lo scopo di nutrire l'organismo, ma deve anche donare piacere; è importante mangiare alimenti che ti piacciono e che ti facciano stare bene.
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    Riduci l'attività fisica. Se ti alleni troppo, devi valutare di ridurre la routine di esercizio;[28] si tratta di un'attività sana, proprio come mangiare, ma solo se in quantità equilibrata. Un eccesso o una scarsità di attività fisica o di alimenti può nuocere all'organismo.
    • Ridurre l'allenamento non significa eliminarlo completamente, ma puoi prenderti una pausa temporanea per aiutare il corpo a recuperare le energie, se ti sei impegnato troppo e l'hai stressato. Rivolgiti a un medico quando sei pronto a cambiare le abitudini di esercizio fisico.
    • Fai in modo che l'attività fisica sia qualcosa per onorare e amare il tuo corpo e non per danneggiarlo o perdere peso.
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    Migliora l'immagine che hai del tuo corpo. Smetti di impegnarti in conversazioni sul tuo aspetto fisico e su quello di altre persone.[29] Questo significa anche non parlare del corpo delle persone famose. Abituati ad abbandonare la mentalità che ti induce a denigrare il tuo fisico e quello degli altri. Evita anche che le persone attorno a te parlino negativamente del loro aspetto.
    • Elenca le qualità positive del tuo fisico. Non devono essere correlate al peso; potresti apprezzare i tuoi capelli ricci o il colore degli occhi oppure il fatto che hai un ombelico sporgente. Ci sono alcune parti del corpo che vengono trascurate, quando ci si concentra solo su ciò che si percepisce come brutto.
    • Potrebbe essere difficile ricevere un complimento senza trovare il modo di minimizzarlo, ma sorridi e rispondi con un "Grazie".
    • Se senti altre persone che parlano male del loro corpo, ricorda che è importante trattare te stesso e gli altri in maniera gentile.
    • Evita le situazioni che incoraggiano la vergogna per il grasso, a prescindere che siano i mezzi di informazione, gli amici o le riviste.
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    Mangia in maniera consapevole. Anziché concentrarti sulle associazioni negative con il cibo, presta attenzione all'azione. Dedica del tempo per praticare la consapevolezza durante i pasti; trova il tempo per mangiare, siediti a tavola e ringrazia per il cibo che hai davanti a te. Prenditi un momento prima di iniziare a mangiare per visualizzare il piacere del cibo: guardane il colore, la consistenza e la disposizione nel piatto. Annusalo e percepisci la salivazione in bocca. Quando sei pronto per mangiare, mastica i bocconi lentamente e apprezzane il gusto, la consistenza e il profumo.[30]
    • Quando mangi devi essere presente nel momento. Spegni il televisore e allontana ogni altra distrazione. Appoggia la forchetta sul tavolo tra i vari bocconi e cerca di concentrarti sul profumo, l'aspetto, il sapore, la temperatura e anche il suono del cibo quando lo mastichi.[31] Se la mente si distrae non è un problema, ma cerca di guidarla per riportarla gentilmente al momento presente.
    • Mangiare con consapevolezza vuol dire fare un scelta cosciente del cibo e stabilire cosa mangi.[32] Se hai difficoltà a restare concentrato, prova a dire a te stesso: "Voglio fare colazione per nutrire il corpo perché mi voglio bene".
    • Quando hai difficoltà a mangiare degli alimenti che in precedenza avevi escluso, ripeti a te stesso: "Sto scegliendo di mangiare una torta al cioccolato per dessert perché mi piace".
  6. 6
    Blocca i discorsi interiori negativi. Puoi anche non renderti conto di quanti pensieri negativi attraversino la tua mente. Quando prendi coscienza di uno di questi, interrompilo, osservalo e poi analizzalo.
    • Chiediti se tale pensiero è basato sulla realtà, se si tratta cioè di un fatto reale o solo di una tua interpretazione.
    • Cerca delle valutazioni alternative (è il modo migliore di approcciarsi? Possono esserci altri significati?).
    • Valuta il pensiero da un'altra prospettiva (è possibile che stia esagerando o che mi stia aspettando il peggio? La questione sarà ancora importante tra due anni?).
    • Imposta una mentalità orientata agli obiettivi (c'è un modo per approcciarsi alla situazione che possa aiutarmi a raggiungere gli obiettivi? Posso imparare qualcosa da questo?).[33]
    • Se hai dei pensieri del tipo: "Sono grasso e non piaccio a nessuno", osserva tale pensiero e inizia ad affrontarlo. Prova a chiederti: "È proprio vero che non piaccio a nessuno? No, ho un vero amico, il mio cane e so che mi amano". Oppure: "Sono davvero grasso? Peso solo 50 kg e sono alto 1,70 m, ciò significa che sono sottopeso. Inoltre, anche il mio amico dice che sono troppo magro. Se anche fossi grasso, sono ancora piacevole e amorevole".
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Parte 4 di 4:
Cambiare la Mentalità

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    Ascolta il tuo corpo. Se soffri di un disturbo alimentare, hai preso l'abitudine di ignorare i segnali del corpo. Devi invece imparare a concentrarti e ascoltarlo molto attentamente. Lascia che l'organismo ti dica quando è affamato e ascoltalo; quando ha ottenuto cibo a sufficienza, si sente soddisfatto; non gonfio o dolorante, ma appagato.[34] La stessa cosa vale per l'attività fisica: il corpo ti manda il segnale che ha fatto abbastanza esercizio quando ti senti stanco o spossato. Il modo giusto di approcciarsi in questo caso è imparare la moderazione.
    • Il corpo è in grado di dirti quando mangiare e quando smettere, così come quando fare attività fisica e quando è ora di fermarsi. Impara a fidarti dei messaggi che ti invia e, cosa ancora più importante, ad ascoltarli. Fidati della capacità innata dell'organismo di dirti di cosa ha bisogno.[35]
    • Se in passato mangiavi troppo o ti abbuffavi, impara ad ascoltare attentamente il corpo e qualunque segnale che ti manda, per capire quando è affamato o sazio.
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    Presta attenzione alle emozioni. Ricorri al cibo quando ti senti felice, stressato o triste? Oppure ti punisci per le emozioni che vivi limitando il cibo? Alcune persone scappano dalle emozioni spiacevoli sopprimendole con gli alimenti. Sfida te stesso e affronta tali sentimenti concedendoti di viverli. Riconosci che i disturbi alimentari sono molto più associati al desiderio di evitare le emozioni spiacevoli, anziché al cibo in sé.[36] Rifugiarsi nel cibo è un modo di praticare l'autocontrollo, mentre le abbuffate possono essere una maniera per trovare conforto dalla tristezza o dall'angoscia e il lassativo è un modo per punirsi.
    • Pensa a quali sentimenti ti portano a comportarti in questa maniera e ricorda che "grasso" non è un sentimento. Puoi lottare con i problemi di autostima o rispetto di te stesso. Cos'è successo subito prima di indirizzare le tue attenzioni sul cibo? Stavi provando un sentimento di solitudine, tristezza o ti sentivi in difetto per qualcosa? Cerca di capire quali emozioni ti spingono ad avere abitudini alimentari sbagliate.[37]
  3. 3
    Trova un modo sano di affrontare il problema. Una volta compreso quale emozione hai difficoltà ad ammettere, trova un modo per gestirla e per affrontare i fattori stressanti, quando si presentano. Non tutti reagiscono nello stesso modo, prenditi quindi del tempo per capire cosa ti è d'aiuto per affrontare i tuoi problemi. Prova diverse tecniche e individua quella più efficace nel tuo caso. Eccone alcune:[38]
    • Chiamare un amico o un familiare;
    • Ascoltare della musica;
    • Giocare con il tuo animale domestico;
    • Leggere un libro;
    • Fare una passeggiata;
    • Scrivere;
    • Uscire all'aperto.
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    Gestisci lo stress. Impara ad affrontare ogni giorno le difficoltà, in modo che non prevedano il cibo. Impegnandoti quotidianamente in attività che ti aiutano a gestire lo stress, puoi evitare di sentirti sopraffatto.[39] Rendendo la gestione dello stress parte della tua routine quotidiana, puoi affrontare la pressione psicologica non appena ti assale, anziché permetterle di accumularsi.
    • Pratica uno yoga leggero, la meditazione e gli esercizi di rilassamento.
    • Prova il rilassamento muscolare progressivo. Sdraiati e rilassa il corpo, respirando in maniera più profonda man mano che allenti le tensioni. Inizia dalla mano destra, contrai i muscoli facendo un pugno e poi rilassali. Concentrati poi sull'avambraccio destro e in seguito sulla parte superiore del braccio, sempre tendendo i muscoli e poi rilassandoli. Lavora su tutto il braccio destro e poi passa a quello sinistro, procedi con il viso, il collo, la schiena, il petto, le anche, entrambe le gambe e poi i piedi. Alla fine dovresti sentire tutto il corpo completamente rilassato e non provare alcuna tensione muscolare.[40]
  5. 5
    Accetta te stesso. I disturbi alimentari sono delle proteste attive alla negazione dei bisogni delle emozioni e del corpo. Imparare ad accettarti così come sei può essere un processo lungo e doloroso; apprezza i vari aspetti della tua persona: corpo, mente, spirito ed emozioni.
    • Fai una lista delle tue qualità positive. Puoi essere intelligente, creativo, artistico, un genio della matematica, gentile, premuroso e compassionevole.[41] Il tuo contributo al mondo è prezioso, riconoscilo!
    • Combatti i pensieri negativi in merito all'aspetto fisico ripetendo delle affermazioni positive sulla tua persona nel suo complesso. Quando ti accorgi di essere troppo critico verso la tua esteriorità, indirizza la mente sulle cose che ti fanno sentire importante e che non riguardano l'aspetto fisico. Possono essere la gentilezza, la generosità, l'intelligenza e le varie abilità. Ricorda a te stesso che il valore non è determinato dalla tua apparenza, ma da chi sei.
  6. 6
    Credi in te stesso. Un fattore importante dei disturbi alimentari è avere il controllo sui processi naturali del corpo imponendosi consapevolmente. Concediti di allentare il controllo della mente e inizia a credere in te stesso.[42] Potresti aver stilato delle regole alimentari ("Non mangio cibi rossi" oppure "Non posso mangiare alimenti ricchi di carboidrati, come il pane"), ma prova a sfidare le tue stesse regole. Inizia lentamente e resta concentrato sull'obiettivo.
    • Rifletti su come ti senti a infrangere una "regola". Ti sentivi ansioso prima? E durante? Come ti senti in seguito? Come ha risposto l'organismo? Impara a migliorare il tuo rapporto con il cibo e inizia ad apprezzarlo, anziché averne paura.
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Consigli

  • Sii gentile e molto compassionevole con te stesso. Il trattamento di un disturbo alimentare può prosciugare le energie ed essere molto doloroso. Riconosci il duro lavoro che stai facendo e ricorda che ne varrà la pena.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Registrata
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Trudi Griffin, LPC. Trudi Griffin lavora come Counselor Professionale Registrata nel Wisconsin. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Counseling Psicologico Clinico alla Marquette University nel 2011.
Categorie: Salute
  1. http://archpsyc.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1107207
  2. http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/mental-illness/basics/treatment/con-20033813
  3. https://www.nationaleatingdisorders.org/sites/default/files/ResourceHandouts/TraumaandEatingDisorders.pdf
  4. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/eating-disorder-treatment-and-recovery.htm
  5. http://www.nationaleatingdisorders.org/treating-eating-disorder
  6. http://www.nationaleatingdisorders.org/treatment-settings-and-levels-care
  7. http://www.mckinley.illinois.edu/handouts/eating_disorders_disturbances.htm
  8. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  9. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  10. https://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/000341.htm
  11. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  12. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/binge-eating-disorder.htm
  13. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  14. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  15. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/eating-disorder-treatment-and-recovery.htm
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  17. http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666398901854
  18. http://www.helpguide.org/articles/diet-weight-loss/emotional-eating.htm
  19. http://www.nimh.nih.gov/health/topics/eating-disorders/index.shtml
  20. https://www.psychologytoday.com/blog/diet-is-4-letter-word/201402/how-do-i-improve-my-body-image
  21. https://www.nationaleatingdisorders.org/listen-your-body
  22. https://www.psychologytoday.com/blog/mindful-eating/200902/mindful-eating
  23. http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10640266.2011.533605
  24. http://psychcentral.com/lib/challenging-negative-self-talk/
  25. https://www.nationaleatingdisorders.org/listen-your-body
  26. http://www.eatingdisorderhope.com/blog/intuitive-eating-as-part-of-recovery
  27. http://www.helpguide.org/home-pages/eating-disorders.htm
  28. http://www.helpguide.org/home-pages/eating-disorders.htm
  29. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/eating-disorder-treatment-and-recovery.htm
  30. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/binge-eating-disorder.htm
  31. http://www.cci.health.wa.gov.au/docs/ACF3C8D.pdf
  32. http://www.helpguide.org/articles/eating-disorders/eating-disorder-treatment-and-recovery.htm
  33. http://www.eatingdisorderhope.com/blog/intuitive-eating-healthy-body-signals

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