Come Trovare uno Psicologo Solidale se sei Lesbica, Gay, Bisessuale o Transessuale

Scritto in collaborazione con: Paul Chernyak, LPC

Alcune persone omosessuali hanno rapporti interpersonali molto semplici, uscendo magari di nascosto con il capitano della squadra di calcio del liceo e facendo coming-out in seguito senza troppi problemi. Altre volte, un individuo può avere maggiori difficoltà e si sentirebbe meglio se potesse parlarne con qualcuno. Sfortunatamente, non solo molti terapisti sono poco professionali, ma esistono parecchi individui che cercano di convincere gli omosessuali che la fonte dei loro problemi sia proprio l'omosessualità stessa, causando così gravi turbe psicologiche. In casi estremi i terapisti cercano di modificare l'orientamento sessuale del paziente, nonostante gli avvertimenti autorevoli di organizzazioni psichiatriche e psicologiche rispettabili che affermano che tale pratica non solo è inutile, ma anche dannosa.

Parte 1 di 3:
Trovare un Analista

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    Trova un professionista specializzato in problematiche gay, o con esperienza in questo campo, che abbia un atteggiamento positivo ed empatico. Nello specifico, cerca un terapista che si dichiari "LGBT-affirming", che si impegni cioè ad aiutare le persone a riconoscere e accettare il proprio orientamento sessuale per raggiungere una maggiore tranquillità mentale. Dopotutto, è proprio quello che stai cercando.
    • Valuta di farti consigliare qualche professionista dagli amici della tua comunità.
    • Guarda le Pagine Gialle.
    • Rivolgiti a una sede Arcigay o a un gruppo di supporto che possa darti delle buone informazioni.
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    Fai qualche ricerca online per trovare un terapista con un approccio positivo. Esistono molte pagine web che riportano un elenco di nominativi di psichiatri e psicologi che ti possono aiutare, incluse delle associazioni professionali, forum online, gruppi di supporto virtuali e molto altro. Ecco qualche suggerimento:
    • Fai una ricerca sul sito dell'albo nazionale degli psicologi;
    • Consulta il sito dell'Arcigay e chiama uno dei suoi telefoni amici;
    • Guarda il sito LGBTitalia per trovare maggiori informazioni e dettagli.
    • Frequenta forum dedicati, come Ellexelle o Gay.tv.
    • Se sei transessuale, consulta sempre il sito dell'Arcigay oppure il consultorio familiare della tua zona che può indicarti un terapista per iniziare il processo di transizione.[1]
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    Cerca una terapia a distanza. Gli psicologi solidali e specializzati in tematiche LGBT non sono disponibili ovunque. Tuttavia, puoi sottoporti a una terapia a distanza, per trovare l'aiuto che cerchi. Alcuni professionisti offrono diverse soluzioni per riuscire a raggiungere molti pazienti che vivono in regioni lontane. Le sedute telefoniche e online sono mezzi efficaci per seguire la terapia di affermazione della propria identità sessuale al di fuori della propria comunità.[2]
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    Cerca dei metodi alternativi per seguire le sedute. Non limitarti ai "terapisti". Ci sono molti professionisti della salute mentale, medici e assistenti sociali che offrono il sostegno e la guida di cui hai bisogno. Valuta:
    • Assistenti sociali ospedalieri: sono professionisti con esperienza clinica e ospedaliera. Lavorano spesso in gruppi di supporto.
    • Consulenti abilitati per le dipendenze: non sono terapisti, ma lavorano nello stesso ambito.
    • Terapisti familiari: sono specializzati nelle questioni matrimoniali e familiari.[3]
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Parte 2 di 3:
Scegliere il Terapista

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    Fissa un colloquio preliminare con i terapisti prima di impegnarti in una serie di sedute. Ora che hai ristretto la rosa dei candidati, puoi metterti in contatto con loro e fissare un appuntamento di mutua conoscenza. Puoi farlo durante la prima visita, ma potrebbe essere più semplice e meno costoso porre alcune domande ai professionisti durante una telefonata molto breve.
    • Chiedi loro se hanno amici o familiari LGBT.
    • Informati se hanno seguito dei corsi di aggiornamento in merito alle problematiche LGBT.
    • Chiedi se hanno già avuto pazienti omosessuali.
    • Domanda loro se si sentono a proprio agio parlando di problematiche LGBT e se hanno convinzioni personali o religiose che potrebbero interferire.
    • Soprattutto, chiedi ai terapisti di essere aperti e onesti con te, come tu lo sarai nei loro confronti.
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    Vai alla seduta. Dopo il colloquio telefonico, devi fissare un appuntamento per avere più tempo a disposizione per le tue valutazioni e capire quanto ti senti a tuo agio. Se provi disagio e il terapista non affronta tutte le tue preoccupazioni o non sembra empatico, dovresti cercare un altro psicologo. Dopo la visita iniziale, fai queste considerazioni:
    • Ti è sembrato a suo agio con te?
    • Ha parlato in maniera schietta della tua sessualità o della tua identità di genere?
    • Ti sei sentito a disagio?[4]
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    Valuta la prospettiva del professionista e le sue intenzioni. Egli non dovrebbe consolidare i principali messaggi negativi che la società trasmette in merito agli omosessuali. Dovrebbe invece suggerire delle strategie positive per aiutarti a gestire la discriminazione di cui potresti essere vittima. Queste includono:
    • Stabilire dei limiti con le persone negative o dannose presenti nella tua vita;
    • Unirti a un gruppo LGBT;
    • Fare del volontariato nella tua comunità.
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    Impegnati nel processo terapeutico. Ora che hai svolto ricerche, fatto interviste, scelto il professionista e deciso che ti senti a tuo agio con questa persona, dovresti rispettare l'impegno. Il lavoro sulle varie problematiche, qualunque esse siano, non sarà certo breve o semplice. La psicoterapia è spesso un processo lungo che richiede mesi o anche anni prima di portare buoni frutti. Fintanto che mantieni una relazione affermativa, positiva con il terapista, ti rendi conto che il processo ti aiuta a crescere e a stare meglio, dovresti continuare a mantenere l'impegno!
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Parte 3 di 3:
Evitare i Cattivi Incontri

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    Informati in merito all'approccio attuale della comunità scientifica e psicologica per quanto riguarda le problematiche LGBT. Sono stati fatti molti cambiamenti positivi dai giorni in cui qualunque orientamento sessuale diverso da quello etero era visto come una malattia. Tuttavia, le altre aree, come l'identità di genere, vengono osservate dal punto di vista della patologia. Alcuni degli aspetti principali da ricordare sono:
    • Essere gay, lesbica, transessuale o bisessuale non è una malattia e coloro che sostengono il contrario sono in disaccordo assoluto con i risultati degli studi condotti dall'American Psychological Association, American Psychiatric Association e American Medical Association, solo per citarne alcune.
    • Nessuna scienza ha dimostrato le teorie che sostengono che l'omosessualità e la transessualità siano imputabili a problemi con le figure genitoriali durante l'infanzia. I terapisti che ancora sostengono questo approccio non solo fanno riferimento a basi scientifiche discutibili, ma rinforzano il messaggio negativo che l'omosessuale sia uno "strano".
    • I tentativi di cambiare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di un individuo sono inefficaci e pericolosi.
    • Il fatto di essere LGBT, di per sé, non si è dimostrato causa di malattie mentali o di un maggiore tasso di patologie psichiatriche rispetto alle percentuali calcolate sull'intera popolazione. Al contrario, lo stress che gli individui devono affrontare a causa dell'omofobia genera parecchia angoscia; le terapie che non tengono conto di questo fattore possono aumentare l'incidenza di suicidi, ansia e depressione fra coloro che vi si sono sottoposti.[5]
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    Cerca un terapista che condiva i tuoi valori. I consulenti che affermano di lavorare all'interno di certe strutture religiose stanno esplicitamente dichiarando che useranno i principi morali religiosi nel loro approccio terapeutico. Questo non significa che tu non possa trovare uno psicoterapeuta religioso e "LBGT-affirming", né che tu non possa essere LGBT e allo stesso tempo aderire a una religione. Discuti con il potenziale professionista dei suoi valori, delle sue convinzioni e se ha o meno una posizione morale nei confronti delle persone omosessuali. Se non è solidale, non è il consulente che fa per te. Non permettere a nessuno di cambiarti per conformarti alla sua moralità religiosa.
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    Riconosci la terminologia e le tecniche usate dai terapisti che vogliono "convertire" o "curare" gli omosessuali. Esistono molti consulenti, religiosi o meno, che sono specializzati per volerti rendere "normale" e farti diventare eterosessuale. Sii consapevole delle loro tattiche e delle parole che utilizzano, in modo da poterli riconoscere. Se il tuo psicologo usa uno di questi approcci o espressioni, dovresti andartene. Per identificare questi fautori della terapia riparativa, poniti queste domande:
    • Il terapista insiste nell'affermare che sei un "eterosessuale confuso" e non rispetta la tua identità sessuale o di genere?
    • Passa molto tempo a discutere di come ti hanno trattato i tuoi genitori quando eri molto piccolo?
    • Ignora le tue preoccupazioni in merito alla salute mentale e insiste per farti intraprendere delle attività "appropriate" al tuo sesso?
    • Rifiuta l'idea che non c'è alcun problema a essere LGBT?
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    Osserva i segni che dimostrano che lo psicologo non è empatico. Quando cerchi un professionista, devi sapere che non tutti sono disponibili e solidali con le problematiche omosessuali. Se il tuo terapista non lo è, probabilmente la tua esperienza non sarà positiva. Ci sono molti fattori che devi considerare e di cui devi essere consapevole quando cerchi un supporto psicologico:
    • Non è sicuro supporre automaticamente che i potenziali terapisti siano a conoscenza o solidali con le tematiche LGBT.
    • Ci sono ancora molti psicologi e psichiatri che considerano le persone lesbiche, gay, omosessuali e transessuali dei malati mentali o individui problematici che hanno bisogno di una cura per la propria identità.
    • I terapisti potrebbero non manifestare apertamente i loro pregiudizi, ma ponendo loro delle domande dirette dovresti riuscire a renderti conto della loro posizione in merito alla popolazione LGBT o delle problematiche legate alle tue esigenze.
    • Dovresti anche chiedere al potenziale psicologo se è a suo agio con il fatto di condividere il proprio orientamento, se ha fatto coming-out o se non si è dichiarato. Alcuni rispetteranno l'etica professionale e non riveleranno mai ai pazienti il proprio orientamento sessuale e tu potresti anche decidere di essere d'accordo con questa posizione.
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Consigli

  • I gruppi LGBT locali o universitari consigliano spesso dei professionisti della salute mentale molto competenti che fanno del bene alla comunità.
  • Alcune persone omosessuali hanno riscontrato che è utile rivolgersi a un terapista o a uno psichiatra gay. Questa è una soluzione perfetta per trovare professionisti con cui collaborare e che non fanno discriminazione.
  • Se hai vissuto l'esperienza di una terapia psicologica anti-LGBT, valuta di denunciare il caso all'albo regionale degli psicologi o dei medici psichiatri (se possibile).
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Avvertenze

  • Fra la comunità di psicologi c'è un sub-movimento che incoraggia le persone omosessuali, che vivono in comunità conservatrici, a non rivelare il proprio orientamento e a rimanere connesse con la propria religione di origine. Sebbene l'intento sia quello di evitare situazioni di pericolo, in realtà questi terapisti ignorano la miriade di organizzazioni religiose aperte all'omosessualità e offrono una cura pessima ai pazienti, aiutandoli a sopprimere una parte molto importante della loro personalità. Se ti trovi nella situazione di non poterti esprimere perché vivi in una società tradizionale, valuta di trasferirti. La tua salute mentale merita questo sforzo.
  • Evita la "terapia riparativa". Si tratta di un approccio legale e disponibile, ma le organizzazioni ex-gay approfittano dei membri più deboli della comunità LGBT per ottenere grandi vantaggi economici, esaurendo tutte le risorse finanziarie e le energie alle persone che vi si rivolgono.
  • Il terapista non dovrebbe mai molestarti o farti sentire sessualmente a disagio. Un professionista non dovrebbe mai avere un contatto sessuale con i propri pazienti. Per quanto riguarda coloro che mettono in pratica la terapia riparativa, si tratta di solito di persone anch'esse insicure della propria sessualità, che vogliono approfittare sessualmente dei pazienti, camuffando il loro comportamento discutibile come una "terapia di contatto" o qualcosa di simile. Se dovesse accaderti tutto ciò, interrompi immediatamente le sedute e sporgi denuncia.
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Informazioni su questo wikiHow

Counselor Professionale Matricolato
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Paul Chernyak, LPC. Paul Chernyak lavora come Counselor Professionista Matricolato a Chicago. Si è laureato all'American School of Professional Psychology nel 2011.
Categorie: LGBT

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